Roma, 11 maggio 2026 – È stata scoperta polvere di stelle intrappolata nei ghiacci dell’Antartide, risalente a un periodo compreso tra 40.000 e 81.000 anni fa. Rare tracce di ferro-60 (60Fe), un isotopo prodotto esclusivamente in eventi estremi come le esplosioni di supernova, sono state identificate nei campioni di ghiaccio prelevati nell’ambito del Progetto Europeo per il Carotaggio del Ghiaccio in Antartide (EPICA). Questa scoperta, pubblicata sulla rivista Physical Review Letters, offre una nuova chiave di lettura sul viaggio della Terra attraverso il cosmo e sulla natura dinamica dell’ambiente interstellare locale negli ultimi 80.000 anni.
Il ghiaccio in Antartide come archivio cosmico
I carotaggi di ghiaccio realizzati in Antartide rappresentano una vera e propria “capsula del tempo verticale”, in cui si accumulano stratificazioni di sostanze che raccontano la storia del nostro pianeta. Nel 2019, un team guidato dall’astrofisico Dominik Koll presso l’Helmholtz-Zentrum Dresden-Rossendorf in Germania aveva già identificato isotopi di ferro-60 nei campioni, rivelando il passaggio recente del Sistema Solare attraverso una nube interstellare di polveri residue di supernova. Partendo da questa evidenza, gli scienziati hanno analizzato 295 chilogrammi di ghiaccio estratti grazie al progetto EPICA, riuscendo a confermare che il ferro-60 non può avere origine terrestre dato che la sua emivita è di soli 2,6 milioni di anni e che dunque le tracce riscontrate provengono dallo spazio.
Viaggio del Sistema Solare attraverso la Nube Interstellare Locale
Secondo Koll e il suo team, il Sistema Solare attraversa da almeno 80.000 anni una regione chiamata Nube Interstellare Locale, composta da gas, polveri e plasma generati da antiche supernove. Questa nube sta depositando sulla Terra una tenue pioggia di ferro-60, la cui concentrazione è risultata significativamente maggiore nella neve degli ultimi decenni rispetto a quella negli strati più antichi del ghiaccio. Ciò indica che la densità della nube interstellare varia nel tempo. Il ghiaccio antartico, quindi, funge da “registro di volo” naturale, tracciando dettagliatamente l’interazione tra il nostro pianeta e le nubi di polveri cosmiche circostanti.
Il progetto EPICA, iniziato negli anni ’90 e finanziato da dieci paesi europei più l’Unione Europea, ha permesso di ottenere carote di ghiaccio risalenti fino a 800.000 anni fa. Attualmente, il progetto Beyond EPICA, avviato nel 2019 e finanziato con 11 milioni di euro dalla Commissione Europea, mira a superare questi limiti, estendendo le analisi climatiche fino a 1,5 milioni di anni fa, per comprendere meglio le transizioni climatiche passate e i meccanismi che le hanno guidate.





