Dopo quasi un mese di sospensione causata dal maltempo, Hamas ha ripreso le ricerche del corpo di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio israeliano trattenuto nella Striscia di Gaza. L’annuncio è arrivato da funzionari di Hamas, che insieme alle squadre della Croce Rossa stanno setacciando il quartiere di Zeitun, nel sud-est di Gaza City, con l’obiettivo di recuperare i resti del giovane agente di polizia israeliano.
Il ritorno delle ricerche a Gaza: un segnale di speranza per la famiglia
La ripresa delle operazioni di ricerca ha suscitato un sentimento di sollievo e speranza tra i familiari di Ran Gvili, il 24enne agente della pattuglia speciale Yasam, catturato durante gli scontri del 7 ottobre 2023, giorno in cui Hamas lanciò il suo attacco più devastante contro Israele. Itzik e Tal Gvili, genitori di Ran, hanno espresso profonda gratitudine per la ripresa delle ricerche, sottolineando il sostegno alla ferma posizione del governo israeliano di mantenere chiuso il valico di Rafah fino al recupero del corpo. Il padre ha ricordato il coraggio del figlio, che, nonostante fosse in congedo medico per una ferita, si era unito ai combattimenti per proteggere civili e amici.
La vicenda di Ran Gvili ha toccato profondamente l’opinione pubblica israeliana e internazionale. A New York, due giganteschi schermi di Times Square mostrano ancora oggi il suo volto con la scritta: “Hamas deve rilasciarlo subito. L’ultimo ostaggio israeliano a Gaza”. Questa campagna, promossa dal Consolato israeliano e dal Ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, mantiene alta l’attenzione sul caso e sul destino del giovane, la cui salma è nelle mani di Hamas da oltre 590 giorni.
Il contesto politico e il piano di pace
Il recupero del corpo di Ran Gvili è considerato un passaggio cruciale per la seconda fase del fragile accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, mediato dagli Stati Uniti nell’ottobre 2025. La prima fase ha visto la liberazione di 20 ostaggi vivi e la restituzione di 28 corpi di deceduti, mentre la seconda fase prevede l’avvio di un “Consiglio di pace” e una più ampia definizione del futuro della Striscia di Gaza. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente americano Donald Trump hanno confermato che la riapertura del valico di Rafah è imminente, condizione essenziale per la piena attuazione dell’intesa.






