Roma, 2 aprile 2026 – L’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati ha deliberato la sospensione di 32 parlamentari appartenenti alle opposizioni, in relazione ai fatti accaduti il 30 gennaio scorso, quando un gruppo di deputati ha occupato la sala stampa per bloccare una conferenza stampa controversa.
Bloccare l’evento neofascista: la decisione della Camera
L’evento, promosso dal deputato della Lega Domenico Furgiuele, avrebbe visto la partecipazione di esponenti di estrema destra, tra cui il portavoce di CasaPound Luca Marsella, Giacomo Sogari di Veneto Fronte Skinheads, e altri affiliati a movimenti neofascisti come l’ex esponente di Forza Nuova Massetti e Ferrara della Rete dei Patrioti. La conferenza riguardava il tema della cosiddetta “remigrazione”, un argomento che aveva suscitato forti opposizioni.
L’ufficio di presidenza ha stabilito la sospensione di 22 deputati per cinque giorni, riconoscendo che questi avevano “materialmente impedito l’avvio della conferenza” sedendosi al banco degli oratori. Tra loro figurano nomi di spicco come Gianni Cuperlo, ex dirigente Pd, Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi e Sinistra, e altri rappresentanti del Movimento 5 Stelle e di Avs. Un secondo gruppo di 10 deputati è stato sospeso per quattro giorni per aver contribuito a “saturare i posti disponibili” nella sala, ostacolando così lo svolgimento dell’evento.
Reazioni e proteste dei deputati sospesi
Le reazioni dei parlamentari sospesi sono state immediate e decise. Nicola Fratoianni ha definito la sanzione “non un segno di colpa”, ma un atto di difesa della Costituzione e della Repubblica antifascista, ribadendo la disponibilità a ripetere il gesto se necessario. Gianni Cuperlo ha espresso orgoglio per la sospensione, sottolineando il valore politico e morale della protesta. Arturo Scotto, capogruppo Dem in commissione Lavoro, ha parlato di “pagina buia per il Parlamento”, difendendo l’azione come difesa delle radici antifasciste della Repubblica.
Critiche aspre sono arrivate dai gruppi parlamentari di opposizione, con il Movimento 5 Stelle che ha definito le sanzioni “irricevibili e paradossali”, sottolineando la disparità di trattamento rispetto a indagini su membri della maggioranza. Il Pd ha accusato la maggioranza di proteggere chi disonora le istituzioni e punire chi tenta di difenderne la dignità, chiedendo il ritiro del provvedimento.






