Il governo dell’Oman ha proposto due corridoi di navigazione con controllo separato nello Stretto di Hormuz. L’idea punta a ridurre i rischi per le navi e a prevenire interruzioni del traffico. La mossa arriva mentre Qatar ed Emirati Arabi Uniti mantengono un confronto regionale e, a Tel Aviv, circa mille persone hanno manifestato contro il premier Benjamin Netanyahu e la guerra a Gaza.
La proposta dell’Oman per lo Stretto di Hormuz
Il piano indica due rotte distinte, ciascuna con un proprio centro di gestione del traffico marittimo. Secondo quanto reso noto, la separazione dei flussi consentirebbe un passaggio più ordinato nello Stretto di Hormuz, uno snodo tra i più sensibili del Medio Oriente. L’obiettivo è ridurre fraintendimenti e rallentamenti lungo una via cruciale per i commerci.
Proteste a Tel Aviv e mediazione regionale
A Tel Aviv circa mille persone si sono riunite contro il primo ministro Netanyahu e il conflitto a Gaza. Qatar ed Emirati Arabi Uniti proseguono il dialogo diplomatico per ridurre l’escalation. La proposta omanita sullo Stretto di Hormuz assume rilievo politico perché privilegia la gestione pratica del traffico marittimo. Gli attori regionali cercano, in parallelo, soluzioni per contenere tensioni più ampie.
I canali tra Doha e Abu Dhabi restano attivi. Le capitali della regione mantengono contatti regolari. L’accoppiata tra mediazione diplomatica e interventi tecnici sulla navigazione unisce norme internazionali e gestione operativa delle rotte. Le proteste interne in Israele ricordano che le dinamiche mediorientali rispondono anche a pressioni pubbliche locali.
La sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz restano un tema centrale per le rotte commerciali regionali e internazionali. Al momento l’Oman ha messo sul tavolo l’ipotesi delle due rotte e la discussione coinvolge più attori dell’area. Qatar ed Emirati Arabi Uniti continuano il confronto con l’obiettivo di limitare l’escalation.
Due elementi restano in evidenza: la ricezione politica delle proposte sull’organizzazione del traffico marittimo e la partecipazione registrata a Tel Aviv, dove circa mille persone hanno contestato Netanyahu e la guerra a Gaza.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 11 luglio
Nuova escalation nella Guerra in Iran sul fronte delle tensioni tra Washington e Teheran. Donald Trump afferma che gli Stati Uniti sono pronti a “distruggere completamente” l’Iran qualora venisse portato a termine un attentato nei suoi confronti, sostenendo che mille missili sarebbero già pronti a colpire la Repubblica Islamica. Intanto gli Stati Uniti puntano a ottenere da Teheran un impegno pubblico a non colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, mentre il governo iraniano accusa Washington di aver violato gli accordi provvisori con il ripristino delle sanzioni.
Cosa sapere:
- Donald Trump minaccia di “distruggere completamente” l’Iran in caso di attentato
- Washington chiede a Teheran di garantire la sicurezza delle navi nello Stretto di Hormuz
- Il ministro degli Esteri iraniano accusa gli Stati Uniti di aver violato gli accordi provvisori con nuove sanzioni
- Il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf: l’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti
- L’esercito israeliano annuncia di aver ucciso un combattente di Hezbollah e un’altra persona nel sud del Libano
Cosa sta succedendo
La tensione nello Stretto di Hormuz resta alta con l’Iran e l’Oman che proseguono i colloqui per un accordo sulla navigazione basato sul diritto internazionale. Intanto, in Israele, circa mille persone hanno manifestato contro il governo e la guerra a Gaza.
Ultimi sviluppi: L’Oman ha proposto di gestire il traffico nello Stretto di Hormuz con due rotte a controllo separato, mentre a Tel Aviv si sono svolte proteste antigovernative contro il premier Netanyahu e il conflitto a Gaza.
- Oman: proposta di due rotte separate per la navigazione nello Stretto di Hormuz
- Proteste Israele: circa mille manifestanti a Tel Aviv contro Netanyahu e la guerra a Gaza
- Dialogo regionale: Qatar ed Emirati Arabi Uniti continuano il confronto per ridurre l’escalation
Circa mille persone hanno manifestato oggi a Tel Aviv contro il governo di Benjamin Netanyahu e la guerra a Gaza, riferisce Haaretz. Le proteste, organizzate dal Movimento Pro-Democrazia, si sono svolte anche a Gerusalemme, secondo media israeliani. Il movimento ha definito Netanyahu «un truffatore e un fallimento totale», aggiungendo che «è disprezzato in patria e all’estero» e rappresenta «un peso per l’alleanza Usa-Israele, per il popolo israeliano e la diaspora ebraica», riporta il Times of Israele.
L'Oman ha proposto di gestire lo Stretto di Hormuz tramite due rotte a controllo separato, riferisce Cnn citando fonti. Il corridoio meridionale, nelle acque territoriali omanite, garantirebbe la navigazione libera alle condizioni preconflitto. Le navi che transitano nel corridoio settentrionale, nelle acque iraniane, dovrebbero invece ottenere l'autorizzazione di Teheran. Axios riferisce che l'Iran presenterà la proposta ufficialmente a Teheran.
L'agenzia di stampa ufficiale dell'Oman riferisce che il Paese e l'Iran hanno concordato di continuare i colloqui tecnici e politici per un accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, basato sul diritto internazionale. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato oggi a Muscat il suo omologo omanita Badr Busaidi per discutere l'intesa.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi non ha approvato la nuova proposta dell'Oman sullo Stretto di Hormuz durante i colloqui a Mascate, secondo Axios che cita una fonte diplomatica. La proposta è stata quindi inviata a Teheran per ulteriori discussioni interne.
Fonti riferiscono che durante l'incontro tra i ministri degli Esteri omanita al-Busaidi e iraniano Araghchi, l'Oman ha ribadito la proposta di due rotte separate nello Stretto di Hormuz, una nelle acque territoriali iraniane e una in quelle omanite. In precedenti negoziati, l'Iran aveva rifiutato questa soluzione, chiedendo una gestione unica condivisa. A Teheran si teme che due gestioni distinte favorirebbero il passaggio delle navi solo nelle acque omanite, riducendo il peso negoziale iraniano. Non è chiaro se le parti abbiano raggiunto un accordo su qualche punto.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan, secondo una nota del ministero degli Esteri qatariota. Hanno discusso gli sforzi diplomatici in corso per «ridurre l'escalation e promuovere sicurezza e stabilità nella regione». Sheikh Mohammed ha sottolineato l'importanza del dialogo e dell'attuazione del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Ha inoltre ribadito il «pieno sostegno di Doha a ogni iniziativa volta a deflettere le tensioni e raggiungere un accordo di pace duraturo».
