Roma, 2 aprile 2026 – Germania e Cina ribadiscono l’impegno per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più critici nel contesto geopolitico attuale. Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri tedesco attraverso un post pubblicato su X, che ha riportato il contenuto di una telefonata tra il ministro della diplomazia tedesco, Johann Wadephul, e il suo omologo cinese Wang Yi.
Dialogo diplomatico tra Germania e Cina
Nel corso del colloquio, entrambi i Paesi hanno espresso condivisione sulla necessità che nessun singolo Stato possa controllare le rotte marittime o imporre pedaggi per il passaggio, sottolineando l’importanza di mantenere libere le vie di comunicazione strategiche. Wadephul ha evidenziato come, nonostante la complessità del quadro internazionale, le relazioni e gli scambi tra Berlino e Pechino rimangano cruciali. Ha inoltre manifestato la preoccupazione per la situazione in Medio Oriente, auspicando una rapida conclusione del conflitto e un impegno comune per la sicurezza della navigazione.
Il comunicato del Ministero degli Esteri tedesco ha sottolineato come l’Iran, da decenni, agisca con ostilità verso i Paesi vicini, minacciando la pace con i suoi programmi missilistici e nucleari. In questo contesto, la Cina è invitata a utilizzare la propria influenza su Teheran in modo costruttivo, favorendo una soluzione negoziata e la cessazione delle ostilità nei confronti degli Stati del Golfo.
Posizione europea e scenari internazionali
Parallelamente, il Regno Unito e la Germania hanno escluso la partecipazione della NATO a una missione militare per riaprire lo Stretto di Hormuz, in risposta alle sollecitazioni degli Stati Uniti. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha precisato che, pur lavorando a un piano realistico per garantire la libertà di navigazione, non si tratterà di una missione della NATO, ma piuttosto di una collaborazione più ampia che coinvolga partner europei, Stati Uniti e Paesi del Golfo.
Sul fronte diplomatico, il 2 aprile si è tenuta una riunione virtuale della cosiddetta “Coalizione per Hormuz”, un organismo che riunisce 35 Paesi tra europei e non, con l’obiettivo di coordinare misure politiche e diplomatiche per il ripristino della sicurezza nello Stretto. L’Italia, rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha confermato la propria disponibilità a sostenere iniziative per un corridoio umanitario e la sicurezza della navigazione, ribadendo la necessità di un coinvolgimento multilaterale e di un chiaro mandato delle Nazioni Unite.
L’attenzione internazionale resta alta, vista l’importanza strategica dello Stretto di Hormuz per il commercio globale e l’approvvigionamento energetico, mentre le tensioni regionali e le trattative diplomatiche proseguono in un quadro di estrema complessità.






