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Meloni a colloquio con Abu Mazen prende tempo sul riconoscimento unilaterale della Palestina

Il presidente palestinese incontra le istituzioni italiane: focus su riconoscimento dello Stato di Palestina, disarmo di Hamas e sostegno umanitario per Gaza

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Giorgia Meloni e Abu Mazen a Palazzo Chigi

Giorgia Meloni e Abu Mazen a Palazzo Chigi | ANSA/Filippo Attili - Uff stampa Palazzo Chigi

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Roma, 8 novembre 2025 – Prosegue a Roma la visita del presidente palestinese Mahmoud Abbas, noto come Abu Mazen, che nei giorni scorsi ha incontrato le più alte cariche italiane, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per discutere della delicata situazione in Medio Oriente e del futuro dello Stato palestinese. Un viaggio diplomatico che ha visto il leader palestinese confrontarsi con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oltre che con Papa Leone XIV. Al centro dei colloqui, il sostegno italiano alla prospettiva della soluzione a due Stati e la richiesta di riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina da parte di Roma.

Abu Mazen ribadisce la richiesta di riconoscimento a Meloni e il disarmo di Hamas

Durante l’incontro a Palazzo Chigi, Abu Mazen ha rinnovato il suo appello a Giorgia Meloni affinché l’Italia riconosca formalmente lo Stato di Palestina, sottolineando come questo gesto sia essenziale per “proteggere la soluzione dei due Stati, sistematicamente minata dalle politiche israeliane”. Il presidente palestinese ha inoltre precisato che il suo governo è impegnato a garantire che Hamas non abbia alcun ruolo nella futura governance della Striscia di Gaza e che il movimento militante consegni le armi. “Siamo pronti a ricevere le loro armi e consegnarle a un garante internazionale”, ha affermato, ribadendo la necessità di un disarmo totale per avviare una pace duratura.

La premier Meloni, pur riconoscendo l’importanza di proseguire con una “soluzione politica duratura basata sulla prospettiva dei due Stati”, ha mantenuto una linea prudente, ribadendo la posizione dell’Italia che prevede il disarmo di Hamas come condizione preliminare per il riconoscimento ufficiale della Palestina. Roma si impegna intanto a supportare la ricostruzione di Gaza attraverso un pacchetto di aiuti umanitari che sarà presentato alla conferenza internazionale convocata dall’Egitto a novembre.

Abu Mazen e Giorgia Meloni si stringono la mano durante l'incontro di Roma
Meloni riceve Abu Mazen a Palazzo Chigi | ANSA/Filippo Attili – Uff stampa Palazzo Chigi

Mattarella: “Fare presto per evitare il ritorno alla violenza”

Al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso un messaggio netto: “Occorre procedere con grande concretezza per l’assistenza umanitaria e la ricostruzione di Gaza e per la creazione di due Stati”. Mattarella ha sottolineato l’importanza del disarmo di Hamas e del coinvolgimento dei Paesi arabi nel processo di pace. “Bisogna fare presto per evitare che chi non vuole la pace, in entrambi gli schieramenti, possa riorganizzarsi”, ha ammonito il capo dello Stato. Ha inoltre criticato le politiche di espansione delle colonie israeliane e ha ribadito il sostegno italiano al piano di pace di Sharm el-Sheikh, insistendo sul rispetto del cessate il fuoco da entrambe le parti come premessa imprescindibile per la sicurezza regionale.

Abu Mazen ha offerto a Mattarella l’impegno formale dell’Autorità Nazionale Palestinese a consegnare le armi di tutte le fazioni armate, incluso Hamas, e ha confermato la volontà di unificare le istituzioni palestinesi sotto un’unica legge e un’unica forza di sicurezza legittima, sottolineando che Hamas dovrà abbandonare la via della violenza.

Relazioni Italia-Palestina e impegni futuri

Nel dialogo con la presidente Meloni, Abu Mazen ha evidenziato anche le “gravi sfide economiche e finanziarie” che la Palestina sta affrontando, aggravate dal trattenimento delle entrate fiscali palestinesi da parte di Israele, una misura che ha di fatto soffocato l’economia palestinese e indebolito le istituzioni statali.

La premier italiana ha confermato l’impegno a mettere a disposizione risorse e competenze per la formazione della polizia palestinese e ha valutato la possibile partecipazione italiana a una forza di stabilizzazione internazionale, subordinata a una risoluzione dell’Onu. Inoltre, Roma intende giocare un ruolo attivo nel board di gestione di Gaza, riconoscendo la storica capacità italiana di dialogare con tutti gli attori del Medio Oriente.

Abu Mazen ha anche annunciato l’intenzione di indire elezioni presidenziali e parlamentari entro un anno dalla fine del conflitto e di varare una costituzione provvisoria, segnando un percorso verso la costruzione di uno Stato palestinese moderno, democratico e non militarizzato.

Infine, il presidente palestinese ha espresso la volontà di estendere il dialogo con i Paesi arabi affinché riconoscano ufficialmente lo Stato di Israele, un passo fondamentale per consolidare la pace e la stabilità nella regione. Gli incontri con Mattarella, Meloni e Papa Leone XIV confermano il ruolo centrale dell’Italia come interlocutore cruciale nella delicata fase di riavvicinamento tra Israele e Palestina.

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