Caracas, 12 gennaio 2026 – Il governo venezuelano ha annunciato oggi il rilascio di 116 prigionieri politici, un gesto che arriva in un momento di grande tensione e trasformazione politica nel Paese sudamericano. Il comunicato ufficiale del Servizio Penitenziario Nazionale ha specificato che le scarcerazioni riguardano persone detenute per fatti legati all’alterazione dell’ordine costituzionale e alla stabilità nazionale.
Divergenze tra dati ufficiali e ONG
Tuttavia, la cifra fornita dal governo chavista non trova riscontro nelle rilevazioni delle organizzazioni non governative per i diritti umani. Foro Penal, una delle ONG più attive nel monitoraggio della persecuzione politica in Venezuela, ha registrato solo 41 scarcerazioni dall’annuncio iniziale di rilascio di un “numero importante” di detenuti. In particolare, solo 24 prigionieri sono stati liberati nella notte scorsa, tra cui 9 donne dal carcere femminile Las Crisálidas e 15 uomini dal penitenziario El Rodeo I, dove si trovano anche i due italiani Alberto Trentini e Mario Burlò.
Le tensioni in Venezuela
Questa iniziativa avviene in un momento delicato, dopo la cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro da parte delle forze speciali statunitensi e la nomina di Delcy Rodríguez a presidente ad interim del Venezuela. Rodríguez sta cercando di consolidare il proprio potere in un clima di grande instabilità, segnato da purghe interne e tensioni con figure chiave del regime, come Diosdado Cabello.
Parallelamente, gli Stati Uniti hanno annunciato un accordo per trasferire tra 30 e 50 milioni di barili di petrolio venezuelano negli USA, sottolineando il loro ruolo decisionale sulle compagnie autorizzate a operare nel Paese. Durante un recente incontro alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump ha confermato: “Saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie lavoreranno in Venezuela”. L’Italia, attraverso la compagnia Eni e il suo amministratore delegato Claudio Descalzi, ha manifestato interesse a investire nel settore petrolifero venezuelano, collaborando con le compagnie americane.
La situazione rimane fluida, con un governo ad interim che tenta di gestire una transizione complessa sotto l’occhio vigile della comunità internazionale e le crescenti speranze delle famiglie dei detenuti politici.






