Parigi, 27 febbraio 2026 – Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, risponde con un lungo intervento pubblicato sul mensile francese Le Monde Diplomatique alle polemiche nate dopo le sue parole su un presunto “nemico comune dell’umanità”. L’intervento, intitolato “Anatomia di una diffamazione. Risposta ai detrattori”, arriva in seguito alla richiesta di dimissioni avanzata dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, a causa di un discorso tenuto da Albanese durante un videoforum di Al-Jazeera.
La difesa di Francesca Albanese
Nel suo scritto, Albanese denuncia un’accanita campagna contro il suo mandato, che dura da oltre due anni e si è fatta via via più virulenta. La relatrice precisa che il “nemico comune dell’umanità” da lei menzionato non era Israele, come molti hanno interpretato, ma piuttosto i Paesi che hanno armato Israele e i media, insieme agli algoritmi dei social network che amplificano discorsi genocidiari. Albanese sottolinea come questa polemica riveli un problema più ampio: “l’accanimento con cui alcuni Stati preferiscono prendersela col messaggero piuttosto che confutare il messaggio” sulle violazioni del diritto internazionale israeliane.
La giurista italiana evidenzia inoltre la gravità dell’attacco, definendolo “inedito e corrosivo” perché non si limita a false accuse, ma è guidato e sostenuto dai più alti vertici governativi. Per Francesca Albanese, questa vicenda è “il sintomo del fallimento di un sistema costruito su promesse solenni e trattati internazionali”, che vengono invocati solo in tempi di pace ma abbandonati quando diventano scomodi.
Il contesto politico e diplomatico
Jean-Noël Barrot, ministro francese degli Esteri dal settembre 2024, ha chiesto le dimissioni di Albanese in seguito alle sue dichiarazioni. Barrot, laureato in gestione e con un passato accademico in finanza, ricopre un ruolo chiave nel governo francese guidato da Emmanuel Macron. La sua posizione riflette la tensione diplomatica che circonda la figura di Albanese, spesso al centro di controversie per il suo impegno nel denunciare le politiche israeliane nei territori occupati.
Francesca Albanese, laureata in giurisprudenza all’Università di Pisa e specializzata in diritti umani e Medio Oriente, è relatrice ONU dal maggio 2022. Il suo mandato è caratterizzato da un attivismo critico verso l’occupazione israeliana e da rapporti che hanno evidenziato gravi violazioni dei diritti umani. Le sue posizioni le hanno valso sia riconoscimenti da parte di organizzazioni internazionali come Amnesty International, sia dure accuse di antisemitismo da parte di alcuni Stati e media, accuse che Albanese ha sempre respinto fermamente.
L’intervento pubblicato oggi conferma la determinazione della relatrice a proseguire nel suo lavoro, nonostante le pressioni e le polemiche, sottolineando la necessità di affrontare i problemi senza spostare l’attenzione sul portatore del messaggio ma sul contenuto delle sue denunce.



