Roma, 13 gennaio 2026 – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ufficialmente ridotto la sanzione pecuniaria precedentemente inflitta ad Amazon in Italia, portandola da 1,128 miliardi a 752,4 milioni di euro (pari a circa 878 milioni di dollari). La decisione segue una revisione richiesta dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dello scorso settembre, che ha sollecitato un ricalcolo dell’ammontare della multa senza però modificare la sostanza delle accuse a carico del colosso americano.
Amazon, motivazioni della multa e ruolo dell’AGCM
La maxi multa risale al 2021 ed è stata imposta dall’AGCM a causa di un abuso di posizione dominante da parte di Amazon nel settore dei servizi logistici, con pratiche ritenute anticoncorrenziali che avrebbero condizionato il mercato e i partner commerciali. L’AGCM, autorità amministrativa indipendente istituita nel 1990 con sede a Roma e presieduta attualmente da Roberto Rustichelli, vigila contro gli abusi di mercato e tutela la concorrenza e i consumatori italiani. Le sanzioni possono arrivare fino al 10% del fatturato dell’impresa coinvolta, come nel caso di Amazon.
La revisione dell’importo, che ha portato alla riduzione della multa, è stata motivata dal TAR ma non ha scalfito la responsabilità di Amazon, che resta imputata per aver sfruttato la propria posizione dominante nel campo della logistica.

Amazon in Italia e aggiornamenti sulle tariffe logistiche
Parallelamente alla vicenda giudiziaria, Amazon ha continuato a innovare la propria presenza sul mercato italiano. Dal 5 gennaio 2026, sono entrate in vigore nuove tariffe logistiche ridotte per gli articoli con prezzo pari o inferiore a 20 euro, nell’ambito di una strategia per ampliare la competitività e sostenere le piccole e medie imprese venditrici sulla piattaforma.
Amazon, che conta oltre 225.000 piccole e medie imprese europee come venditori, offre due piani di vendita principali: il piano individuale, con una commissione di 0,99 euro per articolo, e quello professionale con una tariffa fissa mensile di 39 euro più commissioni di vendita. Il colosso garantisce pagamenti regolari ogni 14 giorni ai venditori e mette a disposizione strumenti per la crescita commerciale e la gestione dell’inventario.
Indagini europee e fiscalità
Oltre all’intervento italiano, nel 2025 l’Unione Europea ha avviato una propria indagine su Amazon per motivi differenti, mentre il Fisco italiano ha intensificato le richieste di pagamento dell’IVA alle grandi piattaforme digitali, con un’istanza di circa un miliardo di euro rivolta alle big tech. Questi sviluppi evidenziano un’attenzione crescente da parte delle autorità europee e nazionali verso la regolamentazione fiscale e della concorrenza nel mondo digitale.




