Roma, 7 maggio 2026 – La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il decreto Ponte, trasformandolo in legge con 160 voti favorevoli, 110 contrari e 7 astenuti. Questo provvedimento, composto da dieci articoli, introduce misure urgenti riguardanti principalmente l’attività dei commissari straordinari e le concessioni per la realizzazione di importanti infrastrutture nazionali, tra cui la prosecuzione dell’iter per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.
Decreto Ponte: le principali novità
Il decreto contiene norme che puntano a garantire la messa in sicurezza e l’adeguamento del traforo del Gran Sasso e delle autostrade A24 e A25, oltre a disciplinare la funzionalità dei commissari straordinari nominati per le opere necessarie ai campionati europei di calcio UEFA 2032. Tra gli interventi previsti figurano anche l’accelerazione della realizzazione della linea C della metropolitana di Roma e misure per la tutela della laguna di Venezia.
In particolare, il primo articolo del decreto regola la prosecuzione dell’iter approvativo per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, opera strategica che collegherà la Sicilia alla Calabria, consentendo un collegamento stabile tra l’isola e il continente italiano. Il progetto definitivo, aggiornato recentemente, prevede un ponte sospeso con una campata centrale di 3.300 metri, torri alte 399 metri e una struttura in acciaio che ospiterà sia traffico stradale sia ferroviario.
Dibattito e posizioni politiche
Il provvedimento ha suscitato un acceso dibattito in Aula. La maggioranza ha sostenuto convintamente il decreto, sottolineando come la realizzazione e l’ammodernamento delle infrastrutture siano fondamentali per la crescita economica e occupazionale del Paese. Il deputato Aldo Mattia di Fratelli d’Italia ha evidenziato che dietro le opere pubbliche ci sono numerosi lavoratori, tecnici e operai coinvolti, esortando le opposizioni a considerare anche questo aspetto.
Dal centrosinistra sono invece giunte critiche significative. Marco Simiani del Partito Democratico ha definito “inquietante” la continua nomina di commissari straordinari, auspicando un ritorno a una gestione ordinaria e ha osservato che per il Ponte sullo Stretto non esiste ancora un atto che confermi la prosecuzione del progetto, mettendo in dubbio il futuro dell’opera.
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