Roma, 12 gennaio 2026 – È un momento di grande sollievo per l’Italia, che accoglie con gioia la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, due cittadini italiani detenuti in Venezuela dallo scorso novembre 2024. La notizia è stata confermata oggi dalla premier Giorgia Meloni, che ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato.
La liberazione di Trentini e Burlò
Alberto Trentini, operatore umanitario con una lunga esperienza nel settore della cooperazione internazionale, era stato arrestato mentre si recava da Caracas a Guasdualito per l’organizzazione Humanity & Inclusion. La sua detenzione, mantenuta per mesi in segreto, aveva suscitato preoccupazione internazionale, tanto che la Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) aveva richiesto misure cautelari a suo favore, denunciando il rischio grave e imminente per la sua incolumità.
Mario Burlò, imprenditore torinese, era stato fermato nello stesso periodo nelle stesse circostanze, senza che gli fossero mai state formalizzate accuse chiare. Per lungo tempo la sua famiglia ha vissuto nell’incertezza, fino alla conferma ufficiale e all’intensificarsi degli sforzi diplomatici. Burlò, recentemente assolto dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa in Italia, era detenuto nello stesso carcere di Caracas (El Rodeo I) insieme a Trentini.
Meloni: sostegno al popolo venezuelano e cooperazione con Caracas
Nel suo videomessaggio, la premier ha sottolineato come il governo italiano continuerà a lavorare senza sosta per consolidare la collaborazione con le autorità di Caracas, auspicando ulteriori sviluppi positivi. Meloni ha ribadito inoltre il sostegno dell’Italia al legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia. Un ringraziamento speciale è stato rivolto a tutte le componenti dello Stato italiano – dalla rete diplomatica all’Intelligence – che hanno contribuito al buon esito della vicenda.
I due italiani liberati, che hanno sofferto molto durante la detenzione, torneranno presto in patria, accolti dall’affetto delle loro famiglie e dal sollievo di un’intera nazione.






