Roma, 11 marzo 2026 – Il governo italiano, tramite il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha annunciato la presentazione di un disegno di legge della maggioranza volto a limitare la sottrazione di minori alle famiglie, riservandola ai soli casi più estremi. La proposta si inserisce nel contesto della recente vicenda dei bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”, che ha acceso un acceso dibattito pubblico e istituzionale.
La posizione di Salvini sul ddl
Matteo Salvini, intervenuto a Rai 2 durante la trasmissione “Ore14”, ha sottolineato che portare via i bambini dalle famiglie deve essere considerata l’ultima delle scelte possibili, da adottare soltanto dopo un’attenta valutazione. L’intervento dovrà infatti essere preceduto da un parere vincolante di esperti indipendenti, tra cui neuropsichiatri infantili e periti terzi, per evitare decisioni arbitrarie da parte di giudici o assistenti sociali. Questa misura intende garantire una maggiore tutela ai nuclei familiari, contrastando quella che Salvini ha definito una vera e propria “violenza istituzionale” contro i bambini e le famiglie coinvolte.
Il ministro ha inoltre evidenziato che oggi in Senato è in discussione un altro disegno di legge dedicato alle tutele dei minori in affidamento, con l’obiettivo di creare un censimento nazionale delle case famiglia e delle strutture di accoglienza per ricostruire con precisione la situazione italiana. Attualmente sono stimati circa 30 mila minori in comunità, 17 mila in affido presso famiglie e 345 mila seguiti dai servizi sociali. Il ddl punta a mettere ordine in questo ambito, spesso definito come una “giungla”.
La vicenda della famiglia nel bosco e le reazioni
Sul caso della “famiglia nel bosco”, Salvini ha espresso solidarietà ai genitori, definendo la loro scelta di crescere i figli a contatto con la natura come un esempio di libertà educativa: «Averne di persone così che scelgono l’Italia per educare come meglio credono i propri figli». Il vicepremier ha inoltre promesso un impegno per riportare a casa i bambini sottratti, sottolineando il suo ruolo di padre e genitore sconcertato dalla situazione.
Parallelamente, neuropsichiatri infantili di rilievo, come Massimo Ammaniti, hanno criticato la decisione di separare la famiglia, definendola un errore grave che rischia di causare conseguenze psicologiche significative per i bambini. Ammaniti ha evidenziato come il legame affettivo forte e unico tra genitori e figli, in questo caso, richiederebbe interventi di sostegno e non la divisione del nucleo familiare.
Il dibattito in corso riflette la complessità delle scelte istituzionali che coinvolgono minori e famiglie, sottolineando l’importanza di un approccio equilibrato e supportato da competenze specialistiche.