La Wafa, agenzia palestinese, riferisce di diversi attacchi recenti compiuti da forze israeliane e coloni nella Cisgiordania occupata. Le forze israeliane hanno aggredito un giovane a un posto di blocco vicino a Jenin e arrestato quattro persone durante un raid a Qalqilya. Tre persone sono state ferite da coloni a Beita e ricoverate in ospedale. Inoltre, le forze israeliane hanno fatto irruzione in più città della provincia di Ramallah e al-Bireh. Fonti locali segnalano anche la detenzione di un gruppo di coloni dopo un’aggressione a giornalisti, tra cui una troupe della CNN, a Sinjil, vicino Ramallah.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani esprime «massima solidarietà a Giorgia Meloni, che certamente non si fa intimidire». Tajani commenta così la pubblicazione su un giornale iraniano del nome e della foto della presidente del Consiglio tra le personalità che devono «attendersi la vendetta iraniana», secondo media italiani.
L'Iran minaccia di interrompere i negoziati se gli Stati Uniti non rispettano il memorandum di intesa che vieta nuove sanzioni per 60 giorni, secondo media locali. Ieri Washington ha imposto nuove restrizioni economiche, violando l'accordo. Il leader supremo Ali Khamenei promette vendetta per l'assassinio di suo padre, aggiungendo un elemento personale alla crisi, riferiscono fonti iraniane. Durante i funerali del padre, la richiesta di vendetta è stata il tema dominante, con un clima di rabbia e rivendicazioni reciproche.
L'esercito israeliano ha lanciato volantini sul villaggio di al-Mansouri, nel distretto di Tiro, avvertendo la popolazione di non avvicinarsi alle sue truppe, secondo fonti militari. I volantini recitano «Area minacciata, tenersi lontani» e «Qualsiasi avvicinamento alle forze israeliane espone a pericolo». Israele considera al-Mansouri parte della sua «zona di sicurezza» e ha aperto il fuoco contro chiunque si avvicini, inclusi civili e soldati libanesi, riferiscono media locali.
Oman e Iran hanno deciso di continuare i colloqui tecnici e politici per raggiungere un accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz secondo il diritto internazionale, riferisce l'agenzia statale omanita. La dichiarazione segue un incontro a Muscat tra le due parti per discutere la sicurezza e la libertà di navigazione alla luce degli sviluppi recenti, si legge nel comunicato.
Il ministero della Salute del Libano ha comunicato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo è salito a 4.322 morti. Secondo la stessa fonte, i feriti sono 12.210.
L'esercito israeliano ha comunicato di aver colpito militanti di Hezbollah mentre trasportavano armi all'interno del territorio libanese sotto controllo israeliano, definito «zona di sicurezza». Secondo il comunicato, diversi soggetti sono stati presi di mira durante il trasferimento di missili anticarro, ma non è chiaro il numero dei feriti. Israele ha intensificato gli attacchi nel sud del Libano dalla notte di giovedì, causando numerose vittime e feriti, secondo fonti ufficiali.
Il ministero degli Esteri iraniano ha riferito che durante l'incontro a Muscat tra Araghchi e al-Busaidi sono state discusse «le modalità appropriate per il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz», secondo fonti ufficiali. L'Iran sostiene con fermezza che l'articolo 5 del memorandum con gli Stati Uniti autorizza Teheran a regolare esclusivamente il traffico marittimo in quella zona. Le autorità iraniane affermano che lo Stretto ricade nelle acque territoriali di Iran e Oman, escludendo l'intervento di terzi, posizione contestata da paesi regionali e Washington.
Iran e Stati Uniti offrono versioni contrastanti sul destino delle navi nello Stretto di Hormuz, mentre continuano a scambiarsi minacce mantenendo contatti tramite mediatori, riferiscono media iraniani. Sabato è stata diffusa una dichiarazione attribuita a Mojtaba Khamenei, non apparso pubblicamente dopo la sua nomina a guida suprema a marzo. Ali Vaez, direttore del progetto Iran del Crisis Group, afferma che la retorica vendicativa serve a scopi interni, mentre la diplomazia punta a evitare un nuovo conflitto pesante. «La dichiarazione di Trump sulla fine del cessate il fuoco aumenta i costi dei negoziati, ma non ne compromette l’utilità», aggiunge Vaez.
Mohammad Javad Khamenei, nipote della Guida Suprema Ali Khamenei, era l'uomo con il volto coperto ai funerali del 28 febbraio, secondo l'agenzia Rokna. Figlio di Mostafa Khamenei, il primogenito di Ali Khamenei, Mohammad Javad si è coperto il volto per le ferite e ustioni riportate nell'attacco che ha ucciso il leader. Sui social si era ipotizzato che potesse essere Mojtaba Khamenei, figlio del defunto ayatollah.
L'Idf comunica di aver colpito terroristi di Hezbollah che trasferivano missili anticarro in una struttura nella Zona di Sicurezza nel sud del Libano. L'azione è avvenuta tra Mansouri e Majdal Zoun, dove sono state segnalate esplosioni secondarie confermando la presenza di armi, secondo un comunicato militare.
Il quotidiano iraniano Hamshari ha inserito la premier Giorgia Meloni in una lista nera dei presunti responsabili della morte dell'ayatollah Ali Khamenei, mostrando la sua foto in uniforme da carcerata. L'articolo è uscito il giorno stesso della diffusione di un messaggio scritto dal figlio Mojtaba, che minaccia «vendetta» contro gli assassini del padre. Nella lista compaiono anche il presidente Donald Trump e il primo ministro Benjamin Netanyahu con un bersaglio sulla fronte, secondo media iraniani.
Sette persone sono rimaste ferite nei raid aerei a al-Mansouri, nel sud del Libano, secondo la National News Agency libanese. Cinque feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre due hanno ricevuto cure sul posto. La NNA riferisce che gli attacchi israeliani hanno colpito ripetutamente la zona durante la giornata.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi e il suo omologo omanita discutono i meccanismi per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz. Araqchi ha riferito su Telegram che le consultazioni riguardano i «meccanismi appropriati» in linea con l'articolo 5 del Memorandum d'intesa di Islamabad.
