Roma, 26 febbraio 2026 – Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, torna a denunciare le condizioni di lavoro precarie e lo sfruttamento dei lavoratori digitali in Italia, focalizzandosi in particolare sul caso dei rider. In un post pubblicato sui social, Conte ha definito questi lavoratori “schiavi dell’algoritmo con stipendi da fame”, sottolineando l’urgenza di introdurre un salario minimo legale e misure efficaci contro lo sfruttamento.
Rider e sfruttamento: il grido di Giuseppe Conte
Il leader del Movimento 5 Stelle ha richiamato l’attenzione sull’ultima inchiesta della Procura di Milano che ha messo in luce il fenomeno del caporalato digitale che coinvolge i rider. Questi lavoratori, soggetti a tempi e compensi decisi da un algoritmo, ricevono pagamenti fino al 90% inferiori rispetto alla soglia di povertà e agli standard previsti dalla contrattazione collettiva. Giuseppe Conte ha evidenziato come la tecnologia non possa diventare un alibi per una riduzione dei salari e della dignità lavorativa.
Durante il suo precedente mandato come Presidente del Consiglio, Conte aveva già varato un primo pacchetto di norme per tutelare i ciclofattorini, riconoscendo loro contribuzioni previdenziali e vietando il lavoro a cottimo, ma ora chiede un rafforzamento dei controlli e degli strumenti legislativi per affrontare il problema in modo definitivo. La proposta centrale è una legge sul salario minimo che stabilisca una soglia inderogabile, capace di azzerare i contratti pirata e garantire una tutela reale ai lavoratori digitali.
SCHIAVI DELL’ALGORITMO CON STIPENDI DA FAME: SUBITO SALARIO MINIMO E MISURE ANTI-SFRUTTAMENTO
Hanno fatto notte per trovare l’accordo sulla legge elettorale.
Danno l’anima per le riforme per salvare i politici dalle inchieste.
Continuano però a chiudere gli occhi davanti a…
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) February 26, 2026
Riforma della giustizia e riforma del premierato
Nel corso di un incontro pubblico a Cagliari, Giuseppe Conte ha inoltre ribadito l’importanza della riforma della giustizia, definendola un elemento chiave per la ripresa della riforma del premierato in Italia. Il leader pentastellato ha sottolineato che, per mantenere la separazione tra pubblici ministeri e altri giudici e per affermare il primato della politica, è necessario un premier con investitura diretta dal popolo. Questo, ha spiegato, comporterebbe un ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica, non eletto direttamente dai cittadini.
Giuseppe Conte, avvocato e docente universitario, è presidente del Movimento 5 Stelle dal 2021 e ha guidato due governi tra il 2018 e il 2021. La sua esperienza politica unisce una forte attenzione alle tematiche sociali e un approccio pragmatico alle riforme istituzionali, come dimostrano le sue recenti dichiarazioni sul lavoro e sulla riforma della giustizia.
L’appello del leader M5S è rivolto al governo e a tutte le forze politiche affinché si confrontino per mettere fine allo sfruttamento mascherato da innovazione tecnologica, garantendo diritti e salari dignitosi ai lavoratori più vulnerabili del mercato digitale.

L’efficienza della giustizia e l’etica politica
Nel suo intervento a Cagliari, Giuseppe Conte ha sottolineato la necessità di un intervento serio e condiviso per migliorare l’efficienza della giustizia. Ha espresso una netta critica verso quella parte della politica che sostiene ministri condannati o soggetti a plurime indagini, definendo inaccettabile una politica senza etica pubblica che reclama privilegi e si pone al di sopra delle magistrature.
“La legge è uguale per tutti: è uguale anche per i politici“, ha scandito Conte, confermando la sua posizione contro ogni forma di impunità politica. Il leader pentastellato ha evidenziato che un reale miglioramento del sistema giudiziario passa attraverso investimenti significativi nel personale ausiliario e nelle infrastrutture informatiche, elementi chiave per ottimizzare il funzionamento degli uffici giudiziari.
Investimenti e riforme per una giustizia più efficace
Giuseppe Conte ha spiegato che, oltre al potenziamento delle risorse umane e tecnologiche, è fondamentale continuare a intervenire sulle politiche del diritto e su quelle giudiziarie, promuovendo misure che incentivino la magistratura a operare con la massima attenzione e responsabilità.
Il presidente del Movimento 5 Stelle ha ricordato che il suo partito ha già avviato interventi in tale direzione, confermando così un impegno costante per il miglioramento del servizio collettivo offerto dalla giustizia italiana. La sua presenza a Cagliari, città capoluogo della Sardegna, rappresenta anche un momento di confronto con i cittadini sull’importanza di un sistema giudiziario efficiente e trasparente.
Rimangono al centro del dibattito politico le questioni legate alla credibilità delle istituzioni e alla necessità di una politica che si ponga al servizio della legalità, senza eccezioni per chi ricopre incarichi pubblic





