È iniziata oggi alle ore 16 la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU sul Venezuela, convocata con l’obiettivo di discutere la recente operazione statunitense che ha portato alla cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. Al centro del dibattito vi è la legittimità dell’azione militare statunitense, che ha scatenato un acceso confronto tra le principali potenze mondiali, con opinioni divergenti sul rispetto del diritto internazionale e sul futuro politico del Venezuela.
Le posizioni di Regno Unito e Stati Uniti: transizione in Venezuela e lotta al narcotraffico
L’ambasciatore britannico all’ONU, James Kariuki, ha espresso l’auspicio per una transizione sicura e pacifica verso un governo legittimo che rifletta la volontà del popolo venezuelano, sottolineando che la popolazione merita un futuro più stabile e prospero. Kariuki ha inoltre ribadito l’impegno del Regno Unito verso il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite, fondamentali per la pace e la sicurezza globale. Il diplomatico ha denunciato l’operato di Maduro, definito responsabile di livelli estremi di povertà, repressione violenta, carenza di servizi essenziali e di una crisi di sfollati che interessa tutta la regione.
Dalla parte statunitense, l’ambasciatore Mike Waltz ha difeso l’azione degli Usa, precisando che non si tratta di un’occupazione militare, ma di un’operazione di polizia eseguita nel rispetto dello stato di diritto. Waltz ha citato l’articolo 51 della Carta Onu, relativo alla legittima difesa, per giustificare l’intervento contro Maduro, definito un narcotrafficante incriminato e un leader illegittimo che ha manipolato il sistema elettorale venezuelano per mantenere il potere. Waltz ha inoltre avvertito che non si permetterà che il Venezuela diventi una base per avversari degli Stati Uniti, come l’Iran o Hezbollah, e ha denunciato il controllo delle più grandi riserve energetiche del mondo da parte di una ristretta cerchia di oligarchi, a discapito del popolo venezuelano.
Le critiche di Russia e Colombia, l’appello di Guterres per il rispetto del diritto internazionale
Contraria all’intervento statunitense è la posizione della Russia, rappresentata dall’ambasciatore Vassily Nebenzia, che ha condannato l’“atto di aggressione armata” degli Usa contro il Venezuela, definendolo una violazione del diritto internazionale. Nebenzia ha chiesto il rilascio immediato di Maduro e di sua moglie, e ha invitato a risolvere i contrasti con il Venezuela tramite il dialogo.
Anche la Colombia, tramite la sua ambasciatrice alle Nazioni Unite Leonor Zalabata, ha condannato l’attacco militare Usa, definendolo una violazione della sovranità e integrità territoriale venezuelana. Zalabata ha sottolineato che l’uso unilaterale della forza non è giustificabile e ha chiesto una de-escalation della tensione, esortando a proteggere la popolazione civile.
Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres, attraverso la sua rappresentante Rosemary DiCarlo, ha espresso profonda preoccupazione per la violazione delle norme internazionali nel blitz statunitense del 3 gennaio. Guterres ha ricordato che la Carta ONU vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale e l’indipendenza politica degli Stati. Ha inoltre sottolineato l’importanza del pieno rispetto del diritto internazionale come fondamento per la pace e la sicurezza globali, invitando tutti gli attori venezuelani a un dialogo inclusivo e democratico per determinare il futuro del Paese.
Il contesto legale e politico dell’operazione statunitense
Nonostante le giustificazioni fornite da Washington, numerosi esperti di diritto internazionale, come la professoressa Marina Castellaneta dell’Università di Bari, considerano l’azione militare una grave violazione del diritto internazionale. Il divieto di uso della forza, sancito dall’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, è inderogabile salvo casi di legittima difesa in risposta a un attacco armato. La lotta al narcotraffico, pur essendo un problema riconosciuto, deve essere affrontata tramite cooperazione internazionale, indagini e processi, non tramite interventi militari unilaterali.
Il fatto che Maduro sia accusato di crimini gravi non costituisce una deroga al rispetto dello Stato di diritto: la Corte penale internazionale è l’organo competente per indagare e giudicare. L’operazione statunitense è vista da molti come un sequestro di persona e una violazione della sovranità venezuelana, con un pericoloso precedente che potrebbe indebolire le norme internazionali.
Il dibattito all’ONU proseguirà nelle prossime ore, ma la posizione degli Stati Uniti come membro permanente del Consiglio di Sicurezza con diritto di veto rende improbabile una condanna formale da parte dell’organo internazionale, mentre l’Assemblea Generale potrebbe diventare il foro per una presa di posizione più netta sulla vicenda.






