Washington, 5 marzo 2026 – In un’intervista rilasciata ad Axios, Donald Trump, attuale presidente degli Stati Uniti, ha definito inaccettabile la possibile ascesa al potere del figlio di Ali Khamenei, recentemente deceduto. Trump ha espresso la necessità che gli Stati Uniti siano coinvolti nella nomina del nuovo leader iraniano, paragonando la situazione a quanto avvenuto con Delcy Rodriguez in Venezuela.
“Stanno sprecando il loro tempo. Il figlio di Khamenei è inaccettabile per me. Vogliamo qualcuno che porti armonia e pace in Iran. Devo essere coinvolto nella nomina, come con Delcy Rodriguez in Venezuela“.
Trump e Mojtaba Khamenei: un peso “piuma”
Secondo Trump, il figlio di Khamenei, Mojtaba, rappresenterebbe un peso “piuma” per la politica iraniana e non sarebbe in grado di portare stabilità né pace. Il presidente statunitense ha ribadito di non volere un successore che continui le politiche del defunto Khamenei, poiché ciò potrebbe costringere gli Stati Uniti a impegnarsi nuovamente in un conflitto armato entro cinque anni. In questa prospettiva, Trump sottolinea l’importanza di un coinvolgimento diretto nella scelta del nuovo leader iraniano, evidenziando il rischio di un’escalation militare.
Il contesto iraniano
Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran dal 1989 fino alla sua morte il 28 febbraio 2026, è stato una figura centrale nella politica iraniana e nella regione mediorientale. Leader religioso e politico, ha guidato il Paese per oltre trentasei anni, caratterizzando la Repubblica Islamica con un forte controllo interno e una politica estera basata sull’ideologia sciita e l’export della rivoluzione islamica. La sua scomparsa ha aperto una fase di incertezza politica, con la necessità di un successore che possa garantire una stabilità duratura.
Il commento di Trump si inserisce dunque in un quadro complesso, segnato dalla recente escalation del conflitto in Medio Oriente e dalla necessità per gli Stati Uniti di definire una strategia chiara nei confronti di Teheran. La posizione di Trump riflette una preoccupazione diffusa a Washington riguardo al futuro assetto politico dell’Iran e alle possibili ripercussioni sull’equilibrio regionale e internazionale.






