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Budapest si scaglia contro il Parlamento europeo: “Criminali in giacca e cravatta. Coprono Salis e ci danno ordini, non ci pieghiamo”

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Il governo dell'Ungheria contro il Parlamento europeo

Il governo dell'Ungheria | Instagram @orbanviktor - alanews.it

Redazione di Redazione

Il governo ungherese ha alzato il tono delle sue critiche nei confronti del Pe, citando anche Ilaria Salis

Il governo ungherese ha alzato il tono delle sue critiche nei confronti del Parlamento europeo, accusando gli eurodeputati di ingerenza negli affari interni del Paese. Queste dichiarazioni, rilasciate dal portavoce del governo, Zoltan Kovacs, seguono una recente missione della Commissione per le Libertà Civili, la Giustizia e gli Affari Interni (Libe) a Budapest, dove si è discusso dell’approvazione di leggi contro le manifestazioni LGBTQ+.

Accuse e polemiche

Kovacs ha utilizzato un social media, X per la precisione, per esprimere il suo disappunto all’indomani della missione degli eurodeputati a Budapest, affermando: “Fatemi capire bene: Ilaria Salis, che ha picchiato la gente quasi a morte per strada, sfugge alla giustizia intrufolandosi nel Parlamento europeo e ora dà lezioni all’Ungheria? Senza vergogna. Non è un simbolo della democrazia, è un simbolo di quanto sia diventato marcio il Pe. La commissione Libe non ha alcun mandato per sorvegliare gli affari interni, eppure irrompe in Ungheria con un verdetto prescritto e grida al fascismo”. Queste parole evidenziano una crescente tensione tra Budapest e Bruxelles, con il portavoce che ha descritto gli eurodeputati come “criminali in giacca e cravatta”. Inoltre, Kovacs ha denunciato quella che definisce una “campagna di diffamazione politica” a danno dell’Ungheria, suggerendo che il Parlamento europeo non abbia alcun mandato per interferire con le leggi nazionali. “L’Ungheria non prenderà ordini da criminali in giacca e cravatta”, ha poi attaccato il portavoce del governo ungherese.

Le nuove leggi ungheresi

Le leggi recentemente introdotte dal governo di Viktor Orban riguardano principalmente le manifestazioni LGBTQ+, suscitando preoccupazioni in ambito europeo per i diritti civili. Durante la loro visita, gli eurodeputati hanno espresso timori che tali misure possano rappresentare un passo indietro per la democrazia e i diritti umani nel Paese. Kovacs ha replicato, affermando che il governo non accetterà lezioni di giustizia da chi è stato eletto per evitare la prigione, insinuando che i critici non siano all’altezza di giudicare le politiche ungheresi.

Reazioni internazionali

La tensione tra Budapest e le istituzioni europee non è una novità. Negli ultimi anni, l’Ungheria ha affrontato numerose critiche per il suo approccio autoritario e per le restrizioni alla libertà di stampa e di espressione. Dall’altra parte, il Parlamento europeo ha intensificato i suoi sforzi per monitorare la situazione nei Paesi membri, cercando di garantire che i valori fondamentali dell’Unione europea vengano rispettati.

Le recenti dichiarazioni di Kovacs e le leggi approvate dal governo ungherese evidenziano un conflitto che va oltre le singole questioni legislative, toccando temi di sovranità nazionale, diritti umani e il ruolo delle istituzioni europee nel monitorare il rispetto dei diritti civili.

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