Roma, 1 febbraio 2026 – Il valico di Rafah, fondamentale punto di passaggio tra la Striscia di Gaza e l’Egitto, è stato riaperto oggi da Israele esclusivamente per una fase di test, mentre il transito regolare dei residenti palestinesi inizierà a partire da domani. La notizia arriva dal Coordinatore israeliano delle attività governative nei Territori (Cogat), l’ente del ministero della Difesa israeliano che gestisce gli affari civili palestinesi.
Riapertura del valico di Rafah: fase pilota e limitazioni ai passaggi
Secondo quanto riferito dal Cogat e riportato dal Times of Israel, il valico di Rafah è stato aperto oggi per valutare il funzionamento dell’infrastruttura, ma il movimento delle persone non è ancora attivo. La riapertura avviene in conformità con l’accordo di cessate il fuoco e direttive di livello politico, e sotto un attento coordinamento con la Missione di assistenza alle frontiere dell’Unione Europea (EUBAM), l’Egitto e tutte le parti coinvolte. Verrà consentito il passaggio esclusivamente ai residenti palestinesi di Gaza, come stabilito da Israele, mentre il transito regolare in entrambe le direzioni – in entrata e in uscita dalla Striscia – prenderà il via da domani.
Questa misura si inserisce in un contesto di forte tensione nella regione, dove la situazione umanitaria resta critica e gli scontri continuano a provocare vittime civili. Nella mattinata odierna, infatti, un drone israeliano ha colpito un’area a nord di Wadi Gaza, causando la morte di un civile palestinese e ferendo altre persone.
Interruzione delle attività di Medici Senza Frontiere a Gaza
Parallelamente, Israele ha annunciato la sospensione delle attività di Medici Senza Frontiere (MSF) nella Striscia di Gaza. Il ministero per gli Affari della Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo ha dichiarato che l’ong sarà costretta a interrompere le sue operazioni entro il 28 febbraio a causa della mancata presentazione dell’elenco del personale palestinese impiegato, requisito obbligatorio per tutte le organizzazioni umanitarie operanti nella regione. Questa decisione rappresenta un ulteriore elemento di complicazione per la gestione dell’emergenza sanitaria in un contesto già fortemente provato dal conflitto.
Il valico di Rafah, costruito dopo il trattato di pace israelo-egiziano del 1979, è uno dei pochi passaggi terrestri tra Gaza e l’esterno, ed è stato oggetto di frequenti chiusure e riaperture nel corso degli anni, in risposta agli sviluppi politici e militari nella regione. L’attuale riapertura, seppur limitata, rappresenta un tentativo di alleggerire almeno parzialmente l’isolamento della popolazione palestinese della Striscia.
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