Il governo libanese insiste per il ritiro delle truppe israeliane dalle zone pilota nel sud prima di avviare i negoziati diretti a Roma, riferiscono fonti locali. Una delegazione militare statunitense ha incontrato i vertici dell'esercito libanese per discutere il ritiro previsto dall'accordo mediato dagli Usa. Hezbollah mantiene l'opposizione ai colloqui diretti, preferendo un cessate il fuoco mediato tra Usa e Iran, secondo media regionali. Nonostante la rottura del cessate il fuoco, il gruppo non ha aperto il fuoco in Libano, mentre Israele ha proseguito le operazioni senza escalation.
Omar Abu Atwa, 30 anni, è stato portato all'ospedale Al-Aqsa Martyrs di Deir el-Balah dopo un'esplosione in strada, secondo media locali. Mentre attendeva una radiografia, un blackout ha spento le luci e molti dispositivi medici, inclusa la macchina per esaminare la sua ferita alla mano. La crisi energetica a Gaza sta compromettendo gravemente le strutture ospedaliere, riferiscono fonti sanitarie.
Gli ospedali di Gaza affrontano gravi blackout a causa della crisi energetica, secondo fonti locali. Omar Abu Atwa, un autista di 30 anni, è stato ferito da un'esplosione a Deir el-Balah e portato all'ospedale Al-Aqsa. Durante l'attesa per una radiografia, l'interruzione di corrente ha reso inutilizzabili molte apparecchiature mediche, inclusa quella necessaria per valutare la sua ferita.
Gli Stati Uniti stanno lavorando con Iraq e Siria per rilanciare un vecchio oleodotto che collega Kirkuk, nel nord dell'Iraq, a Baniyas, sulla costa mediterranea siriana, secondo Middle East Eye. Il progetto mira a permettere all'Iraq di esportare petrolio evitando lo Stretto di Hormuz, riferiscono funzionari iracheni e regionali. L'accordo per il ripristino del tratto di 800 chilometri, chiuso da decenni e danneggiato, dovrebbe essere annunciato durante un incontro tra il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi e Donald Trump alla Casa Bianca la prossima settimana. Un alto funzionario ha aggiunto che l'oleodotto dovrà probabilmente essere ricostruito completamente, con un tempo stimato di due-tre anni, e che alcune aziende statunitensi sono già coinvolte nel progetto.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a Muscat il suo omologo omanita Badr al-Busaidi, secondo un post sulla pagina Telegram ufficiale di Araghchi. I due hanno discusso le relazioni bilaterali e gli sviluppi regionali, concentrandosi sullo Stretto di Hormuz. Il post aggiunge che hanno «scambiato opinioni sui meccanismi appropriati per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz», in linea con il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.
Le forze israeliane sono entrate nella parte orientale della città meridionale libanese di Beit Yahoun con tre carri armati e diversi bulldozer, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (NNA). Secondo la stessa fonte, le truppe israeliane hanno anche appiccato incendi nella zona di Houla, nel sud del Libano, danneggiando abitazioni e uliveti. In precedenza, un raid aereo israeliano ha colpito la città di al-Mansouri, mentre le forze israeliane hanno fatto esplodere abitazioni nel distretto di Nabatieh, sempre secondo NNA.
Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il vice primo ministro e ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi, riferisce il ministero degli Esteri qatariota. Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza della diplomazia e della de-escalation nella crisi tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar ha chiesto l'attuazione del memorandum d'intesa tra Usa e Iran e la tutela della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
La polizia israeliana ha arrestato quattro coloni sabato scorso per un attacco contro giornalisti della Cnn e altri reporter in Cisgiordania, secondo fonti ufficiali. L'aggressione è avvenuta vicino al villaggio di Sinjil, a nord di Ramallah, durante le commemorazioni per il primo anniversario della morte di Saif Musallet, palestinese-americano ucciso da coloni ebrei. I coloni hanno bloccato la strada con un’auto, brandendo bastoni, pietre e un coltello, e hanno danneggiato i veicoli della troupe televisiva, riferisce la polizia.
Il deputato statunitense Ro Khanna ha denunciato di essere stato trattenuto da coloni israeliani armati di fucili M4 durante una visita in Cisgiordania occupata, secondo quanto riferito a Reuters. Khanna ha raccontato che il suo gruppo è stato circondato mercoledì da coloni armati mentre visitava un villaggio del sud della Cisgiordania frequentemente colpito da attacchi. Il deputato ha aggiunto che i coloni hanno bloccato la strada e chiamato l’esercito israeliano, che ha sostenuto i coloni e ha proseguito la detenzione, definendo l’episodio un «grave errore».
Delegazioni israeliane ed egiziane si sono incontrate al Cairo per negoziare la tregua a Gaza, secondo il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat che cita una «fonte egiziana a conoscenza dei colloqui». Gli incontri sono avvenuti parallelamente a quelli di una delegazione di Hamas guidata da Khalil al-Hayya, impegnata in colloqui separati con i mediatori. Giovedì, media israeliani avevano riferito dell'arrivo di una delegazione di sicurezza di Gerusalemme al Cairo per discutere con omologhi egiziani sul disarmo di Hamas, secondo la Roadmap per Gaza di Nickolay Mladenov, diplomatico bulgaro responsabile del Board of Peace per Gaza.
Il leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei ha promesso di «vendicare il sangue innocente» nel suo primo messaggio dopo il funerale del padre, secondo media iraniani. L’ambasciatore iraniano all’Onu ha avvertito che Teheran sospenderà il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti se gli attacchi proseguiranno, denunciando una «palese violazione» della Carta Onu da parte di Washington. Un attacco con drone vicino al campo di Nuseirat a Gaza ha ucciso una persona e ferito altre, riferiscono i servizi di emergenza. Intanto, continuano i raid aerei israeliani nel sud del Libano, l’ultimo segnalato nella città di al-Mansouri nel distretto di Tiro.
Quattro coloni israeliani sono stati arrestati dopo aver aggredito un veicolo con una troupe di CNN a Sinjil, in Cisgiordania occupata, riferisce The Times of Israele. La polizia israeliana ha dichiarato di essere intervenuta per un episodio di ostruzione e danneggiamento dell’auto della squadra mediatica. Durante il fermo, gli agenti hanno sequestrato il veicolo e trovato mazze e un coltello a bordo, secondo il quotidiano. Sempre oggi, altri attacchi di coloni hanno colpito la Cisgiordania, con un’azienda agricola distrutta ad al-Masoudiya e quattro feriti a Masafer Yatta.
