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Tensione crescente tra forze sostenute da Riad e Abu Dhabi nel sud-est dello Yemen

Raid aereo saudita su Mukalla e scontri armati aggravano la crisi nello Yemen meridionale; dichiarato lo stato di emergenza e sospeso l’accordo con gli Emirati

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Una manifestazione per l'indipendenza dello Yemen

Una manifestazione per l'indipendenza dello Yemen | EPA/NAJEEB MOHAMED - Alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Roma, 30 dicembre 2025 – Resta alta la tensione nello Yemen meridionale e orientale, in particolare nella provincia di Hadramawt, dove nelle ultime ore si sono intensificati gli scontri armati tra forze filo-saudite e milizie sostenute dagli Emirati Arabi Uniti (EAU). La situazione è degenerata dopo un raid aereo condotto dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita sul porto strategico di Mukalla, cuore economico della regione.

Yemen, conflitto tra filiazioni regionali e conseguenze sul terreno

Secondo fonti locali, gli scontri si sono concentrati nei pressi del distretto di Ghayl ben Yamin, dove combattenti del Consiglio di transizione meridionale (STC), alleato di Abu Dhabi, hanno affrontato forze tribali filo-saudite. Il governatorato di Hadramawt, schierato con Riyad, ha espresso sostegno al presidente del Consiglio di leadership presidenziale yemenita, Rashad Al-Ulaimi, e alle operazioni militari della coalizione saudita, ribadendo l’intenzione di preservare la sovranità nazionale e prevenire un’escalation armata. Inoltre, le autorità locali hanno dichiarato la disponibilità a coordinarsi con le forze regolari sostenute dai sauditi per il controllo ordinato di siti e infrastrutture strategiche.

Di contro, il STC ha accusato Riyad di aver colpito un’infrastruttura civile durante il bombardamento del porto di Mukalla, definendolo una violazione del diritto umanitario internazionale. La coalizione saudita ha respinto queste accuse, precisando che l’obiettivo dell’operazione era impedire il contrabbando di armi verso i separatisti e che non si sono verificati danni collaterali.

Stato di emergenza e annullamento dell’accordo di sicurezza con gli Emirati Arabi

Nel frattempo, il leader del Consiglio presidenziale yemenita ha dichiarato lo stato di emergenza per 90 giorni e ha annullato un patto di sicurezza con gli Emirati Arabi Uniti, a seguito delle avanzate territoriali dei separatisti del sud sostenuti da Abu Dhabi. Contestualmente è stato imposto un blocco aereo, marittimo e terrestre di 72 ore, a testimonianza dell’escalation politica e militare nella regione.

Questi eventi si inseriscono in un contesto di conflitto complesso che dura da oltre sette anni, caratterizzato da una molteplicità di attori interni e regionali con interessi divergenti. Lo Yemen, uno dei paesi più poveri del Medio Oriente, continua a pagare un prezzo altissimo in termini umanitari e politici, mentre le tensioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, principali protagonisti della coalizione anti-Houthi, si riflettono con forza nelle dinamiche del conflitto sul terreno.

Tensioni tra Riad e Abu Dhabi: la sicurezza regionale a rischio nello Yemen

L’Arabia Saudita ha lanciato un appello urgente agli Emirati Arabi Uniti affinché ritirino le proprie forze militari dallo Yemen entro 24 ore. La richiesta, che fa eco a una simile sollecitazione del governo yemenita con sede ad Aden, è stata comunicata dal ministero degli Esteri saudita con una dichiarazione pubblicata online. Il Regno sottolinea la necessità che gli Emirati cessino immediatamente di fornire supporto militare o finanziario a qualsiasi gruppo armato presente nel territorio yemenita.

Sempre nella giornata odierna, l’Arabia Saudita ha definito il sostegno fornito dagli Emirati a una offensiva separatista in Yemen come una minaccia per la sicurezza nazionale saudita e per la stabilità regionale. Questa presa di posizione è giunta poche ore dopo che la coalizione guidata da Riad ha condotto attacchi contro forze sostenute da Abu Dhabi. Il ministero degli Esteri saudita ha qualificato le azioni degli Emirati come “estremamente pericolose” e ha ribadito l’importanza di un immediato ritiro delle truppe emiratine dallo Yemen.

Risposta degli Emirati Arabi Uniti

Gli Emirati Arabi Uniti hanno respinto le accuse dell’Arabia Saudita di alimentare il conflitto in Yemen, dopo che Riad ha dichiarato di aver colpito un carico di armi emiratino destinato alle forze separatiste. “Il ministero degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti afferma il suo totale rifiuto delle accuse relative al fomentare il conflitto yemenita“, ha scritto il portavoce governativo Afra Al Hameli su X. Secondo Abu Dhabi, non c’erano armi nel carico distrutto dai sauditi.

Un conflitto complesso che coinvolge attori regionali

Il richiamo saudita arriva in un contesto di crescente tensione nella regione mediorientale, dove il conflitto yemenita si intreccia con dinamiche geopolitiche più ampie. Lo Yemen, diviso tra diverse fazioni e teatro di un conflitto che perdura da anni, vede coinvolti diversi attori internazionali, tra cui appunto Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. La richiesta di Riad ribadisce l’urgenza di una de-escalation militare e di una cessazione del supporto a gruppi armati che minacciano la sicurezza non solo dello Yemen, ma dell’intera area del Golfo.

La situazione resta estremamente fluida e le prossime 24 ore saranno cruciali per comprendere se gli Emirati risponderanno positivamente alla sollecitazione saudita, nell’interesse della stabilità regionale.

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