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Olimpiadi: la pazza avventura della nazionale di bob della Giamaica

Dalla sorprendente partecipazione alle Olimpiadi invernali del 1988 alla consacrazione come icona globale, la squadra di bob giamaicana continua a ispirare sport e cultura

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Un bob visto dall'alto

Un bob visto dall'alto | Photo by Sandro Halank licensed under CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/deed.en) - Alanews.it

Marco Andreoli di Marco Andreoli

Classe 1999, ho studiato Storia alla Statale di Milano. Dal 2021 scrivo per diverse testate, dal calcio dilettantistico per Sprint e Sport, alla cronaca nazionale per Il Giornale d'Italia, mantenendo anche un focus particolare sugli Esteri.

Kingston, 19 gennaio 2026 – La storia della nazionale di bob della Giamaica continua a rappresentare un simbolo di determinazione e passione, capace di superare barriere climatiche e culturali. Dal primo storico debutto ai Giochi olimpici invernali di Calgary 1988, il team caraibico ha scritto pagine memorabili nello sport invernale, trasformando quella che sembrava un’impresa impossibile in una realtà consolidata e fonte di ispirazione globale.

Le origini di un sogno impossibile: il bob in Giamaica

L’idea di formare una squadra di bob giamaicana nacque negli anni Ottanta da George Bradley Fitch, un imprenditore e diplomatico americano con forti legami con la Giamaica. Osservando le gare locali di carretti a spinta, Fitch intuì una connessione tra quella disciplina e il bob, nonostante l’assenza totale di ghiaccio sull’isola. Con il supporto di William Maloney e del colonnello Ken Barnes, ufficiale delle forze armate giamaicane, partirono i primi reclutamenti: Dudley Stokes, pilota di elicotteri e capitano dell’aeronautica, Devon Harris, tenente e atleta degli 800 metri, e Michael White, riservista dell’esercito.

George B. Fitch, nato in Cina nel 1948 e scomparso nel 2014, investì circa 60mila dollari di tasca propria per finanziare la formazione della squadra, ingaggiando allenatori esperti come Howard Siler e Sepp Haidacher e organizzando allenamenti in Nord America. La sua visione non si limitava a un esperimento sportivo, ma mirava a dimostrare che gli atleti giamaicani potevano eccellere anche in discipline apparentemente lontane dalle loro tradizioni.

La straordinaria avventura della squadra giamaicana di bob alle Olimpiadi invernali
La straordinaria avventura della squadra giamaicana di bob alle Olimpiadi invernali

Le imprese olimpiche e la nascita della leggenda

La nazionale si presentò per la prima volta ai Giochi Olimpici Invernali di Calgary 1988 con un equipaggio quasi interamente composto da ex velocisti. Nonostante la mancanza di esperienza sul ghiaccio, il team conquistò immediatamente la simpatia del pubblico mondiale. Nel bob a due, Dudley Stokes e Michael White chiusero la gara al trentesimo posto su 41 equipaggi, mentre nel bob a quattro la squadra si ritirò dopo un rocambolesco incidente nella terza manche, quando il bob si ribaltò in curva. Gli atleti uscirono illesi e spinsero il bob fino al traguardo, un gesto che divenne uno dei simboli più celebri dello spirito olimpico.

La loro avventura ispirò il celebre film Disney Cool Runnings – Quattro sottozero (1993), che, seppur romanzato, ha contribuito a diffondere la notorietà della squadra in tutto il mondo.

L’evoluzione e i successi della squadra di bob della Giamaica

Dopo l’esordio, la squadra di bob della Giamaica non si è mai fermata, partecipando a otto edizioni dei Giochi Olimpici Invernali, con un’assenza solo nel 2006 a Torino. Nel 1994 ad Albertville e Lillehammer la squadra ottenne risultati sorprendenti, arrivando 14ª nel bob a quattro, davanti a nazioni tradizionalmente più forti come Stati Uniti e Russia.

Nel 2000 la Giamaica vinse l’oro al World Push Championships di Monte Carlo, mentre ai Giochi di Salt Lake City 2002, il duo Winston Watts e Lascelles Brown stabilì il record olimpico per la partenza a spinta nel bob a due con 4,78 secondi, un risultato che rimane una pietra miliare nella storia del bob.

Negli anni più recenti, la squadra ha ampliato il suo raggio d’azione includendo la partecipazione femminile. Nel 2018, infatti, fece il suo debutto il team femminile di bob, formato da Jazmine Fenlator-Victorian e Carrie Russell, ex velociste che hanno fatto proprie le difficoltà e le sfide di uno sport invernale per portare avanti la tradizione della squadra.

L’eredità culturale e sportiva

La squadra di bob della Giamaica ha lasciato un segno indelebile non solo nel mondo dello sport, ma anche nella cultura popolare. Oltre al film Disney, la loro storia ha ispirato canzoni reggae come Jamaican Bobsled dei The Rock’n’Roll Animals e la più recente The Bobsled Song, con un videoclip a 8 bit trasmesso durante le Olimpiadi di Soči.

Il loro spirito di “underdogs” ha rappresentato un esempio di coraggio e determinazione, dimostrando come la passione possa superare qualsiasi ostacolo, anche quelli climatici e geografici. La squadra giamaicana ha così influenzato la nascita di squadre di bob in altre nazioni tropicali come Brasile, Messico, e Trinidad e Tobago, contribuendo a rendere gli sport invernali più inclusivi e globali.

A distanza di quasi quattro decenni, il team continua ad allenarsi principalmente a Evanston, Wyoming, sotto il motto che sintetizza la loro identità: “The Hottest Thing on Ice” (La cosa più calda sul ghiaccio), portando avanti una tradizione che unisce sport, cultura e sogni impossibili diventati realtà.

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