L'Iran ha triplicato la capacità di produzione di droni durante la guerra, afferma il ministro della Difesa ad interim Majid Ibn al-Reza. Secondo l'agenzia Tasnim, l'investimento in tecnologie moderne ha rafforzato la potenza difensiva del paese. Ibn al-Reza sottolinea che la produzione militare non si è mai fermata nel momento di massima crisi.
L'Iran ha avvertito che non si riterrà più vincolato dall'accordo con gli Stati Uniti se Washington continuerà a violarne i termini, riferisce l'emittente statale Irib. L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha dichiarato che «se gli Stati Uniti continueranno a violare i loro obblighi ai sensi dell'intesa di Islamabad», l'Iran non si considererà più vincolato dall'accordo negoziato con la mediazione pakistana. La dichiarazione è stata diffusa dalla televisione di stato iraniana.
Gli Stati Uniti considerano «cruciali» gli incontri odierni in Oman tra funzionari iraniani e omaniti, secondo fonti anonime citate da Radio Free Europe. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova a Mascate per favorire una soluzione diplomatica alla crisi in corso. Le trattative si svolgono mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz resta sotto osservazione.
I negoziatori del Qatar partecipano a Muscat ai colloqui tra Iran e Oman sullo Stretto di Hormuz, riferisce Axios citando fonti. Le parti discutono una dichiarazione per garantire il transito libero nella «corsia centrale» in acque internazionali. Gli Stati Uniti hanno chiesto all'Iran di confermare pubblicamente l'apertura dello Stretto e di cessare il fuoco contro le navi commerciali, avvertendo di possibili conseguenze in caso contrario, secondo un funzionario americano.
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan ha ricevuto una telefonata dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar, riferisce una nota ufficiale. Durante il colloquio hanno sottolineato l'importanza di sostenere gli sforzi di mediazione tra Stati Uniti e Iran. I due leader hanno inoltre evidenziato la necessità di facilitare negoziati per una soluzione che promuova la stabilità regionale.
La delegazione statunitense non parteciperà ai negoziati in Oman, secondo un funzionario del Qatar citato da Cbs. A Muscat è invece arrivato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Araghchi ha scritto su X che «finora l'Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del cosiddetto segretario del Tesoro statunitense, che sta violando il nono paragrafo del memorandum d'intesa».
L'amministrazione del presidente Donald Trump ha fissato a sabato 11 luglio il termine per l'Iran per impegnarsi pubblicamente a cessare gli attacchi contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz, secondo «Axios» che cita tre funzionari statunitensi. Washington chiede a Teheran di riconoscere l'apertura del traffico marittimo, interrompere gli attacchi e garantire rotte libere senza pedaggi, riferisce il sito. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi dovrebbe incontrare oggi a Mascate il collega omanita Badr al Busaidi per mediare e rilanciare i negoziati sul programma nucleare, aggiunge «Axios».
L'Iran manifesta sfida dopo l'appello alla vendetta del leader supremo per la morte di Khamenei, secondo media locali. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei smentisce che Teheran abbia chiesto la ripresa dei colloqui, mentre gli Stati Uniti parlano di un imminente round negoziale. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi è in visita in Oman per discutere il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, area centrale del conflitto e delle trattative.
Una delegazione militare statunitense ha incontrato l'esercito libanese a Beirut per discutere il ritiro israeliano da una delle due «zone pilota» nel sud del Libano, secondo un funzionario militare libanese citato dall'Afp. L'incontro segue l'accordo del 26 giugno che prevede il ritiro graduale di Israele e il pieno controllo delle aree da parte dell'esercito libanese. «La delegazione americana ha iniziato gli incontri per definire i meccanismi di attuazione del ritiro e il rispiegamento dell'esercito libanese», ha aggiunto il funzionario, che ha chiesto l'anonimato.
Un funzionario del Qatar ha riferito a CBS News che gli Stati Uniti non parteciperanno ai colloqui con l'Iran in Oman. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Muscat per consultazioni sugli sviluppi nello Stretto di Hormuz, secondo fonti locali. In precedenza, l'emittente aveva ipotizzato la presenza del team negoziale Usa guidato dal vicepresidente JD Vance e da altri rappresentanti.
Un attacco con drone israeliano contro un veicolo a ovest del campo di Nuseirat ha causato la morte di una persona e il ferimento di più persone, riferisce una fonte dei servizi di emergenza e ambulanza.
L’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, avverte che Teheran cesserà di rispettare il memorandum d’intesa con gli Stati Uniti se Washington continuerà con gli attacchi. Iravani accusa gli Usa di una «palese violazione» della Carta Onu per i raid sulle isole iraniane e le città meridionali del 7 e 8 luglio, secondo quanto riferito fuori dal Consiglio di Sicurezza. L’ambasciatore sottolinea che l’Iran rimane impegnato nel rispetto del MoU «purché gli Stati Uniti rispettino pienamente i propri obblighi».
Un raid aereo israeliano ha colpito la città di al-Mansouri nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, riferiscono fonti locali. Non sono ancora disponibili dettagli su eventuali vittime o danni.
Mojtaba Khamenei afferma che «decine di milioni» di persone hanno partecipato alle cerimonie funebri in Iran e Iraq per Ali Khamenei. Lo riporta l’agenzia iraniana Fars, che attribuisce a Mojtaba un messaggio in cui definisce la partecipazione «straordinaria» e «storica». Nel testo si promette inoltre di «vendicare il sangue innocente» di Ali Khamenei.
Il partito centrista «Yashar!» guidato dall'ex capo di Stato maggiore Gadi Eizenkot supera per la prima volta il Likud di Benjamin Netanyahu nei sondaggi, secondo Maariv e Channel 12. «Yashar!» ottiene 22,75 seggi contro 22,25 del Likud, mentre Channel 11 assegna a entrambi 23 seggi, secondo fonti ufficiali. Il trend conferma il rafforzamento del partito di Eizenkot in vista delle elezioni autunnali.
