Parigi, 10 febbraio 2026 – In un momento storico segnato da sfide geopolitiche e pressioni economiche senza precedenti, il presidente francese Emmanuel Macron ha delineato una nuova visione strategica per il rilancio dell’Europa. In un’intervista rilasciata a sette quotidiani europei, Macron ha sottolineato la necessità di un’Europa più forte, autonoma e capace di rispondere con decisione alle minacce esterne, in particolare alle tensioni con gli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump.
Macron e la fermezza europea verso gli Stati Uniti
Interpellato sulla linea da tenere nei confronti di Donald Trump, Macron ha affermato con fermezza: “di fronte a un’aggressione specifica, non dobbiamo piegare la schiena né cercare di trovare un accordo a tutti i costi“. Il presidente francese ha ricordato come, dopo la crisi del 2025 e la firma dell’accordo sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti, gli Stati Uniti abbiano spesso fatto marcia indietro dopo aver lanciato minacce e intimidazioni. Tuttavia, ha ammonito, non bisogna mai abbassare la guardia: “Ogni giorno arrivano nuove minacce, dalla farmacia al digitale“.
Macron ha inoltre evidenziato come la strategia europea di cercare un accordo per mesi abbia, in realtà, aumentato la dipendenza del continente da potenze esterne. Un esempio emblematico è quello dell’energia: “abbiamo sostituito la nostra dipendenza dalla Russia con una dipendenza dagli Stati Uniti, che forniscono il 60% del nostro gas naturale liquido“. Questa constatazione sottolinea la necessità di una politica europea più autonoma e meno vulnerabile a tali condizionamenti.
I quattro obiettivi per rilanciare l’Europa
Nel suo discorso programmatico, Macron ha indicato quattro obiettivi fondamentali per rafforzare l’Europa:
- Semplificazione e completamento del mercato unico: Macron ha insistito sulla necessità di rendere il mercato interno europeo più fluido e integrato, eliminando ostacoli burocratici e normativi che ne limitano il potenziale;
- Diversificazione commerciale e de-risking: È indispensabile ridurre le dipendenze strategiche accumulate negli ultimi anni, ricostruendo le capacità industriali e tecnologiche europee. A tal proposito, il presidente ha citato l’importanza di promuovere l’internazionalizzazione dell’euro, con strumenti innovativi come l’euro digitale e le stablecoins in euro;
- Promozione della preferenza europea: Macron ha auspicato clausole di salvaguardia a tutela dei settori chiave dell’industria europea, come l’acciaio, l’automobile, la chimica e la difesa, per garantire un maggior contenuto europeo nei prodotti e rafforzare così la sovranità industriale;
- Investimenti nell’innovazione: Il presidente ha sottolineato che, sebbene si stia lavorando su semplificazione e diversificazione, spesso si dimentica l’importanza cruciale della preferenza europea e degli investimenti strategici. Questi devono essere condotti a livello comunitario, soprattutto nei settori della sicurezza, della transizione ecologica, dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie quantistiche.
In merito a quest’ultimo punto, Macron ha rilanciato la proposta di un debito comune europeo da 1.200 miliardi di euro all’anno per finanziare gli investimenti necessari a mantenere la competitività globale dell’Unione. Ha richiamato gli studi di Mario Draghi, che stimano in 800 miliardi gli investimenti pubblici e privati necessari nelle tecnologie verdi e digitali, a cui vanno aggiunti quelli per la difesa e la sicurezza.
Europa: diventare una potenza o essere spazzata via
Emmanuel Macron ha lanciato un monito chiaro al continente: la scelta è tra diventare una potenza globale o essere marginalizzati. “La Cina ha accelerato enormemente e oggi ha un attivo con il resto del mondo di 1.000 miliardi di euro“, ha detto, sottolineando che l’Europa è attualmente “il fattore di aggiustamento del resto del mondo“. Il futuro dell’Unione, quindi, dipende dalla sua capacità di affermarsi su più fronti: economico, finanziario, militare e democratico.
Questo discorso giunge in un momento in cui l’Unione europea è chiamata a dare seguito alle proposte emerse dalla Conferenza sul Futuro dell’Europa (CoFoE), che ha evidenziato tra le priorità la revisione dei trattati per aumentare la capacità decisionale dell’Ue, una maggiore autonomia energetica e un rafforzamento della partecipazione democratica dei cittadini.
L’appello di Macron si inserisce nel più ampio dibattito europeo sull’identità del continente e sul ruolo che intende giocare nello scacchiere mondiale in un’epoca caratterizzata da rapide trasformazioni geopolitiche ed economiche.






