Roma, 5 marzo 2026 – Nel corso del suo consueto monologo radiofonico, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato come in 21 Paesi esista la separazione delle carriere tra magistratura e avvocatura. Tuttavia, secondo Nicola Fratoianni, segretario di Alleanza Verdi e Sinistra, è stata omessa una precisazione importante: l’idea del sorteggio per il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), proposta al centro del dibattito sul referendum, sarebbe una soluzione “strampalata” e, soprattutto, inesistente “in nessuna parte del globo terraqueo”.
Le critiche di Nicola Fratoianni sul sorteggio al CSM
Nicola Fratoianni ha espresso con durezza il proprio dissenso rispetto all’ipotesi di introdurre il sorteggio per la composizione del CSM, organo di autogoverno della magistratura italiana. Secondo il leader di Avs, questa idea non trova alcun riscontro nel panorama internazionale e rischia di compromettere la serietà e la funzionalità della giustizia nel nostro Paese. La sua dichiarazione è arrivata sui social, in risposta anche all’intervento della premier Meloni, e si inquadra nel contesto della campagna referendaria in corso.
La campagna sul referendum tra accuse e preoccupazioni
Nel contesto del dibattito sul referendum, Antonio Di Pietro ha denunciato come alcuni magistrati, pur avendo il “dovere della sacralità”, avrebbero diffuso “falsità per indurre in errore i cittadini”. Il suo intervento si è svolto durante una maratona oratoria organizzata dai comitati per il sì davanti alla Corte di Cassazione a Roma, sottolineando la tensione e la polarizzazione che caratterizzano questa fase.
Parallelamente, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha manifestato preoccupazione per l’impatto che la guerra in corso potrebbe avere sull’affluenza al voto, auspicando però che il conflitto internazionale non distragga gli italiani dall’esercizio di un diritto fondamentale come il referendum. Nordio ha ricordato come il diritto al voto sia stato conquistato con fatica e che la sua mancata partecipazione rappresenterebbe un vulnus per la democrazia.
In questo clima di forte dibattito, l’attenzione resta alta sulla questione della riforma della magistratura e sulle modalità più idonee per garantire un equilibrio tra autonomia e responsabilità degli organi giudiziari.






