Modena, 3 febbraio 2026 – Una recente indagine pubblicata sull’International Journal of Consumer Studies ha evidenziato come TikTok, piattaforma social ampiamente utilizzata dalla Generazione Z, eserciti una forte influenza anche sulle scelte alimentari dei giovani utenti. Questo fenomeno, che va oltre il semplice intrattenimento, solleva questioni importanti circa il ruolo degli algoritmi e il loro impatto sui comportamenti dei consumatori più giovani.
TikTok e l’influenza sulle scelte alimentari della Generazione Z
La ricerca intitolata From “For You” to the Fork: TikTok’s Influence on Young Consumer’s Food Behaviours si basa su un sondaggio del 2025 condotto su 406 utenti attivi di TikTok, appartenenti principalmente alla fascia d’età della Generazione Z. L’analisi ha mostrato come i trend alimentari virali sulla piattaforma modellino non solo le preferenze su cosa mangiare, ma anche la scelta di ristoranti e la valutazione delle pietanze. Gli algoritmi di TikTok, studiati per massimizzare il tempo di permanenza degli utenti, selezionano contenuti che rispecchiano gli interessi e le emozioni degli utenti, creando un circuito di coinvolgimento che amplifica l’effetto persuasivo.
Un aspetto fondamentale è la fiducia che i giovani ripongono nei contenuti proposti, spesso ritenuti più affidabili rispetto alle fonti tradizionali. La viralità di video con ricette e recensioni di influencer e content creator contribuisce a trasformare i messaggi in abitudini condivise, anche grazie al ruolo di amici e familiari che rafforzano l’influenza digitale.

Implicazioni per la salute e ruolo della famiglia
L’esposizione a contenuti che promuovono alimenti poco salutari, come snack ipercalorici, fast food e bevande energetiche, è tra le criticità maggiori emerse. Inoltre, TikTok contribuisce a diffondere messaggi legati alla cultura della dieta e alla glorificazione della perdita di peso, con possibili ripercussioni negative sull’immagine corporea e sul benessere psicologico della Generazione Z.
In questo contesto, diventa cruciale il ruolo di genitori e tutori. Un approccio educativo autorevole ma empatico, basato su dialogo e fiducia, può favorire un uso critico e consapevole dei social media. L’alleanza tra famiglia e scuola è fondamentale per promuovere un’educazione digitale che prevenga disturbi alimentari e obesità, mentre i pediatri possono offrire supporto nel riconoscere segnali precoci di disagio.
Supporto psico-sanitario per la Generazione Z a Modena
In Emilia-Romagna, il Gruppo CEIS ha attivato una comunità terapeutica-riabilitativa semiresidenziale dedicata alla fascia adolescenziale e giovanile, denominata Residenza Gen Z. La struttura di Modena accoglie ragazzi con disagio psicologico e relazionale, offrendo un percorso personalizzato per potenziare la vita di relazione e sviluppare strategie funzionali da applicare nella vita quotidiana. Il servizio, accreditato dalla Regione Emilia-Romagna, opera dal lunedì al venerdì, con un’organizzazione flessibile per rispondere alle esigenze specifiche di ogni ospite.
Questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come l’ambito psico-sanitario risponda alle nuove sfide poste dall’uso intensivo dei social media e dai cambiamenti culturali che interessano la Generazione Z, la prima generazione cresciuta con internet e social network fin dall’infanzia.





