Roma, 20 marzo 2026 – Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è intervenuto oggi a “Mattino Cinque” per esprimere la posizione dell’Italia riguardo la crisi nel Medio Oriente, in particolare sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz e le tensioni tra Stati Uniti e Iran.
Tajani, la posizione italiana sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz
Antonio Tajani ha sottolineato che, una volta terminata la guerra in corso, l’Italia sarà pronta a partecipare a iniziative più ampie delle Nazioni Unite per garantire la sicurezza del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più importanti per il commercio petrolifero mondiale. Il ministro ha ribadito l’importanza di insistere con la diplomazia italiana per favorire una de-escalation del conflitto.
Durante il recente Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea a Bruxelles, a cui ha partecipato Tajani, è emersa la volontà di dare un segnale forte per una moratoria negli attacchi ai centri petroliferi e del gas, con l’obiettivo di ristabilire maggiore tranquillità nella regione. Tajani ha evidenziato come il contributo dell’UE, ispirato anche dall’ascolto delle indicazioni del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, voglia essere protagonista nel processo di pace.
Inoltre, Tajani ha precisato che le missioni europee Atalanta e Aspides manterranno il loro attuale mandato, anche se l’Italia è favorevole a un loro rafforzamento. Tuttavia, ha definito complesso un allargamento del mandato di queste missioni per includere operazioni nello Stretto di Hormuz, area che, come confermato anche dall’Alto rappresentante UE Kaja Kallas, è al di fuori del raggio d’azione della NATO.

Il ruolo di USA e Iran per la fine del conflitto
Il ministro ha poi rimarcato che per la fine della guerra sono necessari passi concreti da entrambe le parti: sia dagli USA che dall’Iran. Ha sottolineato che l’Iran deve chiudere la stagione del nucleare e cessare gli attacchi ai Paesi del Golfo e a Cipro, mentre gli USA devono spingere l’Iran a trovare un accordo negoziato. Tajani ha anche fatto riferimento all’arresto nel Golfo di terroristi appartenenti a una cellula iraniana, sottolineando l’importanza di contrastare le attività destabilizzanti nella regione.
Infine, il ministro ha ribadito la posizione italiana di non volere partecipare direttamente alla guerra, ma di impegnarsi con determinazione nella diplomazia per favorire un percorso di pace e stabilità nel Medio Oriente.






