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Quando il cane non ti riporta il suo giochino cosa vuol dire? Ecco la spiegazione

Un cane che non lascia l'oggetto che vi sembra vi stia proponendo può farlo per diversi motivi, tra cui anche solo per gioco: vi induce ad inseguirlo perché la cosa lo diverte. Ma può anche essere una manifestazione di possessività, di insicurezza o di timore

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Cane con in bocca il suo giocattolo

Cane con in bocca il suo giocattolo | alanews.it

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Quando il cane manifesta un comportamento comune a molti suoi simili, cioè prendere il suo gioco preferito, portarlo indietro, ma senza lasciarlo al suo padrone cosa significa? Insomma, se ci si avvicina, il cane arretra o scappa, coinvolgendo così in quello che per noi umani sarebbe “l’acchiapparella”, cioè inseguirsi per divertimento.

Tuttavia, il motivo non è semplicemente la voglia di giocare. Per comprenderlo bisogna conoscere il singolo individuo, la sua personalità e le sue motivazioni: ciò che lo porta ad avere certe predisposizioni, che possono sfociare, ad esempio, nella possessività o nel bisogno di proteggere quella che considera una risorsa. A volte, invece, un cane può aver imparato che, se lascia l’oggetto, il gioco finisce perché la persona smette di interagire; oppure può usare il gioco per entrare in contatto, senza però sapere come comportarsi se è timoroso o insicuro.

Perché il cane non lascia l’oggetto quando lo riporta

Visto che le ragioni variano da cane a cane, si possono comunque individuare alcune situazioni possibili.

In linea generale, può accadere che Fido non lasci la presa per una forte motivazione possessiva: pur essendo tentato di condividere il gioco con il suo umano, l’emozione legata alla protezione della risorsa prevale, impedendogli di farlo. Non è per forza un comportamento negativo, ma il riflesso di un tratto caratteriale, comune ad esempio in molossi o Terrier di tipo Bull. Diventa problematico se il cane non permette l’avvicinamento, ringhia con il gioco in bocca o assume una postura rigida: in questi casi il comportamento, essendo ambivalente, richiede la valutazione di un istruttore cinofilo o, nel caso di un cucciolo, di un educatore, che possa analizzare sia il cane sia l’interazione con la persona.

Un’altra ipotesi è che il cane non abbia imparato il comando “lascia”, cioè che manchi una reale esperienza di scambio tra lui e il suo riferimento umano. A prescindere da motivazioni più profonde, può semplicemente non aver sviluppato questa competenza nella relazione.

Va poi considerata la possibilità che il cane si avvicini con l’oggetto non per giocare o offrirlo davvero, ma per usarlo come mezzo per affrontare un’interazione per lui poco piacevole o emotivamente difficile. Un cane timido o pauroso di fronte a uno sconosciuto può scegliere questa strategia per ridurre le distanze, attirare l’attenzione dell’altro sull’oggetto e, intanto, raccogliere informazioni tramite l’odore.

Infine, l’ipotesi più comune nelle interazioni tra cani e persone è il semplice gioco. La dinamica prevede che il cane si avvicini mostrando l’oggetto, arretri quando la persona tenta di prenderlo e poi si allontani aspettando di essere inseguito. La logica è la stessa del gioco dell’inseguimento tra umani: più lo si rincorre, più entrambi si divertono.

cane e padrone abbracciati
Uomo e cane: una storia di evoluzione condivisa – Unsplash – alanews.it

Come giocare con il cane quando non lascia l’oggetto

Poiché in alcuni casi l’oggetto può avere un valore molto alto per il cane, oppure il suo comportamento può essere frainteso, i suggerimenti che seguono valgono solo quando il cane desidera realmente interagire. Non vanno applicati in presenza di possessività o stati emotivi ansiosi, paurosi o ambivalenti.

Se avete dubbi sulle motivazioni del vostro cane, è meglio consultare un dog trainer con approccio cognitivo-relazionale, capace di valutare la dinamica familiare e considerare il cane come un individuo con emozioni e cognizioni, non come una macchina regolata da stimoli e risposte.

In caso di normale interazione ludica, la prima cosa da insegnare è che, lasciando l’oggetto, può iniziare un altro tipo di gioco, come il lancio e riporto, che potrebbe piacergli altrettanto. Non si può pretendere di tirargli via il suo gioco preferito aspettandosi che si senta tranquillo e pronto a condividere altro. È utile invece stabilire una routine, proponendo uno scambio con un altro gioco che gli piace. Quando Fido molla l’oggetto, si può associare la parola “lascia”, così da introdurre un segnale utile anche in altre situazioni. Dopo che ha eseguito ciò che gli è stato richiesto, è importante lodarlo, perché questo lo incoraggia a ripetere il comportamento.

Dopo lo scambio, si può decidere che gioco fare: proporne uno diverso da quello iniziale, soprattutto se il cane tende a scappare dopo averlo offerto, oppure passare al lancio e riporto. Alternare due giochi può aiutare a rinforzare sia il riporto sia il “lascia”: quando il cane torna con uno, si lancia l’altro, e così via.

Un’ultima raccomandazione: il gioco è piacevole quando dura poco. Anche i cani hanno bisogno di una “cornice ludica” chiara, con un inizio, uno svolgimento e un segnale preciso che indica la fine.

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