Roma, 18 gennaio 2026 – Al di là della scelta di alimenti biologici a chilometro zero o di una dieta iper salutista, che secondo la Fondazione Umberto Veronesi prevede il consumo quotidiano di 5 porzioni di frutta e verdura (circa 400-600 grammi), oggi la vera sfida per la salute domestica è rappresentata dalla crescente consapevolezza dei rischi legati alle sostanze chimiche presenti negli oggetti e prodotti di uso quotidiano. Dalla cucina ai mobili, fino ai prodotti per la pulizia, l’attenzione si concentra sul concetto di casa Toxic Free, ovvero un ambiente domestico privo di composti tossici e pericolosi.
I pericoli nascosti nei prodotti per la casa
Un esempio emblematico è il rischio associato all’uso di pentole antiaderenti in teflon, nelle quali può essere presente l’acido perfluoroottanoico (PFOA). Questo composto, parte della famiglia delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), è particolarmente insidioso perché si accumula nell’ambiente e nel corpo umano, essendo definito “chimico per sempre”. Come spiega l’American Cancer Society tramite l’Airc, il vero pericolo non è tanto il politetrafluoroetilene (PTFE) che riveste le pentole, ma il PFOA usato nelle fasi di produzione. I PFAS sono inoltre presenti in tappeti, materassi e mobili, conferendo loro proprietà resistenti a macchie e acqua, ma al prezzo di un potenziale impatto sulla salute, tra cui interferenze ormonali e aumento del rischio oncologico.
Contemporaneamente, l’aria domestica può essere contaminata da sostanze chimiche organiche volatili (VOC) rilasciate da spray e detergenti comuni. Prodotti contenenti quats (composti di ammonio quaternario) e ftalati, utilizzati per rendere la plastica più flessibile, sono ampiamente diffusi in detersivi, pavimenti in vinile e tendaggi, e sono riconosciuti per aggravare condizioni respiratorie o cutanee, specie in soggetti con asma o eczema.

La spinta verso uno stile di vita “low-tox”
La crescente preoccupazione dei consumatori ha dato impulso a un movimento sempre più visibile, che si esprime attraverso iniziative come quelle guidate da Mike Schade, direttore senior del programma Mind the Store di Toxic-Free Future. Schade sottolinea come l’aumento delle conoscenze scientifiche abbia evidenziato l’esposizione quotidiana a sostanze chimiche potenzialmente pericolose, soprattutto considerando che trascorriamo oltre il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi.
Il movimento abbraccia soluzioni più naturali per la pulizia domestica, prediligendo ingredienti come l’aceto e il bicarbonato, e la sostituzione di utensili in plastica con alternative in materiali sicuri. L’attenzione si estende anche ai materiali da costruzione e ai mobili, con una ricerca di prodotti privi di PFAS, ftalati e microplastiche, queste ultime presenti anche in oggetti di uso comune come taglieri e spatole da cucina che, con il calore, rilasciano sostanze tossiche nel cibo.