Mojtaba Khamenei, Guida Suprema dell'Iran, sostiene in un messaggio scritto che «deve sicuramente» essere fatta vendetta per la morte di suo padre Ali Khamenei, ucciso a febbraio in un raid congiunto di Israele e Stati Uniti. Secondo l'ayatollah, la vendetta è una richiesta della nazione iraniana. Egli aggiunge di voler vendicare «il sangue del leader martirizzato e di tutti gli altri martiri di queste guerre portate avanti da criminali».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato in Oman per colloqui sullo Stretto di Hormuz, riferiscono fonti ufficiali. Israele ha condotto un raid aereo alla periferia di Nabatieh e ha lanciato una granata stordente ad al-Mansouri, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, secondo media locali. In Cisgiordania occupata, quattro persone sono rimaste ferite in attacchi di coloni a Masafer Yatta, a sud di Hebron; i coloni hanno inoltre distrutto terreni agricoli, liberato bestiame e pascolato animali su terre palestinesi, riferiscono fonti locali. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha sottolineato «l’importanza di rispettare gli impegni assunti nel memorandum d’intesa» in una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo media regionali.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che negli ultimi due giorni sette corpi sono stati portati negli ospedali e 28 persone sono rimaste ferite. Secondo la stessa fonte, ci sono ancora vittime sotto le macerie e lungo le strade, ma ambulanze e squadre di protezione civile non riescono a raggiungerle. Dal cessate il fuoco di ottobre, almeno 1.098 palestinesi sono morti e 3.535 sono rimasti feriti in attacchi israeliani, secondo il ministero. Fonti locali indicano che dall'inizio della guerra israeliana a Gaza nel 2023 i morti sono almeno 73.221 e i feriti 173.643.
L'agenzia iraniana Tasnim riferisce che la Guida suprema Mojtaba Khamenei diffonderà a breve un messaggio. Il contenuto sarà dedicato ai funerali e alla sepoltura di Ali Khamenei, ex Guida suprema ucciso il 28 febbraio durante la guerra avviata da Usa e Israele contro l'Iran. Ali Khamenei è stato sepolto giovedì a Mashhad, secondo fonti ufficiali.
Una fonte iraniana ha detto all'agenzia «Fars» che non ci saranno negoziati con gli Stati Uniti finché Washington non ritratterà le proprie posizioni. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha accusato il dipartimento del Tesoro Usa di violare il memorandum di intesa firmato a Islamabad, che vieta nuove sanzioni e dispiegamenti militari nella regione. Araghchi ha sottolineato che «può esserci solo una conformità reciproca» tra le parti, secondo quanto riferito.
Le forze israeliane hanno effettuato un'incursione nel villaggio siriano di al-Samdaniyah, nella provincia di Quneitra, secondo l'agenzia di stampa siriana SANA. Tre veicoli militari israeliani sono entrati nella periferia del villaggio e hanno istituito un posto di blocco temporaneo a una rotatoria, dove hanno controllato i passanti prima di ritirarsi. Giovedì scorso, l'esercito israeliano aveva compiuto un'operazione simile ad al-Asha, sempre nella campagna meridionale di Quneitra, perquisendo una casa e un magazzino prima di lasciare l'area, riferisce SANA.
L'esercito israeliano ha distrutto abitazioni nel comune di Hula, nel distretto di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo la National News Agency libanese. Media locali riferiscono inoltre un attacco con drone nel comune di Kfar Tebnit.
Secondo Cbs News, le delegazioni statunitense e iraniana si sono incontrate oggi in Oman per proseguire i negoziati tramite mediatori, nonostante il fallimento della tregua. Il team americano, guidato dal vicepresidente JD Vance, Jared Kushner, dal segretario di Stato Marco Rubio e dall'inviato Steve Witkoff, partecipa ai colloqui su istruzione del presidente Trump. In Oman è arrivato anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, riferisce Cbs.
L'amministrazione Trump manifesta crescente scetticismo sulla possibilità di un accordo nucleare con l'Iran, riferisce il Wall Street Journal citando alti funzionari Usa. Secondo una fonte, l'Iran dovrebbe impegnarsi entro oggi a garantire la libera navigazione nello Stretto di Hormuz e cessare gli attacchi alle navi, altrimenti rischierebbe gravi conseguenze. Altri funzionari non indicano scadenze precise. Il quotidiano evidenzia che questa posizione rappresenta una rara ammissione del rischio di fallimento di un obiettivo chiave della politica estera di Trump.
Le autorità iraniane hanno riaperto il ponte ferroviario nella contea di Aqqala, provincia di Golestan, danneggiato da un attacco statunitense, secondo l'Agenzia di stampa radiofonica e televisiva iraniana. Ali-Asghar Tahmasbi, governatore di Golestan, ha definito la riapertura in meno di 24 ore «una risposta pratica della provincia alle minacce e azioni nemiche». In precedenza, media statali avevano riferito che il ponte ferroviario vicino ad Aqqala era stato colpito mercoledì mattina, danneggiando la linea Gorgan-Incheh Borun, parte della rete ferroviaria settentrionale verso Turkmenistan e l'Asia centrale.
Coloni hanno distrutto una fattoria nell'area di al-Masoudiya, a nord-ovest di Nablus, secondo fonti locali. A Khirbet Masoud, a sud di Jenin, i coloni hanno liberato il bestiame su terreni agricoli, danneggiando colture e alberi. Nel villaggio di al-Mughayyir, a est di Ramallah, i coloni hanno pascolato il bestiame su terre palestinesi protette da forze israeliane. A sud di Nablus, i coloni hanno aggredito le squadre del comune di Qabalan durante l'estensione di una linea elettrica. L'esercito israeliano ha arrestato Mahmoud Labib Nawasra, da Fahma, dopo aver perquisito la sua abitazione e trattenuto il padre per costringerlo alla resa. La Mezzaluna Rossa palestinese ha soccorso quattro feriti in attacchi di coloni a Masafer Yatta, a sud di Hebron.
Il ministero della Salute iraniano riferisce che il bilancio delle vittime degli attacchi statunitensi dell'8-9 luglio è salito a 17 morti e oltre 100 feriti. Hossein Kermanpour, capo dell'ufficio stampa del ministero, ha comunicato che 115 persone sono rimaste ferite, di cui due donne, e 14 interventi chirurgici sono stati eseguiti. Secondo il Comando centrale Usa, i raid sono stati una risposta alle azioni iraniane contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz.
Il presidente Donald Trump ha avvertito che mille missili Usa sono pronti a colpire l'Iran se Teheran tenterà di assassinarlo, secondo un post sul social Truth. Trump ha aggiunto che le forze armate statunitensi sono pronte a distruggere completamente tutte le aree iraniane per un anno, con possibilità di proroga. «Sia loodato Allah», ha concluso il presidente nel messaggio.
Gli Stati Uniti stanno collegando instabilità interna, fronti regionali e alleanze occidentali in una strategia contro l'Iran, secondo analisti. La presenza di Trump al vertice Nato in Turchia, in un clima di retorica anti-iraniana e ordini di attacco, indica una revisione delle valutazioni strategiche di Washington. Secondo esperti, questa revisione nasce dalla constatazione che la pressione militare, politica ed economica diretta non ha modificato il comportamento o l'orientamento strategico di Teheran.
