Roma, 15 gennaio 2026 – Si profila una proroga per la permanenza in servizio dei medici ospedalieri fino a 72 anni, su base volontaria. Lo ha anticipato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, durante un’intervista rilasciata a testate locali del Friuli, notizia poi confermata da fonti di maggioranza parlamentare. Tale misura rappresenta una estensione di una norma già prevista nel decreto milleproroghe dello scorso anno, la quale avrebbe dovuto scadere entro fine 2025, ma che non è stata inserita nella versione attuale del decreto e sarà invece riproposta nel corso dell’esame parlamentare in corso. L’iniziativa gode del sostegno unanime delle forze politiche di maggioranza.
Proroga volontaria fino a 72 anni per i medici ospedalieri
L’estensione dell’età di servizio per i medici in corsia nasce in un contesto di crescente carenza di personale sanitario negli ospedali italiani, un problema acuito negli ultimi anni dalla pandemia di Covid-19 e dalla conseguente necessità di garantire continuità assistenziale. Secondo recenti analisi, il fabbisogno di medici ospedalieri al 2027 sarà di circa 42.331 unità, considerando sia i pensionamenti previsti che i posti formativi attivati. Sebbene le proiezioni indichino un equilibrio tra ingressi e uscite, la realtà è complicata dalla carenza di medici specializzati in settori critici e dalla difficoltà di coprire i posti vacanti, con liste di attesa ancora lunghe e un numero significativo di concorsi deserti.
La posizione del ministro Luca Ciriani e il contesto politico
Il ministro Ciriani, esponente di spicco di Fratelli d’Italia e in carica dal 2022 nel governo Meloni, ha sottolineato l’importanza di questa misura: «La proroga volontaria fino a 72 anni rappresenta un passo necessario per garantire la qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese, soprattutto in un momento in cui la carenza di personale medico è una criticità evidente». La norma, che consente ai medici di proseguire l’attività lavorativa oltre i limiti attuali, sarà oggetto di discussione parlamentare nelle prossime settimane e dovrebbe trovare ampio consenso nella maggioranza. L’intervento si inserisce in un più ampio quadro di misure volte a sostenere il sistema sanitario nazionale, a cui si aggiungono anche le assunzioni straordinarie di medici a tempo determinato e indeterminato attuate negli ultimi anni.
