Roma, 3 febbraio 2026 – Nella notte tra lunedì e martedì, Kiev è stata nuovamente colpita da un violento attacco russo che ha coinvolto missili balistici e droni. Secondo fonti ufficiali ucraine e agenzie di stampa internazionali, la capitale ucraina ha subito danni significativi e si contano almeno due feriti, mentre sono stati colpiti diversi edifici residenziali e un istituto scolastico.
Attacchi multipli a Kiev e altre città ucraine
I raid sono iniziati con ondate di droni che hanno sorvolato la città, seguiti da lanci di missili balistici provenienti dalla regione di Bryansk, al confine russo. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha confermato la presenza di danni a grattacieli nel distretto di Dniprovskyi e ha segnalato numerose chiamate ai servizi medici nei distretti di Dniprovskyi e Desnianskyi. Le difese aeree ucraine si sono attivate per cercare di contrastare l’ondata di attacchi, ma diverse esplosioni hanno comunque scosso la città per circa un’ora. L’amministrazione militare di Kiev ha inoltre riferito di danni a edifici residenziali e strutture scolastiche.
Parallelamente, la città di Kharkiv, situata nel nord-est dell’Ucraina, è stata oggetto di un intenso bombardamento durato oltre tre ore. Il sindaco Igor Terekhov ha denunciato attacchi mirati contro infrastrutture energetiche, volti a lasciare la città senza riscaldamento in pieno inverno. Circa 820 abitazioni sono rimaste senza riscaldamento a causa dei danni alle tubature. Anche la regione di Dnipropetrovsk e la vicina area di Zaporizhzhia sono state colpite, con la difesa aerea in azione per respingere i missili.

Attacchi russi e crisi energetica a Kiev
La capitale ucraina continua a soffrire gravi disagi a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Dopo i bombardamenti ripresi nella notte, più di mille edifici residenziali sono rimasti privi di riscaldamento, aggravando la situazione in una città dove le temperature si attestano attorno ai -20 °C.
Secondo quanto riferito dal ministro dello Sviluppo Oleksiy Kuleba, oltre 1.100 edifici a Kiev sono senza riscaldamento a causa dei raid aerei. La situazione, tuttavia, risulta ancora più critica: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aggiornato i dati dichiarando che circa 4.000 edifici della capitale sono privi di riscaldamento e quasi il 60% della città è senza elettricità. Gli attacchi, che includono il lancio di più di 70 missili e oltre 450 droni, mirano alle infrastrutture energetiche chiave, in un tentativo di fiaccare il morale della popolazione durante il rigido inverno.
La guerra ha ormai colpito per quasi quattro anni la rete energetica ucraina, ma questo inverno si segnala come il più duro, con attacchi incessanti che hanno superato le difese aeree ucraine. Le autorità di Kiev hanno dichiarato lo stato di emergenza nel settore energetico, con conseguenze significative sulla vita quotidiana: scuole chiuse, illuminazione pubblica ridotta e centinaia di tende allestite per offrire rifugio e assistenza ai cittadini.
Contesto e conseguenze degli attacchi
Questi eventi segnano la fine di una breve tregua, durante la quale Mosca aveva temporaneamente sospeso gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine, come annunciato dal presidente statunitense Donald Trump a fine gennaio. Le autorità ucraine hanno sottolineato come l’obiettivo degli attacchi russi sia di infliggere danni massimi alle città e alla popolazione civile, soprattutto in un momento critico come l’inverno.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha evidenziato che, nonostante la tregua recente, la situazione rimane instabile, e ha ribadito il sostegno nei confronti del popolo ucraino e la necessità di continuare gli sforzi diplomatici per una pace duratura. Nel frattempo, la comunità internazionale osserva con attenzione i prossimi incontri trilaterali tra Ucraina, Russia e USA previsti per il 4 e 5 febbraio ad Abu Dhabi, che potrebbero rappresentare un passo verso una possibile de-escalation del conflitto.

Le reazioni di Zelensky e la situazione umanitaria
Su X, Zelensky ha accusato la Russia di attaccare direttamente le condizioni di vita dei civili, definendo le azioni del Cremlino come un attacco alle abitazioni e al riscaldamento. Il presidente ha sottolineato come Mosca privilegia gli attacchi rispetto ai negoziati di pace, sfruttando i giorni più freddi per terrorizzare la popolazione.
Nel frattempo, l’emergenza sanitaria si aggrava: più di mille persone sono state ricoverate per ipotermia e congelamento nell’ultimo mese. Le autorità sanitarie avvertono che la situazione potrebbe deteriorarsi ulteriormente in caso di peggioramento delle condizioni meteorologiche.
Nonostante gli sforzi continui degli addetti ai servizi pubblici, guidati dal sindaco Vitali Klitschko, il ripristino delle forniture è ostacolato dai ripetuti attacchi e dalle gelate intense. La Germania ha definito questi raid come crimini di guerra, mentre la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per alti ufficiali militari russi coinvolti negli attacchi alla rete energetica, considerati atti diretti contro la popolazione civile.






