Guerra in Iran, la diretta di oggi, 28 giugno
Nuova escalation nella Guerra in Iran dopo il secondo giorno di bombardamenti statunitensi contro obiettivi sulla costa iraniana. Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola di Qeshm e le città di Sirik e Bandar-e Lengeh, all’indomani dell’attacco con un drone contro una nave commerciale vicino allo Stretto di Hormuz. Teheran afferma di aver risposto colpendo le forze americane in Bahrain e Kuwait, avvertendo che ogni nuova offensiva riceverà una risposta “devastante”.
Cosa sapere:
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Stati Uniti: secondo giorno di raid sulla costa dell’Iran
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Colpite l’isola di Qeshm e le città di Sirik e Bandar-e Lengeh
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Iran: attacchi di risposta contro basi Usa in Bahrain e Kuwait
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La crisi si è aggravata dopo l’attacco con un drone vicino allo Stretto di Hormuz
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Teheran minaccia una risposta “devastante” in caso di nuovi bombardamenti
Cosa sta succedendo
Iran ha colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai raid Usa su dieci siti iraniani lungo la costa meridionale. In Bahrein un edificio residenziale è stato danneggiato senza vittime, mentre il Kuwait ha condannato le aggressioni iraniane definendole una violazione della sovranità.
Ultimi sviluppi: l’Iran ha accusato la NATO di complicità nella guerra Usa contro Teheran, mentre il ministero degli Esteri del Kuwait ha espresso la più ferma condanna delle aggressioni iraniane.
- Bahrein: edificio residenziale danneggiato in attacco iraniano senza vittime
- Kuwait: condanna ufficiale delle aggressioni iraniane come violazione della sovranità
- Iran: accusa la NATO di complicità nella guerra Usa contro Teheran
L'esercito libanese assumerà gradualmente la piena responsabilità di sicurezza su due «zone pilota», con possibilità di estensione, secondo il governo di Beirut. Il governo ha annunciato l'intenzione di ristabilire il monopolio statale sulla forza e di verificare il disarmo completo dei gruppi armati non statali, riferendosi a Hezbollah. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'accordo riconosce il diritto di Israele a mantenere una zona di sicurezza nel sud del Libano finché necessario, definendo l'intesa «un duro colpo all'Iran». Il presidente libanese Joseph Aoun ha espresso la speranza che gli Stati Uniti aiutino a prevenire violazioni e garantiscano il ritiro israeliano dalle aree occupate nel sud.
Soldati israeliani hanno sparato e ferito un palestinese durante un raid militare nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme Est occupata, riferisce l’agenzia Wafa. La vittima è stata colpita al piede e trasportata in ospedale, secondo la governatorato di Gerusalemme. Durante l’operazione, le forze israeliane hanno arrestato due persone, interrogato altri e perquisito diverse abitazioni. Sempre sabato sera, soldati israeliani hanno arrestato Ahmad Youssef Hassan Akhleil, ex detenuto palestinese, dopo aver circondato la sua casa a Beit Ummar, a nord di Hebron, riferisce un attivista locale a Wafa.
Il ministero dell'Interno di Bahrain riferisce che un edificio residenziale nella zona di Muharraq ha subito danni a seguito di un attacco iraniano, senza causare vittime. Secondo la stessa fonte, le autorità competenti stanno adottando le misure necessarie sul posto.
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha espresso la «più ferma condanna delle ripetute aggressioni iraniane» contro il paese, definendole una «palese violazione della sovranità». Secondo il ministero, questi attacchi compromettono gli sforzi regionali e globali di de-escalation e rappresentano «una sfida diretta alla volontà internazionale». Il Kuwait si riserva «il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la sovranità, la sicurezza e la stabilità, oltre a proteggere la popolazione e i residenti». Fonti ufficiali riferiscono che l'Iran ha rivendicato attacchi alla base Ali Al Salem, mirati alle forze statunitensi, in risposta ai bombardamenti del Comando Centrale Usa sulla costa iraniana dopo gli attacchi a navi nello Stretto di Hormuz.
L'Iran ha accusato la NATO di «complicità» nella guerra degli Stati Uniti contro Teheran, secondo media locali. Durante un incontro con il segretario generale della NATO Mark Rutte, Donald Trump ha criticato l'Europa per il mancato sostegno militare, citando Italia, Regno Unito, Germania, Francia e Spagna. Rutte ha risposto sottolineando che molti alleati europei hanno messo a disposizione le proprie basi per le operazioni Usa, con solo «casi isolati» di mancata cooperazione, secondo interviste rilasciate ai media.
Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore israeliano e leader dell’opposizione del partito Yashar, ha criticato la gestione di Netanyahu e ha espresso sostegno a un’inchiesta sulle decisioni riguardanti Gaza e il Libano. In un post su X, Eisenkot ha definito Netanyahu «un primo ministro che ha trascinato ciecamente il paese al suo punto più basso della storia, alimentando divisioni e incitamento». Il politico ha inoltre accusato Netanyahu di aver «continuato a mentire su Gaza e Libano» durante una recente conferenza stampa, secondo quanto riferito.
L’esercito israeliano riferisce di aver «eliminato diversi terroristi armati» nelle aree occupate della Siria meridionale, secondo media locali. Israele conferma l’intenzione di continuare le operazioni per «rimuovere minacce» a civili e militari israeliani. Le forze israeliane sono entrate in una zona cuscinetto creata dall’Onu nel dicembre 2024, vicino al Golan occupato, violando il cessate il fuoco del 1973. L’Onu segnala che Israele occupa ora 235 chilometri quadrati aggiuntivi di territorio siriano.
Israele ha aumentato gli attacchi aerei sabato su Gaza, colpendo tende improvvisate a Gaza City e nell’area di al-Mawasi, indicata come zona sicura nel cessate il fuoco dello scorso anno, riferiscono fonti locali. I raid hanno causato morti e feriti senza preavviso. Parallelamente, le forze israeliane hanno ampliato le operazioni a terra a est di Gaza City, avanzando di 500 metri nel villaggio di al-Musaddar oltre la linea gialla di demarcazione. Famiglie locali confermano l’avanzata militare.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è recato a Baghdad per una visita ufficiale. In un messaggio su Telegram, Araghchi ha annunciato incontri con alti funzionari iracheni per discutere le relazioni bilaterali e gli sviluppi regionali, tra altri temi.
Iran ha colpito basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait dopo che gli Usa hanno attaccato dieci siti iraniani, citando minacce a navi nello stretto di Hormuz, riferiscono media regionali. In Bahrein sono suonate le sirene d’allarme per raid aerei, mentre il Kuwait ha risposto a «minacce di missili e droni ostili». I Guardiani della Rivoluzione iraniani rivendicano l’autorità sul passaggio nello stretto secondo il memorandum con Washington e avvertono che le navi violatrici saranno affrontate con maggiore forza. L’Iran minaccia una «risposta schiacciante» e la sospensione del processo di pace in caso di ulteriori violazioni. L’esercito israeliano conferma attacchi nel sud del Libano, con la morte di combattenti di Hezbollah. Netanyahu afferma che «non c’è spazio per due Stati» tra Giordano e mare.
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato con forza gli ultimi raid statunitensi sulla costa meridionale del Paese, definendoli «attacchi brutali» che violano il cessate il fuoco previsto dal memorandum d'intesa. Secondo Teheran, gli Stati Uniti «non rispettano i loro impegni» e «la rottura delle promesse fa parte della natura di questo regime». Il ministero ha ribadito la determinazione dell'Iran a difendere la propria sovranità nazionale contro quella che ha definito «aggressione militare statunitense».
Molti abitanti del nord di Israele si mostrano scettici sull’efficacia dell’accordo con il Libano e chiedono il mantenimento della presenza militare israeliana nel sud libanese, riferisce l’Associated Press. Amir Raz, da Metula vicino al confine, ha espresso dubbi sul disarmo di Hezbollah, auspicando una permanenza israeliana «finché sarà necessario o permesso». Ronit Belson ha aggiunto che il successo dipende dalla capacità dell’esercito libanese di assumere il controllo, ma ha espresso pessimismo sulla sua efficacia contro Hezbollah.
Il deputato democratico Ro Khanna accusa gli attacchi Usa contro l’Iran di violare la War Powers Resolution approvata dal Congresso questa settimana. Khanna avverte che Trump deve fermare le operazioni militari o sarà portato in tribunale per obbligarlo. La risoluzione impone al presidente di ritirare le forze Usa dalle ostilità contro l’Iran, salvo autorizzazione esplicita del Congresso.
