Roma, 9 marzo 2026 – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky tramite il suo canale Telegram, dopo aver presieduto il consiglio di sicurezza nazionale del Paese, ha riferito che undici paesi tra europei e americani, nell’ambito di una possibile protezione dall’Iran, hanno richiesto assistenza all’Ucraina per contrastare la minaccia rappresentata dai droni iraniani.
Zelensky e l’assistenza ucraina contro i droni iraniani
Zelensky ha precisato che il Consiglio di Sicurezza Nazionale ucraino, insieme allo Stato Maggiore e alle Forze di Difesa, sta valutando quali richieste di supporto possano essere soddisfatte senza compromettere la capacità di autodifesa dell’Ucraina. Il presidente ha inoltre annunciato l’invio di droni intercettori e di una squadra di esperti di droni per proteggere le basi militari statunitensi in Giordania, a seguito di una richiesta statunitense ricevuta giovedì scorso. La reazione ucraina è stata immediata con la partenza della squadra il giorno successivo.
Nei giorni successivi all’escalation del conflitto tra USA e Israele contro l’Iran, Zelensky ha dichiarato di aver ricevuto richieste di aiuto anche da altri paesi del Medio Oriente quali Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Un secondo team di esperti ucraini sarebbe pronto a recarsi in Medio Oriente per assistere queste nazioni nella valutazione e nell’implementazione di sistemi efficaci di difesa contro i droni iraniani, oltre all’uso dei costosi sistemi intercettori tipo Patriot.

La priorità ucraina
“La priorità dell’Ucraina – sostiene Zelensky – è chiara: il regime iraniano non deve ottenere alcun vantaggio sui difensori della vita, e dobbiamo lavorare tutti insieme per una stabilizzazione significativa sia nella regione che nei mercati globali“.
Per il leader di Kiev, “i regimi iraniano e russo si sostengono a vicenda. L’Ucraina da tempo propone ai partner di aggiornare e rafforzare le capacità congiunte di protezione della vita. Abbiamo parlato sia della difesa comune contro i droni e i missili, sia della distruzione delle relative produzioni dei regimi aggressori – produzioni di armi che vengono utilizzate anche ora negli attacchi“, ricorda il presidente ucraino.
La crisi regionale e gli sviluppi militari
Parallelamente, la regione è segnata da un’escalation di tensioni con nuovi raid aerei israeliani in Libano e in Siria, che hanno causato almeno 11 morti, mentre in Bahrein un attacco con droni iraniani ha ferito 32 civili, di cui quattro in gravi condizioni. La NATO ha recentemente intercettato un missile balistico lanciato dall’Iran nello spazio aereo turco, segno di un aumento della pericolosità delle azioni militari iraniane nella regione.
Il governo libanese si è detto pronto a negoziati di pace con Israele, mentre le operazioni militari continuano a generare nuove vittime e instabilità. Il contesto regionale è quindi sempre più complesso e l’Ucraina, con le sue competenze nella guerra dei droni, si propone come un alleato cruciale per diversi Stati nella difesa contro le minacce iraniane.
Zelensky ha sottolineato l’importanza della collaborazione internazionale per affrontare queste sfide e ha ribadito che l’Ucraina resta impegnata a proteggere la propria sovranità e a fornire supporto agli alleati su richiesta, mantenendo un equilibrio tra capacità difensive e impegni esterni.






