Torino, 6 marzo 2026 – Un’indagine condotta dai Carabinieri del Ros ha messo in luce un fenomeno preoccupante di proselitismo neofascista all’interno delle Forze Armate torinesi. Il gruppo in questione, denominato La Barriera-Avanguardia Torino, è stato oggetto di un’inchiesta che ha portato a 17 richieste di rinvio a giudizio per reati di apologia del fascismo.
Il coinvolgimento dei militari e le attività del gruppo
Secondo quanto riferito dagli atti dell’inchiesta, sono stati individuati almeno tre militari in servizio nella zona di Torino e dintorni che hanno frequentato il circolo “Edoras”, luogo di ritrovo degli aderenti ad Avanguardia Torino. Questi militari hanno partecipato a diversi eventi organizzati dal gruppo, benché nessuno di loro risulti indagato nel procedimento in corso. In particolare, uno dei militari ha preso parte a una riunione con due leader del gruppo il 26 settembre 2024 e ha partecipato a iniziative pubbliche, tra cui la preparazione di pacchi alimentari per gli alluvionati di Valencia nel novembre dello stesso anno. Durante tali eventi, si è fatto fotografare dietro uno striscione con la scritta: “Non è bastato il piombo della feccia rossa: Giorgios e Manolis vivono con noi”, un chiaro riferimento a due militanti del gruppo neonazista greco Alba Dorata, uccisi nel 2013.
I Ros annotano che il proselitismo di La Barriera-Avanguardia ha avuto un effetto significativo, con un aumento progressivo del numero di militari avvicinatisi al movimento, al punto da far ritenere che il gruppo abbia fatto breccia all’interno delle Forze Armate locali.
Il contesto giuridico e storico del neofascismo in Italia
Il caso torinese si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso il fenomeno del neofascismo, che in Italia è vietato dalla XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e dalla legge Scelba del 1952, che punisce l’apologia del fascismo. Il neofascismo, nato dopo la seconda guerra mondiale, si caratterizza per la volontà di riproporre ideologie fasciste e per la presenza di elementi quali ultranazionalismo, autoritarismo e suprematismo bianco. Negli anni di piombo, alcune organizzazioni neofasciste furono coinvolte in attentati terroristici di grande gravità.
La scoperta di attività neofasciste all’interno delle Forze Armate rappresenta quindi un campanello d’allarme per le istituzioni, soprattutto in considerazione del ruolo e della responsabilità che questi militari rivestono nel garantire la sicurezza del Paese. L’inchiesta in corso a Torino evidenzia come certi gruppi estremisti continuino a cercare spazi di influenza anche in ambiti istituzionali.






