Milano, 16 gennaio 2026 – Chiara Ferragni, nota imprenditrice digitale e icona della moda italiana, è stata recentemente prosciolta nel caso noto come Pandoro Gate, che ha avuto vasta eco mediatica negli ultimi anni. L’accusa contestava a Ferragni, insieme ad altri soggetti coinvolti, una presunta truffa aggravata legata alla promozione di pandori e uova di Pasqua con finalità benefiche, ritenuta ingannevole dagli inquirenti.

Il proscioglimento di Chiara Ferragni e le motivazioni del giudice
Il procedimento giudiziario si è chiuso con il proscioglimento per estinzione del reato, dovuto a una questione tecnica riguardante l’aggravante della «minorata difesa» degli utenti online. Tale aggravante, infatti, era necessaria affinché la truffa fosse procedibile d’ufficio, ma il giudice non l’ha riconosciuta. Inoltre, la querela da parte del Codacons e dell’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi era stata ritirata in seguito a un accordo risarcitorio.
Secondo le indagini, fra il 2021 e il 2022 Ferragni avrebbe promosso la vendita di prodotti dolciari come il pandoro Balocco Pink Christmas, lasciando intendere che parte del ricavato fosse destinato a progetti di beneficenza, mentre in realtà le donazioni erano già fissate a prescindere dalle vendite. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) aveva sanzionato Balocco e le società di Ferragni per aver adottato una pratica commerciale scorretta, evidenziando il prezzo elevato dei prodotti e la percezione errata dei consumatori circa la destinazione del ricavato.
Le dichiarazioni di Ferragni e i risarcimenti
Durante il processo, Chiara Ferragni ha sempre negato qualsiasi dolo, sostenendo che si è trattato di un errore di comunicazione e pubblicità ingannevole, per la quale ha già operato risarcimenti e donazioni per un totale di circa 3,4 milioni di euro. L’imprenditrice ha ringraziato pubblicamente i suoi legali e i sostenitori, definendo la sentenza come la fine di un incubo. La sua difesa ha evidenziato la mancanza di volontà di ingannare i consumatori e ha sottolineato che, secondo il principio giuridico del «ne bis in idem», non è possibile essere puniti due volte per la stessa condotta.
Nuovi progetti e presenza mediatica
Dopo il proscioglimento, come riportato da Vanity Fair, Chiara Ferragni si sarebbe messa al lavoro su una nuova serie per Netflix che racconterà proprio le vicende del Pandoro Gate, offrendo una narrazione inedita e personale dell’esperienza vissuta. La serie si preannuncia come un progetto ambizioso per approfondire non solo il caso giudiziario, ma anche l’impatto mediatico e sociale che ha avuto sull’influencer e sulla sua immagine pubblica.
Ferragni continua a rappresentare una figura di rilievo nel panorama imprenditoriale e digitale italiano, nonostante le recenti difficoltà legate al calo dei ricavi del suo brand e alla ristrutturazione societaria. Nel 2025, infatti, ha rafforzato la sua posizione azionaria nella Fenice Srl, società proprietaria del suo marchio, diventandone azionista di maggioranza. La sua attività non si limita più solo alla moda e alla comunicazione, ma si estende anche a nuovi ambiti dell’intrattenimento e della produzione audiovisiva.




