Roma, 14 aprile 2026 – Continuano i disagi nel trasporto ferroviario italiano, con un quadro che Federconsumatori definisce ormai allarmante. Nel 2026, infatti, in media 25 giorni su 30 si registrano disservizi sui treni, inclusi ritardi significativi, cancellazioni e guasti frequenti. L’ultima emergenza riguarda questa mattina la linea Alta Velocità Roma-Napoli, dove un guasto ha provocato ritardi fino a 180 minuti e cancellazioni di corse, aggravando ulteriormente la situazione già critica.
Treni, un anno di disservizi: la denuncia di Federconsumatori
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che monitora costantemente le segnalazioni di disagio sulle linee ferroviarie, ha reso pubblici i dati relativi ai primi mesi del 2026. Emergerebbe un quadro desolante, con un funzionamento regolare del servizio solo in 5 giorni al mese, mentre nei restanti 25 si verificano problemi più o meno gravi.
L’associazione sottolinea come questa situazione sia diventata insostenibile per i passeggeri, soprattutto in un periodo in cui anche i voli su molti aeroporti minori sono ridotti a causa della carenza di carburante. Il diritto alla mobilità dei cittadini risulta quindi fortemente compromesso, con un impatto significativo sulla quotidianità e sull’economia.
Federconsumatori sta valutando le iniziative da mettere in atto, a partire dalla richiesta di un incontro urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per individuare soluzioni efficaci e tempestive. L’associazione mette in guardia sul rischio di una vera e propria “catastrofe” durante l’estate, quando l’incertezza sui voli spingerà molte persone a preferire il trasporto ferroviario.
La politica sul banco degli imputati: critiche a Salvini e al governo Meloni
Le parole di Federconsumatori trovano eco nelle critiche politiche che si sono moltiplicate nelle ultime ore. Il senatore M5S Luigi Nave ha definito la situazione dei treni italiani una “sciagura infinita”, sottolineando come sotto la guida del ministro Matteo Salvini si siano registrati i “record di giornate buttate”. In particolare, le immagini di questa mattina nelle stazioni di Napoli e Napoli Afragola, dove migliaia di passeggeri esasperati sono rimasti bloccati, sono state descritte come “scene apocalittiche”.
Nave ha puntato il dito contro la gestione dei cantieri e la pianificazione degli interventi sulla rete ferroviaria, giudicata inefficace e disorganizzata, con lavori programmati anche nei weekend, causando ulteriori disagi. L’appello è rivolto al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, affinché prenda atto dell’impatto economico e sociale dei ritardi e lavori per un miglioramento urgente del servizio.
Anche Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, definisce la situazione del trasporto ferroviario “un incubo” e parla di un paese “tenuto in ostaggio” dal governo e dal ministro Salvini. Per lei si tratta di una “emergenza sociale” che richiede risposte immediate.
Le tensioni sul fronte energetico e le priorità del governo
Non mancano inoltre le critiche di natura politica ed economica che coinvolgono Salvini su altri fronti. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha invitato il ministro a rinunciare ai fondi pubblici previsti per il Ponte sullo Stretto (14 miliardi di euro) per destinare queste risorse agli investimenti nella sanità e nel trasporto pubblico. Bonelli ha attaccato duramente la Lega e il governo per la loro posizione contro le energie rinnovabili, definendo “irresponsabile” il tentativo di bloccare retroattivamente il conto energia, e ha chiesto che l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, venga in Parlamento a chiarire le strategie energetiche di un’azienda che sembrerebbe contraria alla transizione ecologica.
Queste tensioni si inseriscono in un contesto parlamentare che, nella XIX legislatura, sta affrontando diverse questioni legate agli investimenti infrastrutturali, come emerge dai resoconti delle sedute di dicembre 2025, in cui sono stati discussi emendamenti per il finanziamento di opere strategiche nel Mezzogiorno, ma con risultati di voto contrari alle proposte di maggiori stanziamenti.
In sintesi, il settore ferroviario italiano vive una fase di grande criticità, con un servizio che nel 2026 funziona regolarmente solo in una minoranza dei giorni. Le ripercussioni sono evidenti sulla mobilità dei cittadini e sull’immagine del Paese, mentre il dibattito politico si concentra su responsabilità e priorità da affrontare per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.






