Roma, 6 marzo 2026 – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è tornata a esprimersi con fermezza sulle recenti vicende che coinvolgono la cosiddetta famiglia nel bosco, sottolineando sui social network come i figli non siano dello Stato e criticando le decisioni prese dal Tribunale per i Minorenni. La vicenda, che ha visto l’allontanamento dei tre bambini dai genitori e la loro collocazione in una casa famiglia, riapre il dibattito sulle modalità di intervento delle autorità giudiziarie in materia di tutela dei minori.
Meloni: “I figli non sono dello Stato, i magistrati dimenticano i limiti”
Nel suo intervento, Meloni ha evidenziato che il compito dei Tribunali per i Minorenni è tutelare i bambini e gli adolescenti in situazioni di maltrattamento, abuso o abbandono, agendo nel superiore interesse del minore. Tuttavia, la premier ha espresso dubbi sulle decisioni giudiziarie che hanno portato all’allontanamento dei bambini prima dal padre e poi dalla madre, con la permanenza prolungata in una casa famiglia, situazione che rischia di aggravare il disagio dei minori.
“Non è compito della giustizia sostituirsi ai genitori, né imporre uno stile di vita basato su standard ideologici”, ha affermato Meloni, ribadendo che “i figli sono delle mamme e dei papà, non dello Stato”. La premier ha inoltre ricordato l’impegno del Governo, già intervenuto con un disegno di legge specifico, varato nel 2024, volto a restringere l’arbitrio nelle decisioni sugli affidi, enfatizzando la necessità che il Parlamento approvi il ddl «nel minor tempo possibile» per garantire la tutela esclusiva del superiore interesse dei minori.
La situazione della famiglia Trevallion e le tensioni con la casa famiglia
Oggi il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha emesso una decisione significativa riguardante la situazione familiare nota come quella dei bambini della “Famiglia nel bosco“. La corte ha stabilito l’allontanamento della madre dalla casa famiglia in cui risiedeva insieme ai figli, disponendo inoltre la separazione dei minori stessi.
La misura è stata confermata dall’avvocato della famiglia, Marco Femminella, che ha sottolineato come l’ordinanza rifletta una particolare sensibilità da parte del tribunale. Femminella ha spiegato che la decisione è stata presa nel pieno svolgimento della consulenza psicologica sui bambini, attualmente in programma presso la casa famiglia. Questa scelta, seppur drastica, evidenzia l’attenzione del giudice verso il benessere dei minori coinvolti, con l’obiettivo di tutelarli nel modo più adeguato.






