Roma, 16 gennaio 2026 – L’Iran ha annunciato l’intenzione di mantenere il blocco di Internet a livello nazionale almeno fino al Nowruz, il Capodanno persiano che si celebra intorno al 20 marzo. La notizia, rilanciata da IranWire e ripresa da Iran International, è stata confermata dalla portavoce del governo Fatemeh Mohajerani, la quale ha precisato che l’accesso ai servizi online internazionali non sarà ripristinato prima di quella data.
Il blackout di Internet in Iran: un’interruzione prolungata
Secondo il gruppo di monitoraggio NetBlocks, l’attuale blackout in Iran ha superato in durata quello registrato nel 2019, quando, dopo il ripristino della connettività, emerse la portata della repressione governativa delle proteste. Il blocco di Internet, attivo da una settimana, è stato imposto nel contesto delle diffuse manifestazioni anti-governative che stanno scuotendo il Paese.
L’interruzione dei servizi digitali coinvolge in particolare piattaforme internazionali, limitando l’accesso a strumenti fondamentali per la comunicazione e l’informazione, tra cui social network e servizi di video sharing come YouTube, piattaforma statunitense di grande diffusione anche in Iran, che permette la condivisione e visione di contenuti multimediali in tutto il mondo.
Avvertimenti e misure di sicurezza per i cittadini stranieri
In relazione alla situazione di instabilità e al blackout, l’ambasciata di Ankara a Teheran ha emesso un avviso rivolto ai propri cittadini. I turchi che si trovano in Iran o che hanno in programma un viaggio nel Paese sono invitati a essere particolarmente vigili e a seguire con attenzione gli aggiornamenti ufficiali provenienti dal ministero degli Esteri turco e dalle rappresentanze diplomatiche presenti sul territorio iraniano.
L’ambasciata turca, in un comunicato, ha fornito contatti utili per garantire assistenza, sottolineando l’importanza di mantenere alta la guardia sulla sicurezza personale in un contesto segnato da tensioni sociali e restrizioni tecnologiche.
Il blocco di Internet si colloca in un quadro di crescente repressione delle proteste, con il governo di Teheran che, attraverso il controllo delle comunicazioni, mira a contenere la diffusione di notizie e il coordinamento delle manifestazioni.