L'esercito israeliano ha condotto raid aerei sulla periferia di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese (Nna). Fonti israeliane riferiscono che due attacchi separati hanno ucciso un membro di Hezbollah e un altro «sospetto» nella «zona di sicurezza» sulle colline di Ali Taher, ritenuti una minaccia per le truppe. L'esercito ha annunciato che continuerà a intervenire per neutralizzare rischi e impedire attacchi contro civili israeliani. Media statunitensi segnalano che il ritiro graduale delle truppe israeliane dal sud Libano, previsto dall'accordo del 26 giugno, potrebbe subire modifiche.
Il ministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri Araghchi si trova in Oman per consultazioni con Muscat sulla gestione del traffico nello Stretto di Hormuz, riferiscono fonti ufficiali. Le consultazioni tra i due Paesi proseguono da due mesi e l'Iran ribadisce il diritto sovrano di garantire la sicurezza dello Stretto. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, ha affermato che gli Stati Uniti hanno una storia di violazioni degli accordi. Kanaani ha aggiunto che l'Iran non ha chiesto negoziati in questa fase, ma accetta la visita di mediatori a Teheran, denunciando inoltre violazioni del memorandum d'intesa da parte degli Usa, tra cui raid aerei e la revoca delle esenzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane.
Il presidente Donald Trump ha incaricato il suo team di continuare i colloqui con l'Iran previsti oggi a Muscat, riferisce la Cbs citando fonti dell'amministrazione Usa. Le stesse fonti indicano che gli Stati Uniti useranno leve economiche e militari se l'Iran persisterà in «atti ostili». Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Muscat secondo media locali.
Un'esplosione avvertita nella zona est di Teheran è stata causata da un'operazione di smaltimento munizioni, secondo i media statali iraniani. Un funzionario ha detto all'agenzia Fars che l'intervento non ha rappresentato pericolo per la popolazione, dopo che residenti dei quartieri Pakdasht e Qiyamdasht avevano segnalato un forte boato sabato mattina.
Saeed Iravani, rappresentante iraniano all'Onu, ha dichiarato che l'Iran rimane impegnato nel memorandum d'intesa a condizione che gli Stati Uniti rispettino i propri obblighi. Iravani ha aggiunto che, se gli Usa continueranno a violare il memorandum, l'Iran non sarà più vincolato a rispettarlo, secondo l'agenzia Irna. Ha inoltre criticato i Paesi E3, sostenendo che non hanno legittimità legale per attivare il meccanismo di ripristino delle sanzioni perché «per anni non hanno rispettato i propri impegni e hanno sostenuto attacchi illegali israelo-americani contro l'Iran».
Almeno 67 palestinesi sono stati sfollati in Cisgiordania occupata a causa di demolizioni questo mese, secondo l'Ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA). Le autorità israeliane demolirebbero gli edifici per mancanza di permessi, «quasi impossibili da ottenere per i palestinesi», riferisce OCHA. Gli attacchi dei coloni e le demolizioni per assenza di permessi hanno causato lo sfollamento di oltre 3.200 palestinesi quest'anno, con una media di 17 persone al giorno, il doppio rispetto ai tre anni precedenti.
Il presidente Donald Trump ha incaricato il suo team di proseguire i colloqui con l'Iran previsti oggi in Oman, riferisce la Cbs citando fonti dell'amministrazione statunitense.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è giunto a Muscat per discutere del futuro dello Stretto di Hormuz, riferisce l’agenzia Irna. Secondo il portavoce Esmaiel Baghaei, la visita prosegue le consultazioni con l’Oman avviate negli ultimi due mesi nell’ambito di un memorandum d’intesa per porre fine alla guerra. Baghaei aggiunge che l’Iran si è impegnato a definire accordi e garantire i servizi marittimi nello Stretto, coordinandosi con l’Oman.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Muscat per discutere il futuro dello Stretto di Hormuz, secondo l'agenzia Irna. Il portavoce del ministero Esmaiel Baghaei definisce la visita «la prosecuzione delle consultazioni avviate con l'Oman negli ultimi due mesi» e sottolinea l'impegno di Teheran a rispettare gli accordi sul traffico navale.
L'esercito israeliano ha arrestato un uomo a Nablus, in Cisgiordania occupata, secondo l'agenzia Wafa. Le forze israeliane hanno fatto irruzione all'alba, circondato un edificio in via Tel e arrestato Malek Abdo dopo aver vandalizzato la sua abitazione, riferisce la stessa fonte.
Secondo funzionari statunitensi citati dalla Cbs News, l'Iran avrebbe riconosciuto che un «gruppo di estremisti fuori controllo» ha colpito le navi mercantili nello Stretto di Hormuz, ostacolando i negoziati di pace. Gli iraniani avrebbero ammesso: «Abbiamo sbagliato. Abbiamo commesso un errore. Continuiamo a parlare». Gli Stati Uniti chiedono a Teheran una dichiarazione pubblica di apertura dello Stretto e l'impegno a cessare gli attacchi contro le navi.
Un drone israeliano ha lanciato una bomba sonora sul comune di al-Mansouri, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Muscat, capitale dell'Oman, per una serie di colloqui, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha espresso «profonda preoccupazione» al presidente iraniano Masoud Pezeshkian per l’aumento delle tensioni, secondo fonti ufficiali. Nel colloquio telefonico, Sharif ha sottolineato «l’urgenza di ristabilire la pace e la stabilità nella regione» e ha richiamato «l’importanza di rispettare gli impegni previsti dal memorandum d’intesa firmato lo scorso mese tra Usa e Iran». Il Pakistan ha svolto un ruolo chiave come facilitatore nei negoziati tra Washington e Teheran.
Il New York Times osserva che dopo la revoca delle deroghe alle sanzioni e i bombardamenti su oltre 170 obiettivi iraniani, Trump non ha presentato un piano alternativo. Richard Haass, ex diplomatico Usa, definisce la strategia «un vicolo cieco» perché gli attacchi americani provocano ritorsioni iraniane contro basi e infrastrutture nel Golfo, secondo il quotidiano.
Il presidente Donald Trump ha avvertito venerdì che gli Stati Uniti sono pronti a lanciare 1.000 missili contro l'Iran se Teheran tenterà di assassinare lui o un altro presidente Usa, secondo un post sul suo social Truth. Trump ha aggiunto che l'esercito americano è preparato a un'azione militare prolungata per «decimare e distruggere completamente» l'Iran. «Gli ordini sono già stati dati», ha scritto il presidente.
