Roma, 16 gennaio 2026 – Un emendamento bipartisan della maggioranza porta una modifica sostanziale al decreto (Dl) Ucraina, attualmente in esame nelle commissioni Difesa e Affari Esteri della Camera. La proposta prevede la rimozione della parola “militari“ dal titolo e dalla rubrica dell’articolo che disciplina la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari.
Modifiche al Dl Ucraina
L’emendamento, sottoscritto da esponenti di diversi partiti tra cui Eugenio Zoffili (Lega), Monica Ciamburro (Fratelli d’Italia), Gloria Saccani Jotti (Forza Italia) e Mara Carfagna (Noi Moderati), introduce una specificazione nel testo del Dl Ucraina. Viene chiarito che si tratta della proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti “militari e di difesa civile“. Questa modifica, oltre a eliminare il termine “militari” dal titolo e dalla rubrica, mira a rendere più esplicita la portata dell’autorizzazione, includendo chiaramente anche il settore della difesa civile.
L’iniziativa legislativa si inserisce nel contesto della continua attenzione del Parlamento italiano verso il supporto all’Ucraina, in particolare nel quadro del conflitto armato in corso con la Russia, che ha visto un’intensificazione degli sforzi diplomatici e militari nel 2025. L’attenzione si focalizza non solo sul sostegno militare, ma anche sulla componente della difesa civile, elemento cruciale per la sicurezza e la resilienza del Paese coinvolto nel conflitto.
Il ruolo di Eugenio Zoffili e della maggioranza
Eugenio Zoffili, deputato della Lega e presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’OSCE, figura tra i principali firmatari dell’emendamento. Zoffili, con una lunga esperienza parlamentare e ruoli rilevanti nelle commissioni Difesa e Affari Esteri, continua a essere un attore di primo piano nelle iniziative riguardanti la politica estera e di sicurezza del Parlamento italiano. L’emendamento riflette una convergenza trasversale dentro la maggioranza su un testo che mira a una migliore definizione e comunicazione legislativa in materia di aiuti all’Ucraina.
La discussione parlamentare prosegue con l’attenzione rivolta a bilanciare sostegno internazionale e trasparenza normativa, in un quadro geopolitico caratterizzato da tensioni e sfide continue nell’Europa orientale.
Le proposte delle opposizioni sul Dl Ucraina
Sono stati depositati complessivamente otto emendamenti dal Movimento 5 Stelle (M5s), due da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e uno da Azione (Az) nelle commissioni Affari Esteri e Difesa riguardanti il decreto Ucraina. Il Partito Democratico (Pd), invece, non ha presentato alcuna proposta di modifica.
L’alleanza Verdi e Sinistra, con due emendamenti a firma di Nicola Fratoianni, propone da un lato la soppressione dell’intero articolo sull’invio di mezzi all’Ucraina e dall’altro l’inserimento di un comma per rendere non secretato l’elenco dei materiali e degli equipaggiamenti inviati. Anche il M5s ha avanzato emendamenti per garantire maggiore trasparenza, chiedendo che ogni invio di materiali sia preceduto da una comunicazione preventiva alle Camere e dalla votazione di uno “specifico atto di indirizzo per ciascuna cessione”.
Inoltre, il Movimento 5 Stelle interviene sulla parte del decreto relativa alla sicurezza dei giornalisti freelance, proponendo un incremento di 600mila euro nel Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria per il prossimo anno.
La posizione di Azione e l’assenza del Pd
L’unico emendamento presentato da Azione, a firma di Ettore Rosato, mira a modificare il decreto prevedendo che la cessione di mezzi ed equipaggiamenti non avvenga più solo con priorità a quelli logistici, ma includa anche quest’ultimi. Sul fronte delle opposizioni, invece, il Pd non ha depositato alcun emendamento.
La discussione parlamentare sul decreto Ucraina si inserisce in un contesto internazionale complesso, segnato da un conflitto ancora in corso tra Ucraina e Russia, che ha visto un aumento delle tensioni e delle perdite umane, mentre l’Italia continua a dibattere sulle modalità di sostegno al Paese est europeo.






