Roma, 2 marzo 2026 – Nel corso di un’informativa svolta davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato l’importanza di una gestione più flessibile delle missioni militari italiane in risposta a scenari internazionali che si evolvono rapidamente e in modo imprevedibile. Il governo si impegna a mantenere una piena e tempestiva informazione al Parlamento, ma è necessario riflettere sugli strumenti normativi che regolano la partecipazione dell’Italia a operazioni internazionali.
Crosetto, la necessità di flessibilità nelle missioni internazionali
Il ministro Crosetto ha evidenziato come l’attuale crisi richieda un’evoluzione nella gestione della presenza militare italiana all’estero, con la possibilità di adattare tempestivamente le forze in base alle esigenze operative del personale. Tale flessibilità deve però sempre rispettare il ruolo e la sovranità del Parlamento. Questo approccio mira a garantire una risposta efficace in contesti caratterizzati da elevata dinamicità e incertezza.

Impatti della crisi sugli equilibri energetici e strategici
Nel suo intervento, Crosetto ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, e oltre il 30% del commercio globale di gas naturale liquefatto (GNL). Anche un ridotto rallentamento o la percezione di una minore disponibilità energetica possono causare aumenti immediati dei prezzi, contrazioni dei premi assicurativi e un incremento dei costi di trasporto fino al 30-40%.
Il ministro ha definito la crisi in corso come di “elevata ampiezza” e ha illustrato le operazioni militari denominate Epic Fule e Roaring Lion, finalizzate a colpire nodi strategici iraniani, inclusi centri di comando, sistemi aerei e programmi missilistici considerati dagli Stati Uniti e da Israele minacce imminenti. Questi sviluppi sottolineano la complessità e la gravità della situazione internazionale attuale, richiedendo un attento bilanciamento tra esigenze operative e controllo parlamentare.