L'esercito israeliano ha colpito la periferia di Nabatieh con un raid aereo, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Secondo il rapporto, Israele ha lanciato un secondo attacco con droni nello stesso luogo cinque minuti dopo, mentre si registravano colpi di mitragliatrice a Zawtar al-Sharqiyah, comune che si affaccia sul fiume Litani.
L'esercito israeliano ha colpito con un raid aereo la periferia di Nabatieh, nel sud del Libano, secondo l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Cinque minuti dopo, Israele ha effettuato un altro attacco con droni nella stessa zona, mentre colpi di mitragliatrice hanno preso di mira Zawtar al-Sharqiyah, comune affacciato sul fiume Litani, riferiscono fonti locali.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato che Teheran ha «mantenuto la parola data» sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti. Araghchi ha risposto alle affermazioni di Donald Trump, che ha sostenuto la fine della tregua ma ha accettato ulteriori negoziati con la Repubblica islamica. Su X, il ministro ha accusato il Segretario del Tesoro Usa di violare il paragrafo 9 del Memorandum d'intesa, relativo al divieto di dispiegare nuove forze statunitensi nella regione, secondo quanto riferito da media locali.
Hossein Afshin, vice presidente per scienza, tecnologia ed economia della conoscenza dell’Iran, ha riferito che l’infrastruttura scientifica del Paese ha subito danni per circa 300 milioni di dollari a causa della guerra. «Lavoravamo su tecnologie emergenti senza applicazioni militari, ma il nemico ha preso di mira l’autorità scientifica e tecnologica iraniana, che sarà ricostruita con forza», ha detto all’agenzia IRNA. Afshin ha sottolineato che l’Iran punta a diventare una potenza scientifica e tecnologica, perché «ogni Paese che investe in questo settore avrà successo».
Secondo funzionari statunitensi citati dalla Cbs News, l'Iran ha riconosciuto che un «gruppo di estremisti fuori controllo» ha colpito navi mercantili nello Stretto di Hormuz, ostacolando i negoziati di pace e causando la reazione americana. Gli iraniani avrebbero detto: «Abbiamo sbagliato. Continuiamo a parlare». Gli Stati Uniti chiedono una dichiarazione pubblica di Teheran sull'apertura dello Stretto e l'impegno a cessare gli attacchi alle navi.
L'Iran ha attribuito a un gruppo «errante» di falchi gli attacchi contro navi commerciali avvenuti all'inizio della settimana, con l'obiettivo di sabotare i negoziati, riferiscono alti funzionari statunitensi a CBS News. Un funzionario ha detto alla tv Usa che il gruppo è tornato al tavolo delle trattative ammettendo «abbiamo sbagliato, continuiamo a parlare».
Il presidente Donald Trump ha promesso di «distruggere completamente» l’Iran in caso di tentativi di assassinio contro di lui, secondo un suo post su Truth Social. Il ministro degli Esteri iraniano ha criticato Washington per aver violato l’accordo provvisorio, denunciando un chiaro mancato rispetto degli impegni dopo le nuove sanzioni Usa. Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha affermato che Teheran non si arrenderà e si difenderà se gli Usa violeranno il memorandum. L’esercito israeliano ha riferito di aver ucciso un miliziano di Hezbollah e un altro individuo nella zona di sicurezza nel sud del Libano.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, evidenzia la sorveglianza costante delle forze armate sui movimenti nemici. In un post su X, Baghaei afferma che i «valorosi difensori della patria» monitorano con attenzione coste, isole, confini e altri punti sensibili del Paese. Secondo il portavoce, queste azioni garantiscono la «sicurezza e la tranquillità» dell’Iran.
L’Agenzia internazionale dell’energia prevede un calo della domanda globale di petrolio nel 2026, il primo dal 2020, a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran, riferisce l’Associated Press. La riduzione stimata è di circa un milione di barili al giorno, dovuta ai prezzi elevati e ai disagi nel Golfo Persico. Il conflitto ha bloccato molte petroliere nello Stretto di Hormuz, nodo cruciale per l’energia mondiale. A maggio il consumo globale è sceso di 5,3 milioni di barili al giorno rispetto all’anno precedente, con la Cina che ha registrato il calo più marcato, pari al 9%, secondo il rapporto.
Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato di lanciare «migliaia» di missili contro l’Iran in caso di tentativo di assassinio, in un post su Truth Social. «Mille missili sono pronti e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran, con migliaia di altri a seguire immediatamente», ha scritto. Trump ha aggiunto che l’esercito americano è «pronto, disposto e capace» per un’azione di un anno, soggetta a estensione, per «distruggere completamente tutte le aree dell’Iran».
Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione militare a Beirut per supportare l'attuazione di un accordo quadro volto a porre fine ai combattimenti tra Israele e Hezbollah, riferisce il Financial Times. Due alti funzionari libanesi hanno confermato al quotidiano britannico che il Comando Centrale Usa (CENTCOM) ha inviato il team venerdì, in vista di colloqui tecnici tra Libano e Israele previsti a Roma la prossima settimana. Le discussioni si concentreranno sull'attuazione dell'accordo sponsorizzato dagli Stati Uniti, che prevede un ritiro graduale delle forze israeliane dal territorio libanese. L'agenzia Anadolu ha riportato la conferma di un portavoce del Dipartimento di Stato Usa secondo cui CENTCOM coordina strettamente con entrambi i Paesi e che la prima zona pilota per il ritiro israeliano sarà avviata a breve.
Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, ha criticato gli Stati Uniti per non aver rispettato l’accordo provvisorio, denunciando una violazione da parte del Tesoro Usa del paragrafo 9 del memorandum d’intesa. Su X Araghchi ha scritto che l’Iran ha mantenuto gli impegni, mentre gli Usa hanno accumulato infrazioni e errori. Ha concluso con un monito a Washington: «Da ora in poi ci può essere solo un rispetto reciproco degli accordi», secondo media locali.
Funzionari statunitensi affermano che i colloqui con l’Iran sono stati produttivi, ma sottolineano che un accordo richiede limiti nucleari e consegna di materiale, secondo fonti ufficiali. Gli Usa dichiarano di avere opzioni militari pronte per impedire l’accesso ai siti nucleari iraniani. L’escalation di questa settimana è legata al presunto attacco iraniano a navi commerciali nello Stretto di Hormuz, definito dagli iraniani un errore tecnico. Gli Stati Uniti hanno chiesto a Teheran una dichiarazione pubblica che escluda ulteriori attacchi e garantisca la libertà di navigazione, avvertendo che in caso contrario agiranno.
