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Milano, SI Cobas in presidio: “Solidarietà ai compagni arrestati a Napoli”

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Presidio in centro a Milano organizzato dal sindacato SI COBAS per chiedere la liberazione degli attivisti arrestati a Napoli e sostenere la lotta dei disoccupati.

Nicoletta Totaro di Nicoletta Totaro

Mi chiamo Nicoletta Totaro e sono nata ad Atessa, un piccolo paese tra il mare e le montagne abruzzesi, nell’agosto del 2001. Subito dopo il diploma, mi sono trasferita a Milano per intraprendere gli studi universitari con l’obiettivo di costruire una carriera nel campo del giornalismo. Durante il mio percorso accademico, ho collaborato con diverse realtà editoriali, iniziando nel settore dell’arte e della produzione di podcast, per poi avvicinarmi alla cronaca. Dal 2023, collaboro come videogiornalista con l'agenzia media Alanews. Parallelamente, sto completando gli studi magistrali in Politics, Philosophy and Public Affairs, durante i quali ho avuto l’opportunità di trascorrere un semestre in Germania

Milano, 11 luglio 2025 – Decine di lavoratori e sindacalisti del SI COBAS di Milano si sono radunati questa mattina in Largo 11 Settembre, all’incrocio tra via Vivaio e Corso Monforte, in un presidio durato due ore e presidiato dalla polizia. L’iniziativa è stata promossa per esprimere solidarietà ai disoccupati del Movimento 7 Novembre di Napoli, alcuni dei quali sono stati arrestati il giorno precedente durante una manifestazione a sostegno del diritto al lavoro.

La protesta per la liberazione dei compagni arrestati a Napoli

Il presidio milanese si è svolto in concomitanza con l’avvio del processo di direttissima che vede coinvolti anche alcuni storici esponenti del movimento COBAS napoletano, tra cui Mimì e Angelo. I portavoce del SI COBAS Milano, Roberto Luzzi e Alessandra Mincone, hanno spiegato le ragioni dell’iniziativa: “Tutto è iniziato con il click-day. I disoccupati del ‘Movimento 7 Novembre’, insieme ad altre realtà sociali, hanno manifestato a Napoli per chiedere un accesso trasparente alle piattaforme di iscrizione ai percorsi di inserimento lavorativo, dopo dieci anni di lotte. Tuttavia, durante il click-day, le piattaforme sono andate in crash, rendendo impossibile l’accesso. Questo è stato interpretato come un boicottaggio.”

La reazione delle autorità è stata una dura repressione: “La polizia, facendo leva sul decreto sicurezza, ha caricato e manganellato decine di manifestanti. Tre persone sono state arrestate e altre sono state ricoverate in ospedale.” Nel corso della mobilitazione milanese si è ribadita la richiesta di immediata liberazione dei compagni detenuti e la solidarietà alla loro lotta.

Il Movimento Disoccupati 7 Novembre: una lotta storica e determinata

Il Movimento Disoccupati 7 Novembre di Napoli nasce circa otto anni fa nel quartiere operaio di Bagnoli, un’area fortemente segnata dalla crisi industriale e dalla precarietà sociale. La realtà del movimento riflette la condizione di migliaia di persone che si trovano senza lavoro e senza tutele, soprattutto in una città e in un territorio – come quello napoletano e del Mezzogiorno – dove la disoccupazione e la precarietà sono problemi strutturali acuiti dalla crisi economica globale, dalla pandemia e dalle attuali tensioni internazionali.

Il movimento organizza la propria lotta attorno a rivendicazioni concrete e chiare: un salario garantito per tutti i disoccupati attraverso l’inserimento in lavori di pubblica utilità, come la manutenzione del verde pubblico, la valorizzazione del patrimonio culturale e la riqualificazione ambientale. Queste richieste sono accompagnate da una critica alle politiche di austerità e ai tagli ai servizi pubblici, che hanno ridotto il personale e le risorse disponibili.

Il percorso di lotta del MD7N si distingue per la sua determinazione e continuità, affrontando quotidianamente le istituzioni locali e nazionali, nonché il Ministero del Lavoro, per ottenere risposte concrete. Tuttavia, come sottolineato dagli stessi attivisti, la risposta delle autorità è stata spesso repressiva, con denunce, cariche in piazza e accuse di “associazione per delinquere” rivolte ai militanti. Recentemente, la Questura di Napoli ha anche inviato avvisi di sorveglianza speciale ad alcuni membri del movimento, tra cui due dirigenti nazionali del SI COBAS.

La lotta del Movimento 7 Novembre rappresenta un esempio significativo di organizzazione sociale dal basso e di resistenza di chi vive ai margini del sistema lavorativo e sociale italiano, mettendo in luce le contraddizioni di un modello economico che spesso esclude e marginalizza.

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