Donald Trump ha lanciato un forte ultimatum all’Iran invitando Teheran a sedersi rapidamente al tavolo delle trattative per negoziare un accordo sul nucleare “giusto ed equo”, senza armamenti. Il presidente repubblicano, che ha assunto nuovamente la carica nel 2025, ha sottolineato l’urgenza della situazione: “Il tempo stringe, è davvero essenziale! Come ho già detto all’Iran una volta, FATE UN ACCORDO!”. Trump ha inoltre richiamato l’attenzione sull’Operazione Martello di Mezzanotte dello scorso giugno, definita una massiccia distruzione nei confronti dell’Iran, e ha avvertito che un eventuale prossimo attacco sarebbe ancora più devastante.
L’Europa e la Turchia invitano alla moderazione e al dialogo
In risposta alle tensioni crescenti, la Commissione europea ha espresso cautela riguardo a scenari ipotetici di attacco militare da parte degli Stati Uniti contro l’Iran. Il portavoce Anouar El Anouni ha sottolineato che un’escalation militare potrebbe avere «gravi ripercussioni sulla stabilità regionale» e ha richiamato tutte le parti a rispettare il diritto internazionale, invitando a un impegno diplomatico per evitare ulteriori conflitti in Medio Oriente.
Parallelamente, anche la Turchia ha rinnovato il suo appello agli Stati Uniti affinché scelgano la via della negoziazione piuttosto che quella dell’attacco militare. Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha dichiarato che «è sbagliato attaccare l’Iran» e ha ricordato che Teheran è pronta a riprendere i negoziati sul dossier nucleare. Fidan ha inoltre suggerito un approccio graduale e separato alle questioni bilaterali, invitando a costruire un clima di fiducia regionale e a considerare le percezioni degli altri Paesi vicini.
Proteste in Iran e il clima di tensione
Nel frattempo, l’Iran sta attraversando una nuova ondata di proteste diffuse, che hanno causato migliaia di vittime. Le manifestazioni, iniziate al Gran Bazar di Teheran e rapidamente estese a diverse città e villaggi, sono alimentate dall’inflazione al 42% e dal malcontento sociale. Le autorità iraniane hanno risposto con durezza, con impiego di cecchini, lacrimogeni e idranti contro i manifestanti, provocando scontri e ulteriori tensioni.
In questo contesto, Trump ha promesso su Truth, il suo social network, che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire in difesa dei manifestanti pacifici in caso di repressione violenta da parte del regime iraniano. La leadership iraniana ha risposto con dure minacce di destabilizzazione regionale e ha avvertito che qualsiasi ingerenza esterna sarà considerata una linea rossa.





