Guerra in Iran, la diretta di oggi, 11 luglio
Nuova escalation nella Guerra in Iran sul fronte delle tensioni tra Washington e Teheran. Donald Trump afferma che gli Stati Uniti sono pronti a “distruggere completamente” l’Iran qualora venisse portato a termine un attentato nei suoi confronti, sostenendo che mille missili sarebbero già pronti a colpire la Repubblica Islamica. Intanto gli Stati Uniti puntano a ottenere da Teheran un impegno pubblico a non colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, mentre il governo iraniano accusa Washington di aver violato gli accordi provvisori con il ripristino delle sanzioni.
Cosa sapere:
- Donald Trump minaccia di “distruggere completamente” l’Iran in caso di attentato
- Washington chiede a Teheran di garantire la sicurezza delle navi nello Stretto di Hormuz
- Il ministro degli Esteri iraniano accusa gli Stati Uniti di aver violato gli accordi provvisori con nuove sanzioni
- Il negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf: l’Iran non si arrenderà mai agli Stati Uniti
- L’esercito israeliano annuncia di aver ucciso un combattente di Hezbollah e un’altra persona nel sud del Libano
Cosa sta succedendo
La tensione tra Stati Uniti e Iran resta alta con attacchi israeliani nel sud del Libano e controversie sui negoziati nucleari. Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a Muscat per colloqui, mentre il Pakistan sollecita pace e stabilità regionale.
Ultimi sviluppi: Israele ha colpito nuovamente la periferia di Nabatieh con raid aerei e droni, mentre il premier pakistano invita Iran e Usa a rispettare l’accordo di cooperazione.
- Israele: raid aerei e attacchi con droni su Nabatieh e colpi di mitragliatrice a Zawtar al-Sharqi nel sud del Libano
- Iran: ministro degli Esteri Abbas Araghchi a Muscat per colloqui diplomatici
- Pakistan: premier Shehbaz Sharif chiede a Iran e Usa di mantenere l’accordo di cooperazione per la stabilità regionale
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Muscat, capitale dell'Oman, per una serie di colloqui, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim.
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha espresso «profonda preoccupazione» al presidente iraniano Masoud Pezeshkian per l’aumento delle tensioni, secondo fonti ufficiali. Nel colloquio telefonico, Sharif ha sottolineato «l’urgenza di ristabilire la pace e la stabilità nella regione» e ha richiamato «l’importanza di rispettare gli impegni previsti dal memorandum d’intesa firmato lo scorso mese tra Usa e Iran». Il Pakistan ha svolto un ruolo chiave come facilitatore nei negoziati tra Washington e Teheran.
Lo riferisce Al Jazeera.
Il New York Times osserva che dopo la revoca delle deroghe alle sanzioni e i bombardamenti americani su oltre 170 obiettivi in Iran, la Casa Bianca non ha illustrato un piano alternativo. Richard Haass, ex diplomatico citato dal quotidiano, definisce la strategia attuale «un vicolo cieco» perché gli attacchi americani provocano ritorsioni iraniane contro basi e infrastrutture nel Golfo. Secondo Haass, la combinazione di forza militare e sanzioni non ha prodotto i risultati sperati.
Lo riferisce Corriere della Sera.
L'esercito israeliano ha colpito la periferia di Nabatieh con un raid aereo, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. Secondo il rapporto, Israele ha lanciato un secondo attacco con droni nello stesso luogo cinque minuti dopo, mentre si registravano colpi di mitragliatrice a Zawtar al-Sharqiyah, comune che si affaccia sul fiume Litani.
Lo riferisce Al Jazeera.
Secondo funzionari statunitensi citati dalla Cbs News, l'Iran ha riconosciuto che un «gruppo di estremisti fuori controllo» ha colpito navi mercantili nello Stretto di Hormuz, ostacolando i negoziati di pace e causando la reazione americana. Gli iraniani avrebbero detto: «Abbiamo sbagliato. Continuiamo a parlare». Gli Stati Uniti chiedono una dichiarazione pubblica di Teheran sull'apertura dello Stretto e l'impegno a cessare gli attacchi alle navi.
Lo riferisce Corriere della Sera.
