Roma, 5 marzo 2026 – La premier italiana Giorgia Meloni ha chiarito la posizione dell’Italia rispetto all’ombrello nucleare francese, spiegando che esso non sarà mai posto sotto il controllo europeo. Un tema che si inserisce nel più ampio dibattito sulla sicurezza del continente, ma che deve necessariamente fare i conti con le garanzie già esistenti nell’ambito della Nato.
Ombrello nucleare francese: autonomia e responsabilità nazionale
Nel corso di un’intervista radiofonica a Rtl 102.5, Meloni ha ricordato che il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito che la decisione sull’eventuale utilizzo del nucleare resta un’esclusiva prerogativa della Francia. “Sono due temi diversi – ha sottolineato la premier – L’ombrello nucleare francese rimane francese e non si tratta di renderlo europeo“. L’Italia, da parte sua, riconosce l’importanza del contributo francese al dibattito sulla sicurezza europea, ma insiste sul fatto che la cornice di riferimento rimane quella atlantica, visto che il nostro Paese è parte integrante dell’Alleanza Atlantica.
Meloni ha aggiunto che al prossimo vertice intergovernativo, previsto prima dell’estate, si discuterà anche di questi temi, con l’obiettivo di valutare la complementarietà dell’ombrello francese con il modello di sicurezza Nato. L’Italia punta quindi a mantenere una posizione che salvaguardi l’autonomia nazionale e le garanzie transatlantiche, senza modificare in modo sostanziale l’attuale assetto di difesa collettiva.

La posizione di Macron e la strategia nucleare francese
Il presidente francese Macron ha recentemente annunciato un incremento del numero delle testate nucleari di Parigi, sottolineando come la deterrenza debba mantenere la sua capacità di distruzione in un contesto globale di crescente pericolo e proliferazione. L’ombrello nucleare francese sarà esteso ai partner europei, ma senza alcuna condivisione automatica della decisione ultima, che resterà prerogativa esclusiva del presidente francese.
Macron ha inoltre spiegato che questa politica si sviluppa in totale trasparenza verso gli Stati Uniti e in coordinamento con la Gran Bretagna e altri Paesi europei, come Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Tuttavia, il principio fondamentale è che non vi sarà alcuna garanzia rigida di intervento, perché ciò ridurrebbe l’incertezza strategica che costituisce la base della deterrenza.
Questa linea sottolinea come la Francia intenda preservare la propria autonomia nucleare nazionale, pur contribuendo al rafforzamento della sicurezza collettiva europea, ma senza trasferire alcun controllo a istituzioni sovranazionali europee.






