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Omicidio capotreno a Bologna, fermato a Desenzano il presunto assassino croato Marin Jelenik

Le indagini sull’uccisione di Alessandro Ambrosio portano al fermo di un sospetto a Desenzano del Garda. Accertamenti in corso per confermare l’identità dell’uomo

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Il capotreno Alessandro Ambrosio

Alessandro Ambrosio | FACEBOOK / Centro Culturale Anzolese . Alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Brescia, 6 gennaio 2026 – Proseguono le indagini sull’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, 34enne accoltellato mortalmente ieri sera nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna. Nel corso delle ricerche è stato effettuato un fermo nel Bresciano, a Desenzano del Garda, riguardante un uomo sospettato di essere il responsabile.

Alessandro Ambrosio, il fermo a Desenzano del Garda e le verifiche in corso

E’ Marin Jelenik, il croato di 36 anni, l’uomo fermato dalla Polizia di Stato, nel Bresciano e ritenuto il killer di Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne accoltellato all’addome ieri sera, 5 gennaio, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un’area riservata ai dipendenti. L’uomo, che al momento del fermo si trovava davanti alla stazione ferroviaria, era senza documenti ed è stato identificato attraverso un particolare sistema di comparazione delle impronte dagli agenti del commissariato di Desenzano del Garda.

Il 36ene, al momento del fermo si trovava davanti alla stazione ferroviaria ed era in stato confusionale. Quando gli agenti lo hanno bloccato non ha opposto resistenza. Da quanto riferito potrebbe essere arrivato a Desenzano in autobus Ora Jelenik si trova all’interno del commissariato dove sono attesi gli uomini della Squadra Mobile di Brescia.

Alessandro Ambrosio, capotreno Trenitalia, era un giovane laureato in Statistica che aveva scelto di seguire le orme del padre, ex ferroviere. La sua vita, segnata anche dalla passione per la musica, è stata brutalmente interrotta da un’aggressione con un coltello all’addome, avvenuta in una zona accessibile anche a estranei. Al momento non sono chiare le motivazioni del delitto e non si esclude che si tratti di un atto non legato a una rapina.

Contesto e vicende correlate

Il fermo nel Bresciano avviene in un contesto di forte attenzione sulla sicurezza nelle aree ferroviarie e di trasporto in Italia, dopo una serie di eventi tragici recenti. Nelle ultime ore, non lontano da Brescia, si è verificato anche un grave incidente in tangenziale dove un ultraleggero è precipitato causando due vittime, e all’aeroporto di Bergamo un uomo è morto dopo essere stato risucchiato dal motore di un aereo in fase di rullaggio.

La vicenda dell’omicidio del capotreno ha suscitato profondo cordoglio nella comunità di Bologna e tra i colleghi di Ambrosio, che lo ricordano come un uomo gentile e appassionato, impegnato anche nel Centro Culturale Anzolese dove suonava la chitarra. Gli sviluppi delle indagini saranno determinanti per fare luce sulle circostanze dell’aggressione e per garantire giustizia alla vittima.

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