Chi siamo
Redazione
lunedì 4 Maggio 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Cronaca

Alberto Trentini, chi è il cooperante italiano detenuto in Venezuela da oltre un anno

Trentini è stato arrestato mentre era in missione per conto dell’ONG internazionale Humanity & Inclusion, che assiste le persone disabili

by Alessandro Bolzani
8 Gennaio 2026
Uno striscione in sostegno della liberazione di Alberto Trentini

Alanews.it

La vicenda di Alberto Trentini continua a sollevare forte preoccupazione in Italia e nella comunità internazionale. Operatore umanitario veneziano di 46 anni, impegnato da oltre vent’anni in missioni sul campo, Trentini è detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024 in circostanze ancora oggi poco chiare. Da quel giorno la sua vita è sospesa in una condizione di isolamento quasi totale, senza contatti regolari con la famiglia, con i suoi legali o con la rappresentanza consolare italiana. A più di un anno dall’arresto, le sue condizioni di salute fisica e psicologica restano sconosciute.

L’arresto di Alberto Trentini

Trentini si trovava in Venezuela per conto dell’ONG internazionale Humanity & Inclusion, un’organizzazione che si occupa di assistenza alle persone con disabilità. Nel mese di ottobre 2024 era arrivato nel Paese per una missione di lavoro e il 15 novembre, mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito, nel nord-ovest del Venezuela, è stato fermato dalle autorità locali. Insieme a lui venne bloccato anche l’autista dell’organizzazione che lo accompagnava. Le accuse mosse nei suoi confronti non sono mai state chiarite in modo ufficiale.

Isolamento e trasferimento a Caracas

Subito dopo il fermo, Trentini è stato affidato alla Direzione generale del controspionaggio militare (Dgcim), con destinazione finale Caracas. Da quel momento è rimasto in isolamento, senza poter comunicare liberamente con i familiari, gli avvocati o i funzionari consolari italiani. La madre, Armanda Colusso, ha raccontato di aver ricevuto gli ultimi messaggi del figlio mentre si trovava ancora all’aeroporto di Caracas. Dopo di allora, il silenzio. Solo la sera del 16 novembre la famiglia ha appreso che Alberto era stato arrestato.

Notizie scarse e contatti ridotti al minimo

Nel corso della lunga detenzione le informazioni sulla sua sorte sono arrivate in modo frammentato e discontinuo. I genitori hanno potuto parlargli al telefono soltanto sei mesi dopo l’arresto, diverse settimane dopo aver ottenuto la prova che fosse ancora vivo. In totale, Trentini e i suoi genitori si sono sentiti telefonicamente appena tre volte. L’operatore umanitario ha inoltre incontrato due volte l’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni Umberto De Vito, una prima volta a settembre e poi a fine novembre.

L’impegno del governo italiano e l’assenza di progressi

Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l’Italia segue il caso con attenzione e che è attivamente impegnata sul piano diplomatico. Nonostante ciò, a oggi non si registrano progressi significativi: la situazione di Alberto resta invariata e le condizioni della sua detenzione continuano a essere avvolte dall’incertezza.

La mobilitazione della società civile per Trentini

Nel frattempo, la società civile si è attivata con forza per mantenere alta l’attenzione sul suo caso. Nell’ultimo anno sono state organizzate iniziative di solidarietà in tutta Italia: flashmob, digiuni a staffetta, esposizione di striscioni e una petizione rivolta alle istituzioni italiane, europee e alle Nazioni Unite. L’obiettivo è chiaro: ottenere la liberazione immediata di Trentini, garantire la tutela dei suoi diritti fondamentali, assicurargli assistenza consolare, legale e medica e permettere contatti regolari con la famiglia.

L’appello della famiglia Trentini

La scorsa settimana Armanda Colusso è tornata a chiedere con forza maggiore trasparenza sulle trattative in corso, accusando apertamente le istituzioni italiane di non aver fatto abbastanza per riportare a casa suo figlio. Un dolore che si accompagna a mesi di attesa, speranza e angoscia, vissuti nell’incertezza più totale.

Un principio fondamentale: proteggere chi aiuta

Il caso di Alberto Trentini pone al centro una questione cruciale: la protezione degli operatori umanitari, che svolgono il loro lavoro in contesti difficili e spesso pericolosi, è un principio fondamentale del diritto internazionale e della convivenza civile. Per questo, mantenere alta l’attenzione sul suo destino non è soltanto un atto di solidarietà, ma un dovere civico. La sua liberazione rimane oggi una priorità morale e umanitaria.

Tags: Alberto TrentiniApprofondimentoVenezuela

Related Posts

L'hantavirus è trasmesso principalmente dai roditori
Salute

Cos’è l’hantavirus: dai sintomi ai rischi, quel che bisogna sapere sul virus trasmesso dai topi

Le zanzare di Teheran minacciano Hormuz
Esteri

Hormuz, le “zanzare” di Teheran minacciano lo stretto: ecco cosa sono

Maria Corina Machado Nobel per la pace
Esteri

María Corina Machado si candida: “Solo le elezioni libere possono salvare il Venezuela”

Ecco quando può essere revocata la grazia del Presidente della Repubblica
Politica

Grazia del Presidente della Repubblica: ecco quando può essere revocata

Una foto combo mostra Cole Tomas Allen, 31enne di Torrance in California
Esteri

Cole Tomas Allen, profilo e movente dell’uomo che ha tentato di uccidere Trump

Musk e Altman
Tecnologia

Musk contro Altman, al via il processo su brevetti e futuro dell’IA

Articoli recenti

  • Milano, baristi condannati a 17 anni per omicidio dopo furto: risarcimenti ai familiari
  • Garlasco, nuove testimonianze e analisi genetiche: convocate gemelle Cappa e Marco Poggi
  • Mattarella: “Figure come quella di Zanardi illuminano il nostro sport”
  • Delitto di Garlasco, torna l’ipotesi della porta d’ingresso lasciata socchiusa da Chiara Poggi
  • Internazionali, Binaghi invita Mattarella: “Lo aspettiamo a braccia aperte”

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
  • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Milano Cortina 2026
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.