Roma, 12 gennaio 2026 – È ufficiale: Laura Pausini sarà co-conduttrice delle cinque serate del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio. L’annuncio è stato dato oggi da Carlo Conti, direttore artistico e conduttore della kermesse, durante una diretta al Tg1 delle 20.

Sanremo, uno degli eventi televisivi e musicali più seguiti in Italia, conferma così la scelta di affiancare alla storica guida della manifestazione un volto di spicco della musica italiana contemporanea. Laura Pausini, icona internazionale della canzone italiana, porterà la sua esperienza e il suo carisma sul palco dell’Ariston per l’intera durata del Festival.
Laura Pausini al Festival di Sanremo: un ritorno atteso
Laura Pausini, nata a Faenza nel 1974, è una delle cantautrici italiane più apprezzate a livello mondiale. Con una carriera iniziata nel 1993, anno in cui vinse la sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano “La solitudine”, la cantante ha saputo conquistare platee internazionali in Europa, America Latina e Nord America, vendendo oltre 70 milioni di dischi e aggiudicandosi numerosi premi, tra cui un Grammy Award e cinque Latin Grammy Awards.
La sua partecipazione come co-conduttrice rappresenta un appuntamento di rilievo per il Festival, che negli ultimi anni ha visto alternarsi grandi nomi della musica e dello spettacolo. L’esperienza televisiva di Laura non è nuova: oltre al successo come artista, ha già avuto ruoli da protagonista in programmi televisivi e eventi di grande popolarità.
Carlo Conti, che da molti anni è volto e anima del Festival, ha scelto la Pausini per affiancarlo nella conduzione, confermando così la volontà di puntare su un duo capace di unire tradizione e modernità, musica e spettacolo.
I protagonisti e le parole chiave dei brani in gara a Sanremo 2026
Oltre all’attesa per la conduzione, cresce anche l’interesse per i 30 Big in gara al Festival. Attraverso brevi clip pubblicate sui profili social ufficiali, gli artisti hanno svelato non solo il senso delle loro canzoni ma anche una parola chiave che ne sintetizza il tema o l’ispirazione.
Tra i protagonisti, spiccano nomi consolidati e nuove proposte con tematiche variegate. Per esempio:
- Arisa definisce il suo brano “Magica Favola” con la parola “romantico disordine”, sottolineando una poetica del caos emotivo.
- Le Bambole di Pezza scelgono “tempesta” per rappresentare il loro messaggio di girl power e unità nelle difficoltà.
- Patty Pravo, con la canzone “Opera”, parla di unicità e si identifica con la parola “musa”.
- Dargen D’Amico introduce un termine innovativo, “raposo”, per descrivere il suo brano “Ai Ai”, richiamando anche il dibattito sull’intelligenza artificiale.
- Elettra Lamborghini sceglie “amarena” per celebrare la vita e la positività nel suo pezzo “Voilà”.
- Ermal Meta utilizza la parola “primavera” come simbolo di speranza e resistenza nel suo brano “Stella Stellina”.
- Fedez e Marco Masini raccontano con “Male Necessario” il percorso di crescita personale, identificato con la parola “passato”.
Queste parole chiave, scelte dagli artisti stessi, offrono un’anteprima emozionale e concettuale del Festival, che si preannuncia ricco di spunti di riflessione, emozioni e sperimentazioni musicali.
Un Festival all’insegna della musica e dell’innovazione
Sanremo 2026 si prepara a essere una vetrina di grande rilevanza per la musica italiana, con un cast di cantanti molto eterogeneo sia per stile che per generazioni. La conduzione di Carlo Conti e Laura Pausini, insieme a una selezione di brani che spaziano dal pop al rap, dal rock al latino, promette di offrire al pubblico una manifestazione di alto livello artistico e di forte impatto emotivo.
La scelta di Pausini come co-conduttrice si inserisce in un contesto di valorizzazione del talento musicale e di un impegno verso un Festival che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità storica.
L’edizione 2026 del Festival di Sanremo sarà trasmessa come di consueto da Rai 1 e rappresenterà un appuntamento imperdibile per milioni di telespettatori in Italia e all’estero, confermando ancora una volta la centralità della musica nella cultura popolare italiana.






