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Precari della ricerca in piazza a Roma: “Senza assunzioni il futuro è a rischio”

I ricercatori del CNR chiedono stabilizzazione e maggiori fondi, denunciando il rischio di fuga di cervelli e la marginalità della ricerca nelle scelte politiche nazionali

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Pasquale Luigi Pellicone di Pasquale Luigi Pellicone

Luigi Pellicone, classe 1979, romano di adozione, romanista per vocazione. Laureato in Lettere Moderne, un breve passato da insegnante poi giornalista dal 2007. Sei anni in Alanews, appassionato di sport e politica amo seguire le vicende sul campo senza soluzione di continuità

Roma, 11 novembre 2025 – Un centinaio di ricercatori precari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) si sono dati appuntamento in Piazza Capranica, nel cuore di Roma, per manifestare contro l’assenza di risposte concrete da parte del governo riguardo alla loro stabilizzazione. La protesta, che ha coinvolto professionisti provenienti da tutte le regioni d’Italia, ha acceso i riflettori sulle difficoltà che il comparto della ricerca scientifica sta attraversando, in particolare per quanto riguarda le condizioni lavorative e la mancanza di investimenti adeguati.

Le richieste dei ricercatori: stabilizzazione e fondi per la ricerca

immagine

I manifestanti hanno ribadito con forza la necessità che il governo metta a disposizione le risorse finanziarie necessarie per garantire l’assunzione definitiva del personale precario che ha diritto alla stabilizzazione. Tra loro, numerosi lavoratori con oltre dieci anni di esperienza in condizioni di precarietà. Una giovane ricercatrice, madre di un bambino piccolo, ha espresso il suo disagio: “Non pensavo di trovarmi in una situazione del genere”. Un collega ha aggiunto: “Fa male pensare che la ricerca e l’istruzione non siano al centro dell’agenda politica. Il governo aveva fatto una promessa che non ha mantenuto”.

La protesta è stata alimentata anche dall’aumento delle spese militari previsto nella legge di bilancio, mentre il settore della ricerca continua a ricevere un’attenzione marginale. Come sottolineato da un ricercatore dell’INAF: “Trovano miliardi per gli armamenti, ma nessuno che garantisca un futuro ai precari e alla ricerca, perché senza personale non si fa ricerca”.

Solidarietà parlamentare e appello al rispetto delle professionalità

Dopo la manifestazione in Piazza Capranica, la folla si è spostata in Piazza Montecitorio, dove la deputata Elisabetta Piccolotti, eletta nella XIX legislatura e componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, ha espresso il proprio sostegno ai ricercatori. Piccolotti ha definito la situazione un’“umiliazione per le migliori menti del paese” e ha sottolineato l’importanza del rispetto per chi lavora nella ricerca scientifica.

La deputata di Sinistra Italiana ha evidenziato che non è accettabile che professionisti qualificati si trovino in condizioni che impediscono loro di accedere a mutui o di mettere su famiglia. “Uno Stato non dovrebbe permettere a nessuno di subire una situazione del genere”, ha dichiarato.

Elisabetta Piccolotti, laureata in comunicazione e attiva in politica sin dai tempi dei Giovani Comunisti, ha portato la voce dei precari direttamente nelle istituzioni, impegnandosi per una maggiore attenzione verso la ricerca scientifica in Italia. La sua presenza ha dato ulteriore visibilità alle istanze dei manifestanti, rilanciando la necessità di un cambio di passo nelle politiche di investimento e gestione del personale nel settore della ricerca.

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