L’esercito israeliano riferisce di aver ucciso un combattente di Hezbollah venerdì vicino a un tunnel sotterraneo sulla cresta di Ali al-Taher, nel Libano meridionale, in un’area dichiarata «zona di sicurezza». Secondo fonti militari, il combattente «rappresentava una minaccia immediata per i soldati ed è stato eliminato con un preciso attacco aereo». Un altro raid ha colpito un «sospetto» a bordo di un veicolo che «costituiva una minaccia» per le truppe israeliane nella zona. L’esercito ha aggiunto che non permetterà a «terroristi di Hezbollah di emergere dall’infrastruttura sotterranea e operare nell’area».
Fonti americane hanno riferito all'agenzia Bloomberg che l'accordo con l'Iran non sarà possibile se Teheran non consegnerà la polvere nucleare. Il funzionario citato ha sottolineato che la fornitura di questo materiale è condizione essenziale per l'intesa.
Mohammad Bagher Ghalibaf, negoziatore capo e presidente del parlamento iraniano, ha dichiarato che Teheran non si arrenderà mai agli Stati Uniti e resterà pronta a difendersi se Washington dovesse ritirarsi dal memorandum d'intesa. «Non abbiamo mai smesso di prepararci a difendere il nostro Paese, e in qualsiasi momento gli americani tradiscano l'intesa, siamo pronti a una difesa totale», ha detto secondo media locali. Ha aggiunto che «porre fine alla guerra è una priorità per i Paesi del mondo, ma tutti devono sapere che questo conflitto non finirà con la resa dell'Iran». La dichiarazione segue un post del presidente Usa Donald Trump che annunciava la fine del cessate il fuoco e la prosecuzione delle trattative.
Una delegazione del Comando Centrale delle Forze armate statunitensi (Centcom) è attesa in Libano per favorire l'attuazione dell'accordo tra Israele e Hezbollah, secondo il Financial Times che cita due alti funzionari libanesi. La visita arriva mentre cresce la preoccupazione a Beirut per i ritardi nell'applicazione dell'intesa. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha confermato che i negoziati israelo-libanesi riprenderanno la prossima settimana a Roma.
Una fonte vicina alla delegazione negoziale iraniana ha smentito le notizie diffuse da media internazionali e arabi su un nuovo ciclo di colloqui con Washington la prossima settimana. La fonte ha definito le informazioni «prive di fondamento», secondo l'agenzia «Fars». Ha aggiunto che ogni sviluppo sarà comunicato tramite i canali ufficiali della Repubblica islamica.
Il sito Axios riporta che la prossima settimana si terrà un nuovo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran, probabilmente in Svizzera, citando una fonte informata. Il presidente Donald Trump ha scritto su Truth che gli Usa hanno accettato di proseguire i colloqui, ma non rispetteranno il cessate il fuoco.
Le forze israeliane hanno proseguito le operazioni di raid e arresti in diverse zone della Cisgiordania occupata, riferisce l'agenzia palestinese Wafa. A Beit Furik, due palestinesi sono rimasti feriti durante un attacco di coloni israeliani e sono stati curati dalla Mezzaluna Rossa. A Masafer Yatta, nove palestinesi hanno riportato contusioni e inalazione di gas lacrimogeni in un attacco congiunto di forze israeliane e coloni; un quindicenne è stato arrestato. A Jenin, le truppe israeliane hanno occupato un tetto residenziale per installare un posto militare e hanno lanciato bombe sonore vicino alle abitazioni. A Huwarah, un attacco di coloni ha provocato feriti tra donne e bambini; tre palestinesi sono stati arrestati dalle forze israeliane.
Il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz è diminuito per la terza notte consecutiva tra il 9 e il 10 luglio, secondo i dati della società di monitoraggio navale Windward. Solo sei navi hanno attraversato il passaggio in una finestra di 12 ore, contro le 18-22 di pochi giorni fa. Windward segnala inoltre un aumento dei «transiti oscuri», con navi che spengono i transponder per nascondere la posizione, ora quasi il 40% del traffico totale, il livello più alto in sei giorni.
Mediatori qatarioti sono a Teheran per incontrare funzionari iraniani e favorire la de-escalation, secondo fonti diplomatiche. L’Iran resta scettico sulle intenzioni americane dopo i raid Usa su infrastrutture civili e militari in cinque province iraniane e la decisione di Donald Trump di revocare unilateralmente l’accordo di intesa mediato dal Pakistan. Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, ha dichiarato che l’Iran «non si arrenderà mai» durante il conflitto in corso, secondo media locali.
Secondo il Wall Street Journal, l'amministrazione Trump considera sempre meno probabile un accordo nucleare con l'Iran. Funzionari Usa sottolineano che il mancato rispetto iraniano dell'intesa marittima temporanea riduce le speranze di un patto più ampio. Il presidente Trump ha dichiarato: «Non so se avremo un accordo». Gli ufficiali avvertono inoltre che non ci sarà intesa se l'Iran non consegnerà il controllo dell'uranio arricchito sepolto, aggiungendo che Washington dispone di alternative militari a basso costo per bloccare definitivamente l'accesso al materiale.
Fonti americane riferiscono che «l'Iran se non fornisce la polvere nucleare, non c'è accordo», riporta Bloomberg citando un funzionario statunitense. La consegna del materiale è condizione essenziale per il proseguimento delle trattative.
Un funzionario statunitense afferma che non ci sarà un buon esito per l'Iran se lo stretto di Hormuz non resterà aperto. Secondo la stessa fonte, gli Stati Uniti pongono condizioni rigide per un accordo sul nucleare, tra cui il rispetto totale dei limiti nucleari e la consegna del materiale nucleare richiesto. L'ufficiale riferisce che, nonostante ciò, i colloqui diplomatici proseguono e risultano produttivi. Gli Stati Uniti respingono la giustificazione iraniana di un malfunzionamento tecnico per gli attacchi alle navi nello stretto, definendola insufficiente.
Una delegazione del Comando Centrale Usa (Centcom) dovrebbe arrivare in Libano per facilitare l'attuazione dell'accordo tra Israele e Hezbollah, riferisce il Financial Times citando due alti funzionari libanesi. La visita precede i colloqui israelo-libanesi previsti a Roma e arriva in un momento di crescente preoccupazione per i ritardi nell'applicazione dell'intesa. Martedì il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha confermato la ripresa dei negoziati la prossima settimana.