Il ministero degli Esteri del Bahrein ha espresso «la più ferma condanna» per gli ultimi attacchi missilistici e con droni dell’Iran, definendoli una violazione della sovranità nazionale, secondo la Bahrain News Agency. Il ministero ha sottolineato che le azioni iraniane compromettono le possibilità di de-escalation e stabilità regionale. Ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Onu per fermare l’aggressione e perseguire i responsabili. Il Bahrein ha ribadito il diritto legittimo di difendere la propria sovranità e ha ritenuto l’Iran responsabile di eventuali escalation.
L'esercito israeliano ha annunciato di aver condotto un attacco ieri a Nabatieh, mirato a combattenti di Hezbollah. Secondo il comunicato, l'operazione ha causato la morte di un numero non specificato di miliziani e ha distrutto un lanciarazzi nella stessa area. Fonti militari israeliane riferiscono che l'attacco è avvenuto un giorno dopo la firma di un accordo quadro tra Israele e il governo libanese per porre fine alle ostilità.
La Hind Rajab Foundation ha presentato una richiesta di procedimento penale negli Stati Uniti contro Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della sicurezza nazionale di estrema destra, per «coinvolgimento in crimini di guerra, genocidio e incitamento diretto al genocidio». La ong ha inviato la richiesta al Dipartimento di Giustizia Usa in vista della prevista visita di Ben-Gvir a New York all’inizio di luglio, secondo quanto riferito. Ben-Gvir è stato sanzionato nel 2023 da Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia e Regno Unito per «incitamento alla violenza contro i palestinesi» in Cisgiordania occupata. Jake Romm, rappresentante della fondazione, lo ha definito «uno dei maggiori criminali del nostro tempo» e ha chiesto a Washington di arrestarlo.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che non c'è spazio per due stati tra il fiume Giordano e il mare, escludendo così la possibilità di uno Stato palestinese se tornerà al potere. Lo ha detto durante una conferenza stampa sul recente accordo quadro con il Libano, sottolineando che questa posizione è ora un punto di consenso nella società israeliana. «Questo è ora una base per l'accordo», ha aggiunto Netanyahu secondo media israeliani.
Il ministero dell’Interno di Bahrein ha annunciato l’attivazione della sirena d’allarme, invitando cittadini e residenti a mantenere la calma e a raggiungere il luogo sicuro più vicino, seguendo gli aggiornamenti ufficiali. L’allerta segue il lancio di droni e missili balistici da parte della Guardia Rivoluzionaria iraniana contro la Quinta Flotta navale Usa a Port Salman, nella capitale Manama, secondo quanto riferito dall’IRGC. Le autorità promettono ulteriori aggiornamenti sulla situazione.
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha dichiarato che l’attacco Usa a Sirik «non cambia il controllo sullo stretto», ma serve a ricordare il percorso di passaggio ai violatori, secondo un comunicato. L’IRGC ha aggiunto che le basi americane nella regione «vivranno un inferno in questi giorni», secondo media locali. La tensione tra le due parti resta alta.
Il primo ministro israeliano Netanyahu ha definito storico l’accordo raggiunto a Washington con il Libano, presentandolo come un risultato politico e di sicurezza, secondo fonti ufficiali israeliane. Netanyahu ha sottolineato che l’intesa separa la questione iraniana da quella libanese e garantisce il riconoscimento da parte di Stati Uniti e Libano del diritto di Israele a mantenere la presenza nel sud del Libano fino al rispetto di 14 criteri verificabili. L’accordo attribuisce al governo libanese l’onere di rispettare tali condizioni, senza obblighi congiunti con Israele. Il ministro della Difesa israeliano ha già ordinato all’esercito di prepararsi a una presenza prolungata nel sud del Libano.
Al momento non ci sono conferme di contatti diretti tra funzionari statunitensi e iraniani, riferisce un analista. Il vicepresidente Usa JD Vance ha invitato l'Iran a «prendere il telefono» in caso di controversie sul memorandum d'intesa firmato recentemente. Gli Stati Uniti preferiscono risolvere le questioni tramite canali diplomatici, non con escalation militari. L’ultima ondata di attacchi è definita una risposta a presunte violazioni del cessate il fuoco da parte iraniana, senza legami con i negoziati in corso.
