Chi siamo
Redazione
lunedì 19 Gennaio 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Esteri

Sudan, il Manchester City coinvolto nei massacri: il ruolo del proprietario del club

Il Manchester City finisce sotto i riflettori per il presunto legame con le crisi umanitarie in Sudan, sollevando interrogativi su etica e responsabilità sociale nello sport

by Marco Andreoli
18 Novembre 2025
Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan

Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan / Instagram hhmansour

Il Manchester City sarebbe legato, almeno indirettamente, ai massacri attualmente in corso in Sudan. Al centro della controversia vi è il proprietario del club inglese, Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan, membro della famiglia reggente di Abu Dhabi e vicepresidente degli Emirati Arabi Uniti. Gli Emirati sono stati accusati di fornire supporto alle forze paramilitari delle Rsf, anche armandole, contribuendo concretamente alla guerra civile sudanese,

Le accuse rivolte agli Emirati Arabi Uniti

Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian nel novembre 2025, insieme a un rapporto di Amnesty International dello stesso anno, accusa gli Emirati Arabi Uniti di aver fornito, direttamente o indirettamente, armi e supporto logistico alla RSF, in violazione dell’embargo ONU sulle forniture militari al Sudan.

Amnesty ha documentato sul campo la presenza di componenti per droni e munizioni di produzione cinese che sarebbero transitate attraverso gli Emirati. Anche la Brookings Institution e PBS NewsHour riportano che gli EAU sono considerati da analisti e governi una “potenza di influenza” nel conflitto, con legami alle rotte commerciali che alimenterebbero la milizia.

Abu Dhabi, tuttavia, respinge ogni accusa di coinvolgimento militare, sostenendo di essere impegnata esclusivamente in missioni umanitarie nel continente africano. Nel maggio 2025, il Sudan ha presentato un ricorso alla Corte Internazionale di Giustizia, accusando gli Emirati di “complicità nel genocidio”. La Corte ha respinto il caso per motivi di giurisdizione, senza entrare nel merito, ma le prove depositate restano parte del dossier internazionale.

Sheikh Mansour: tra Manchester City e Sudan

Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan è una delle figure più influenti del Golfo Persico. Vicepresidente degli Emirati, membro della famiglia reale di Abu Dhabi e, dal 2008, proprietario del Manchester City attraverso la Abu Dhabi United Group. Sotto la sua guida, il club è diventato un gigante del calcio mondiale: trofei, sponsor globali e un impero sportivo che si estende su cinque continenti grazie alla City Football Group.

Tuttavia, il modello che ha portato il City al vertice è visto da molti come una forma di soft power: una strategia per promuovere un’immagine moderna e progressista di Abu Dhabi, distogliendo l’attenzione dalle sue politiche autoritarie e dai conflitti in cui è coinvolta.

Come scrive The Guardian nell’articolo ‘Silence over Sudan: why do Manchester City’s owners get away with so much?’, il successo sportivo rischia di diventare “uno scudo morale dietro cui nascondere la realtà del potere”.

Come può il vicepresidente degli Emirati non sapere cosa sta facendo il suo Paese in Sudan?

Sportwashing: la nuova geopolitica del pallone

Il concetto di “sportwashing” — ovvero l’uso dello sport per ripulire l’immagine di governi o aziende accusati di violazioni dei diritti umani — non è nuovo. Ma il caso del Manchester City è, secondo molti esperti, l’esempio più emblematico: il club non è solo una squadra, ma rappresenta il volto internazionale di uno Stato.

Secondo la Darfur Union UK, che raccoglie la diaspora sudanese nel Regno Unito, “il successo del City è costruito sull’occultamento di verità scomode”. L’organizzazione chiede alla Premier League di introdurre criteri etici nei processi di fit and proper ownership, per impedire che governi coinvolti in conflitti o abusi dei diritti umani possano possedere club inglesi.

La situazione in Sudan

Dal 2023, il Paese è lacerato da un conflitto tra le forze armate regolari (SAF) e la milizia delle Rapid Support Forces (RSF), erede diretta delle Janjaweed, note per le atrocità commesse in Darfur vent’anni fa. Queste forze paramilitari erano particolarmente violente contro le persone di “etnia non-araba”, macchiandosi di numerosi massacri e atrocità spinte da motivazioni etniche.

Secondo quanto riportato da Amnesty International e Human Rights Watch, la RSF si sarebbe resa responsabile di esecuzioni sommarie, stupri sistematici e attacchi mirati contro gruppi etnici come i Masalit. Le Nazioni Unite parlano esplicitamente di crimini di guerra e denunciano un “genocidio in corso” nella regione del Darfur. Ad Al-Fashir, capoluogo del Nord Darfur, interi quartieri sono stati rasi al suolo, mentre le testimonianze dei civili raccontano di violenze diffuse e brutali.

 

Tags: calcioEmirati arabi unitiGenocidioManchester CitySudan

Related Posts

Lampeggiante di un'auto della polizia
Cronaca

Scontri tra tifosi di Fiorentina e Roma sull’A1

18 Gennaio 2026
Video

Morte Rocco Commisso, i tifosi: “Un presidente che ha investito tanto per la squadra”

17 Gennaio 2026
Video

Morte Rocco Commisso, al Viola Park fiori e sciarpe della Fiorentina

17 Gennaio 2026
Video

Spalletti mette in guardia la Juventus: “Cagliari è la nostra Champions”

16 Gennaio 2026
Calcio

Spalletti avverte la Juventus: “Cagliari vale una Champions, vietato distrarsi”

16 Gennaio 2026
Leonardo Bonucci
Calcio

Il viaggio di Bonucci, dall’oratorio alla Serie A: “Un leader nato per vincere”

16 Gennaio 2026

Articoli recenti

  • Mattarella: “Le decisioni dei giudici siano autonome. La nostra Carta si basa sulla separazione dei poteri”
  • Olimpiadi: la pazza avventura della nazionale di bob della Giamaica
  • Scontri al liceo Michelangiolo di Firenze, due assolti e uno ai servizi sociali dopo il processo
  • Deragliamento treni in Spagna, salgono a 39 le vittime: possibile causa un giunto rotto
  • Spagna, incidente ferroviario: tra le ipotesi un giunto saltato tra binari

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
  • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.