È bufera tra Francesca Albanese e Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, dopo le parole di quest’ultima riguardo alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. Il politico, nelle ultime ore, ha dichiarato di “essersi pentito” dell’incontro fatto a settembre 2025 con l’Albanese, e ha affermato che “non rifarebbe quella scelta”, dopo le recenti critiche che hanno colpito l’Albanese. “Sono sincero, io ho avuto fin dall’inizio perplessità nel riceverla“, ha ammesso Mezzetti in aula, a distanza di cinque mesi e mezzo da quel giorno, rivelando anche che “c’era una forte pressione dell’opinione pubblica e davanti al mio ufficio si presentarono i parlamentari citati, che non erano stati invitati“. La richiesta, ricorda il sindaco, “era di concedere ad Albanese la cittadinanza ordinaria” di Modena, ma “mi limitai a un incontro a porte chiuse. Ammetto francamente che dopo i fatti di Reggio Emilia (la consegna ad Albanese del Primo Tricolore al teatro Valli da parte del sindaco Massari, avvenuta il giorno successivo, ndr), non avrei fatto neppure questo“.
A supporto della diplomatica si sono schierate diverse associazioni, tra cui Modena per la Palestina, che critica fortemente “l’opportunismo politico” del sindaco. La stessa Francesca Albanese si è espressa sulla questione, condividendo su Instagram il post dell’associazione con una chiara didascalia: “È arrivato il momento di restituire la moneta della città di cui il sindaco mi fece dono. Un memento che servirà più a lui che a me“.
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Francesca Albanese e Massimo Mezzetti: il comunicato
Il comunicato di Modena per la Palestina, a supporto di Francesca Albanese (da lei stessa ricondiviso):
“A luglio 2025 numerose realtà associative, sociali, culturali e politiche della città insieme a Modena per la Palestina hanno chiesto formalmente, al Comune di Modena, il conferimento della cittadinanza onoraria alla Drssa Francesca Albanese, a riconoscimento del suo lavoro in difesa del diritto internazionale e dei diritti del popolo palestinese.
Africa Libera; Africsid ODV; Alfeo Corassori – La Vita per Te; Alkemia; Amazzonia Sviluppo; Arci Modena; Argentina No Se Vende Italia; Bambini Nel Deserto ETS; BDS Modena; Casa delle Culture; Casa delle Donne contro la Violenza; <Casa per la Pace Modena ODV; CGIL Modena; Circolo Culturale Left APS; Civica 15A; Collettivo Minimo; DEADE ODV; Donne nel Mondo ODV; Loving Amendola; Lust ASD APS; Maddalene Matte; Modena Incontra Jenin; Modena Volta Pagina; Moninga ODV; MOXA – Modena per gli Altri; Multipopolare; PaP Modena e Reggio Emilia; Per Non Dimenticare ODV; Possibile Modena; Rete di Lilliput -Modena; Rifondazione Comunista Emilia-Romagna; Rifondazione Comunista Federazione di Modena; Sinistra Italiana Federazione di Modena; TEFA Colombia; UDI -Unione Donne in Italia Modena; UDUMore; Unione Comunità Islamiche Modena; XR Modena; Your EyesOnGaza – Team Distretto Ceramico; Watermelon Friends Italia.
Le dichiarazioni rilasciate dal Sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, in merito all’incontro avvenuto il 27 settembre 2025 con la Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, suscitano in noi profondo sconcerto e totale disappunto.
A distanza di oltre cinque mesi da quell’incontro -peraltro svolto in forma privata e privo di qualsiasi atto formale di riconoscimento istituzionale – il Sindaco ha ritenuto opportuno dichiarare pubblicamente che oggi non rifarebbe quella scelta. Un’affermazione che appare tanto più incomprensibile quanto immotivata.
È bene ricordare che il Comune di Modena non ha concesso alcuna cittadinanza onoraria né altre onorificenze alla Relatrice delle Nazioni Unite. Si è trattato semplicemente di un incontro istituzionale, a porte chiuse, con una figura che ricopre un ruolo internazionale di alto profilo all’interno delle Nazioni Unite.
tantomeno a Un gesto di normale interlocuzione istituzionale che, in una città democratica e pluralista, non dovrebbe essere negato a nessuno una rappresentante dell’ONU impegnata nel monitoraggio dei diritti umani.
Per questo sorprende che il Sindaco senta oggi il bisogno di riaprire una vicenda ormai archiviata nel dibattito pubblico locale per dichiarare che, col senno di poi, non avrebbe neppure concesso quell’incontro. Una presa di distanza pronunciata “a freddo”, senza alcuna circostanza sopravvenuta che la giustifichi.
Ci chiediamo allora se il Sindaco avrebbe il coraggio di rivolgere queste stesse parole guardando negli occhi Francesca Albanese.
Se avrebbe il coraggio di dirle di persona – e di dirlo anche a noi, alle nostre figlie e ai nostri figli – mentre nel mondo si consuma una tragedia umanitaria sotto gli occhi di tutti, mentre lo Stato di Israele continua a violare gravemente il diritto internazionale e mentre un genocidio è ancora in corso nel silenzio assordante di gran parte della comunità internazionale.
In un momento storico in cui il rispetto del diritto internazionale e la difesa dei diritti umani dovrebbero rappresentare un punto fermo per le istituzioni democratiche, queste dichiarazioni rappresentano un segnale di arretramento morale e politico che riteniamo inaccettabile.
Ribadiamo inoltre alcune richieste già avanzate nei mesi scorsi e rimaste senza risposta:
-l’esposizione della bandiera della Palestina dal Palazzo Comunale. Il Comune di Modena espone con orgoglio la bandiera ucraina come segno di solidarietà verso un popolo aggredito. Ci chiediamo perché la stessa solidarietà non venga manifestata verso il Spopolo palestinese, oggi vittima di una catastrofe umanitaria e di un genocidio sotto gli occhi del mondo. L’interruzione di ogni rapporto contrattuale e istituzionale con aziende che collaborano con la filiera militare dello Stato di Israele, responsabile di gravissime e documentate violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani
Perché il rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e di chi quotidianamente lavora per difenderli non può diventare oggetto di ripensamenti tardivi o di opportunismi politici.
A meno che non si sia complici.”



