Una prova di forza che ridisegna gli equilibri a destra. Roberto Vannacci, fondatore e leader del neonato movimento Futuro Nazionale, ha scelto la platea di Vicenza per lanciare un messaggio chiarissimo ai potenziali alleati di governo. Forte dei dati interni e di un entusiasmo di piazza che ha fatto registrare il tutto esaurito al teatro comunale, l’europarlamentare ha dichiarato la piena disponibilità a entrare in coalizione, a patto però che vengano rigidamente rispettate le “linee rosse” tracciate dal suo schieramento politico, reduce da un’assemblea costituente appena conclusa.
I paletti di Vannacci: sicurezza, economia e “prima gli italiani”
Le condizioni poste da Vannacci per blindare un eventuale accordo programmatico toccano i pilastri fondanti della sua proposta politica. Le linee invalicabili riguardano il posizionamento internazionale dell’Italia, la gestione delle politiche energetiche, la sicurezza urbana e un sistema economico orientato alla produzione di benessere nazionale. Ma il vero punto focale rimane il principio del “prima gli italiani”. Secondo il generale, una politica saggia ha il dovere imprescindibile di fare l’esclusivo interesse dei propri elettori, una linea identitaria definita pura e non negoziabile.
I rapporti con Salvini, l’apertura a Meloni e il percorso verso il 2027
Nel corso dell’incontro, l’eurodeputato ha smentito qualsiasi tipo di rancore verso Matteo Salvini, definendo costruttiva l’esperienza nella Lega e rivendicando il pacchetto di voti portato al partito. Lo sguardo è tuttavia rivolto a Palazzo Chigi: pur non avendo mai parlato direttamente con Giorgia Meloni, Vannacci si è detto pronto a un confronto diretto se la Premier vorrà chiamarlo al telefono. Senza inseguire i leader tradizionali, Futuro Nazionale intende procedere in totale autonomia, garantendo una presenza capillare in tutte le scadenze elettorali che richiederanno il voto a partire dal 2027.
