Bruxelles, 28 gennaio 2026 – La discussione all’interno dell’Unione Europea sulla designazione ufficiale delle Guardie della rivoluzione iraniane, conosciute come Pasdaran, come organizzazione terroristica, non ha ancora raggiunto un consenso. Fonti diplomatiche europee escludono una decisione immediata, evidenziando la complessità e la delicatezza politica della questione.
La complessità del voto europeo sui Pasdaran
Nonostante le sanzioni già in vigore contro i Pasdaran, l’eventuale qualificazione formale come gruppo terroristico avrebbe un forte valore simbolico. Tuttavia, etichettare un apparato statale come terrorista rappresenta una scelta di grande impatto, che non viene presa alla leggera. Un diplomatico Ue ha sottolineato che “non si fa ogni giorno” e che le implicazioni di una decisione così drastica sono molteplici.
Tra le preoccupazioni principali vi sono le possibili ripercussioni sulla sicurezza, in particolare per i cittadini europei detenuti in Iran. Una posizione troppo dura potrebbe compromettere il dialogo e la protezione di questi individui. Per questo motivo, alcuni Paesi, tra cui la Francia, mantengono riserve, mentre la Germania spinge da settimane per un consenso europeo.
Aspetti giuridici e politica internazionale
Come base giuridica per la designazione, il servizio legale del Consiglio Ue considera una sentenza del 2023 della Corte d’appello di Düsseldorf, che ha riconosciuto il coinvolgimento di un ente statale iraniano in un tentato attentato incendiario a Bochum. Prima di questo pronunciamento, le istituzioni europee avevano ritenuto impossibile classificare i Pasdaran come terroristi senza un verdetto di un tribunale nazionale o un atto amministrativo competente.
Parallelamente, i timori per le ripercussioni sui negoziati relativi al programma nucleare iraniano rimangono un elemento di cautela. La decisione richiede l’unanimità dei membri Ue, un traguardo ancora lontano vista la sensibilità e la divergenza di vedute.
Domani, nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione, non è dunque prevista alcuna decisione definitiva sul tema. Si attendono invece nuovi provvedimenti sanzionatori contro Teheran, con un focus sulla violazione dei diritti umani e un’attenzione particolare ai Pasdaran.





