Milano, 23 febbraio 2026 – Il Villaggio Olimpico di Milano, realizzato da Coima Sgr in tempi record per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, ha ospitato oltre mille atleti provenienti da 42 delegazioni internazionali, che hanno conquistato complessivamente 99 medaglie. Una struttura che ha raccolto migliaia di apprezzamenti sui social network, segno di un grande successo organizzativo e di gradimento tra gli atleti stessi.
Un Villaggio Olimpico all’avanguardia e già proiettato al futuro
Secondo quanto dichiarato da Coima, il Villaggio Olimpico è stato completato “in tempi record” e ha ricevuto entusiastici commenti sia dagli atleti che dalle istituzioni coinvolte. Alla conclusione dei Giochi, la struttura entrerà in una nuova fase: in soli quattro mesi gli spazi saranno trasformati in residenze universitarie, pronte ad accogliere gli studenti a partire dall’anno accademico 2026/2027. Il direttore generale di Coima, Rem Luca Mangia, ha sottolineato come questo risultato rappresenti la conferma della qualità del progetto e della capacità del sistema italiano di competere a livello internazionale.
Sicurezza e controlli: indagini su danneggiamenti interni
Durante il periodo di preparazione, sono emerse problematiche legate alla sicurezza all’interno del Villaggio Olimpico. Sono stati infatti rilevati danneggiamenti a circa 70 docce distribuite in tre palazzine, con manomissioni ai tappi di scarico e perforazioni ai tubi effettuate con strumenti meccanici come frese rumorose. Questi atti vandalici risalgono a due diverse incursioni avvenute tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Le indagini, condotte dalla Digos della polizia e dal pool antiterrorismo della Procura di Milano, sono attualmente in corso per accertare le responsabilità e le eventuali falle nei protocolli di sicurezza.
Il Villaggio Olimpico, durante quel periodo, era accessibile solo tramite ingresso controllato con pass personalizzati e sotto costante sorveglianza privata. Le telecamere di videosorveglianza dovrebbero aver registrato gli accessi, ma la complessità dell’incidente ha aperto un dibattito sulle procedure di gestione e sicurezza degli ambienti destinati agli atleti.






