New York, 19 marzo 2026 – Durante un incontro alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha espresso un giudizio critico sull’operato della Nato in relazione alla crisi iraniana, sottolineando invece il ruolo attivo del Giappone. Accogliendo la premier giapponese Sanae Takaichi, Trump ha dichiarato: “Credo che il Giappone stia facendo la sua parte riguardo all’Iran, non come la Nato“.
Le dichiarazioni di Trump e le reazioni internazionali
Nel corso della visita di Takaichi, primo capo di governo donna del Giappone e leader del Partito Liberal Democratico, il presidente statunitense ha definito la premier giapponese “una donna forte e popolare” e ha annunciato che si discuterà di “scambi commerciali e altre questioni“. Queste affermazioni sono arrivate in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche, soprattutto dopo che Trump ha espresso critiche verso l’Alleanza Atlantica, mettendo in evidenza un presunto disimpegno della Nato nelle questioni mediorientali.
Il Giappone, alleato strategico degli USA nel Pacifico, è particolarmente esposto alle pressioni di Russia, Cina e Corea del Nord, e ha recentemente intensificato le sue misure di sicurezza, inclusi piani di evacuazione per alcune isole strategiche come Okinawa. Tuttavia, le dichiarazioni di Trump hanno suscitato allarme a Tokyo, dove si teme che un suo possibile nuovo mandato presidenziale possa compromettere gli impegni di sicurezza statunitensi, inclusi quelli previsti dal trattato bilaterale con il Giappone.
“Gli alleati stanno diventando più disponibili” nel loro impegno sullo stretto di Hormuz ma “è troppo tardi“. Lo ha detto Donald Trump durante un incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese.
La strategia militare degli USA nel Golfo
Gli USA hanno dato il via libera a vendite di armamenti per un valore superiore a 16 miliardi di dollari destinati agli Stati del Golfo interessati dal conflitto con l’Iran, ha comunicato il Dipartimento di Stato americano. Questa decisione si inserisce nel contesto di una crescente tensione in Medio Oriente, con l’operazione militare in corso contro Teheran e le ripercussioni che ne derivano a livello geopolitico ed economico.
Il presidente Donald Trump, intervenuto in più occasioni dopo l’avvio dell’operazione “Epic Fury”, ha confermato che l’azione militare contro l’Iran procede meglio del previsto, nonostante la perdita di quattro soldati americani. Trump ha sottolineato come l’obiettivo principale sia la distruzione delle capacità missilistiche iraniane, l’annientamento della marina e la prevenzione della produzione di armi nucleari da parte del regime di Teheran. Pur non escludendo un possibile invio di truppe sul terreno, ha dichiarato che finora non è stato necessario. Il presidente ha anche evidenziato che questa operazione rappresenta “l’ultima chance” per fermare la crescente minaccia iraniana, che avrebbe potuto dotarsi di missili in grado di colpire il suolo americano.






