Milano, 28 aprile 2026 – Nel corso di un convegno tenutosi al Memoriale della Shoah di Milano, la senatrice a vita Liliana Segre ha denunciato la crescente diffusione dell’odio nella società contemporanea, un fenomeno che, nonostante la sua età avanzata, continua a colpirla direttamente. A 96 anni, Segre ha rivelato di ricevere ancora messaggi carichi di insulti e minacce come «perché non muori?», espressioni che nel 1938 aveva già subito prima della deportazione.
Il ricordo indelebile della prigionia
Durante l’incontro promosso dall’Oscad, la senatrice ha ribadito la sua profonda connessione con il luogo in cui è stato organizzato l’evento. Segre ha ricordato con emozione il momento in cui, giovanissima, fu deportata prigioniera per un governo che perseguitava gli ebrei. «Non posso prescindere da questo posto», ha affermato, sottolineando come l’esperienza vissuta rimanga parte integrante della sua identità.
Al Memoriale della Shoah, inaugurato nel 2013 sotto la Stazione Centrale di Milano, ogni anno migliaia di visitatori e studenti possono riflettere sulle tragedie del passato, grazie a mostre, testimonianze e attività educative volte a contrastare l’odio e promuovere la memoria collettiva. Il luogo rappresenta non solo un ricordo delle vittime dell’Olocausto, ma anche un laboratorio vivo di studio e dialogo per combattere ogni forma di intolleranza.
L’allarme di Liliana Segre: un mondo dell’odio sempre più vasto
Segre ha espresso il suo sgomento per la persistenza e l’espansione dell’antisemitismo e dell’odio in generale. «Il mondo dell’odio è talmente vasto ed è sempre più vasto», ha detto, evidenziando come le minacce e gli insulti non siano solo un ricordo del passato ma una realtà attuale. La senatrice ha sottolineato che, nonostante tutto ciò che è accaduto nella storia, ancora oggi riceve messaggi di odio che definisce «una valanga».
La sua testimonianza è un monito per la società contemporanea, un invito a non abbassare la guardia contro l’odio e la discriminazione, e a far sì che il ricordo della Shoah sia un insegnamento attuale e universale, capace di illuminare le sfide contro il pregiudizio e la violenza odierni.
Liliana Segre, nominata senatrice a vita nel 2018 dal presidente Sergio Mattarella, è fra le ultime testimoni dirette dell’Olocausto e continua a impegnarsi instancabilmente per educare le nuove generazioni e contrastare il razzismo e l’intolleranza in tutte le loro forme.





